20 Aprile 2026

L’indice composito per il Goal 2 rimane sostanzialmente stabile tra il 2010 e il 2024, così come nell’ultimo anno. Dopo una crescita fino al 2018, diminuisce leggermente e torna su valori simili a quelli iniziali. Guardando ai singoli indicatori, peggiora la quota di persone che seguono un’alimentazione adeguata (-3,8 punti percentuali), mentre cresce in modo significativo la superficie agricola utilizzata (Sau) per il biologico (+11,1 punti percentuali). La quota della popolazione che presenta un eccesso di peso è aumentata in modo significativo nel 2024 (45,1% rispetto a 44,6% del 2023), interessando più gli uomini che le donne. Tuttavia, una nota positiva viene dai dati più recenti di Nomisma: secondo l’Osservatorio Packaging del Largo Consumo 2025, sette italiani su dieci orientano le proprie scelte alimentari verso imballaggi “green”, e il 79% considera l’acquisto di cibo un ambito prioritario per pratiche responsabili. Una tendenza che va incoraggiata attraverso la promozione della food literacy, ossia la capacità delle persone di compiere scelte alimentari informate, consapevoli e coerenti con i principi di salute, identità culturale e sostenibilità ambientale. Qualche esempio? Un’etichettatura chiara e trasparente dei prodotti, piattaforme digitali di informazione e percorsi di coinvolgimento delle comunità locali.

Le disuguaglianze territoriali aumentano leggermente fino al 2014, poi diminuiscono fino al 2021, per tornare infine a salire, pur restando su livelli inferiori rispetto all’inizio del periodo. Le differenze tra Nord e Mezzogiorno sono meno marcate rispetto ad altri Goal, rimanendo sotto i cinque punti percentuali. Complessivamente, tra il 2010 e il 2024 solo due regioni migliorano in modo evidente, quattro peggiorano e quindici restano stabili, con variazioni inferiori ai cinque punti.

L’Italia conta già su un’agricoltura tra le più sostenibili d’Europa, sia in termini di efficienza nell’uso delle risorse sia in termini di biodiversità colturale. Ma non può dormire sugli allori: la transizione verso produzioni e consumi di cibi sostenibili è una sfida aperta. Vediamo ora gli obiettivi quantitativi. Sul 25% di Sau da destinare al biologico entro il 2030, siamo sulla buona strada. L’Italia registra una crescita costante e nel 2023 raggiunge il 19,8%.

Non siamo in linea, invece, con l’obiettivo entro il 2030 di ridurre del 20% l’utilizzo di fertilizzanti distribuiti in agricoltura rispetto al 2019. Qui l’indicatore risulta stabile, con un valore pari a 387,3 kg per ettaro.

Incerto, infine, l’obiettivo di dimezzare entro il 2030l’uso di pesticidi rispetto al triennio 2015-2017. L’uso è in diminuzione e, mantenendo l’attuale velocità, l’Italia si avvicinerà al target di 7,1 kg per ettaro, senza però raggiungerlo pienamente.

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