20 Aprile 2026

Nel lungo periodo l’indice composito risulta stabile a causa dell’andamento contrastante degli indicatori che lo compongono. Da un lato diminuiscono i giorni in cui si supera il limite di PM10 e la quota di famiglie che hanno difficoltà a raggiungere almeno tre servizi essenzialimezzi privati per andare al lavoro e l’indice di abusivismo edilizio.

Rispetto agli obiettivi quantitativi, l’Italia registra una diminuzione delle persone ferite in incidenti stradali, ma non abbastanza da poter raggiungere il target del 20,2% entro il 2030: nel 2023 era ancora pari al 38,1%. L’offerta del trasporto pubblico registra un leggero peggioramento che, se confermato, non permetterà all’Italia di raggiungere l’aumento previsto del 20% rispetto al 2010.

Tra il 2015 e il 2020 aumenta di 1,5 punti percentuali la quota di persone a rischio alluvioni, rendendo difficile ridurla a meno del 9% entro il 2030. Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, dall’indagine Istat emerge una crescente preoccupazione: il 51,9% della popolazione percepisce la questione come prioritaria. Il numero di giorni in cui si supera il limite di PM10 si è dimezzato rispetto al 2010, ma nel 2023 sono ancora 27: a questo ritmo non sarà possibile raggiungere il traguardo di scendere sotto i tre giorni entro il 2030.

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