20 Aprile 2026
Il DL 95/2025 ha aumentato di 47 milioni di euro il Fondo per l’innovazione in agricoltura per il 2025, destinandolo a colture resilienti ai cambiamenti climatici, tecnologie per la produttività, modernizzazione delle imprese e innovazione in pesca e acquacoltura. Le colture climate-smart sono considerate un investimento strategico per tutelare il capitale naturale. Nonostante il calo occupazionale del settore (-2,6%), progetti di formazione e innovazione, come il Livestock Environment Opendata, puntano a qualificare gli operatori agricoli e favorire la transizione sostenibile. Inoltre, due decreti emanati tra fine 2024 e inizio 2025 hanno reso pienamente operativa in Sicilia la Legge regionale 21/2021, prima in Italia a riconoscere l’agroecologia come modello strategico per l’agricoltura.
Nel complesso, il Rapporto ritiene urgente superare un approccio puramente assistenzialista, innovando il Fse+ e il Fondo nazionale indigenti, sia in relazione alla quantità e qualità del cibo distribuito sia nelle forme organizzative. Serve anche migliorare quantità e qualità dei prodotti distribuiti, introducendo criteri ambientali e sociali negli acquisti pubblici e favorendo prodotti freschi anche tramite iniziative locali. Secondo il rapporto ASviS, le politiche contro la povertà alimentare oggi sono frammentate e spesso emergenziali: è necessario coordinarle meglio e renderle strutturali, anche attraverso un tavolo permanente tra pubblico e privato. Il tema va inserito in strategie più ampie di contrasto alla povertà, rafforzando strumenti di sostegno al reddito (come reddito alimentare o carte acquisti) per garantire equità e continuità.
Per un’agricoltura competitiva e sostenibile serve rafforzare la responsabilità sociale delle imprese agricole lungo tutta la filiera. L’adozione di standard internazionali e sistemi di due diligence è fondamentale per prevenire impatti negativi e garantire trasparenza e qualità. La Guida Ocse-Fao aggiornata nel 2024 offre indicazioni su modelli produttivi responsabili. L’Italia potrebbe incentivare la due diligence con una sua strategia nazionale.
Sul fronte del caporalato, restano da completare vari strumenti previsti dal Decreto Agricoltura (banca dati appalti agricoli, sistema informativo nazionale, utilizzo dell’assegno di inclusione per chi denuncia, parametri sui costi medi di produzione). È urgente attuarli per tutelare lavoratori e lavoratrici e prevenire sfruttamento e speculazione nelle filiere.
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