20 Aprile 2026

Nel 2024 l’indice composito italiano mostra un leggero peggioramento rispetto all’anno precedente, sintesi dell’aumento della speranza di vita (che raggiunge gli 83,4 anni e torna ai livelli pre-Covid), della crescita dell’indice di vecchiaia (+6,7 punti percentuali) e della quota di persone che fumano. Se si prende come riferimento il periodo tra 2010 e il 2024, invece, l’indice composito indica un leggero miglioramento, dovuto principalmente all’aumento della vita media e alla riduzione della probabilità di morte per malattie non trasmissibili. A contrastare questi miglioramenti c’è però la riduzione del numero dei medici, scesi da 7,5 a 6,7 ogni 10mila abitanti tra il 2013 e il 2022. Le differenze tra le regioni sono abbastanza stabili nel tempo.

L’obiettivo quantitativo che prevede la riduzione, entro il 2030, del 25% della probabilità di morire per malattie non trasmissibili, registra tra il 2010 e il 2022 una diminuzione costante, raggiungendo nell’ultimo anno un valore pari all’8,2%. Mantenendo questo trend, il nostro Paese sarebbe in grado di raggiungere l’obiettivo del 7,3% al 2030.

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