20 Aprile 2026

Le cattive notizie arrivano anche dall’Emissions Gap Report 2024 dell’Unep: nel 2023 le emissioni globali di gas serra hanno raggiunto il livello record di 57,1 gigatonnellate di CO2 equivalente, con un aumento dell’1,3% rispetto al 2022 e ben al di sopra della media annua dello 0,8% registrata tra il 2010 e il 2019.

Anche per quanto riguarda i sussidi alle fonti fossili la situazione non cambia. Dopo il picco record di 1.680 miliardi di dollari del 2022, nel 2023 si registra ancora un valore di circa 1.100 miliardi. Nonostante il calo, i sussidi sono il triplo rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, con l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi (ancora responsabili nel 2023 dell’11% del totale delle emissioni globali) e la mancata presentazione da parte dell’Ue di un chiaro obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2035, secondo l’ASviS “la possibilità di fare significativi passi avanti a livello globale appare già compromessa”. Ciononostante, per la Cop 30 a presidenza brasiliana, il governo di Lula ha già chiesto un fondo da 125 miliardi di dollari per fermare la deforestazione dell’Amazzonia.

Intanto aumenta la preoccupazione di cittadine e i cittadini a livello globale (ma non solo) sulla questione climatica. L’indagine “Global sustainable behaviours”, condotta da Deloitte nel settembre 2024 su 20mila partecipanti in 20 Paesi, registra una crescente consapevolezza dei rischi climatici: il 65% considera il clima un’emergenza, con un tasso leggermente più alto nelle fasce giovanili; il 75% è convinto che il cambiamento sia antropogenico (ovvero causato dall’essere umano), mentre circa la metà ha vissuto direttamente eventi climatici estremi negli ultimi sei mesi e più della metà ha modificato i propri comportamenti e acquisti per contrastare il cambiamento climatico. I più giovani spingono per una maggiore azione climatica all’interno delle aziende, soprattutto nel Sud-est asiatico, dove il 66% della Generazione Z e il 71% dei Millennial chiedono alle imprese di agire concretamente contro il surriscaldamento globale (con percentuali nettamente superiori rispetto ai Paesi occidentali).

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