20 Aprile 2026
Le notizie per il nostro Paese non sono molto confortanti. Nel primo trimestre 2025, il tasso di occupazione nella fascia di età 20-64 anni ha raggiunto il 67,5%, con un ulteriore progresso rispetto al primo trimestre 2024 (+1,1 punti percentuali). C’è però un grosso “ma”. Nonostante il trend positivo, il dato italiano resta ancora sette punti percentuali sotto la media europea, con disparità di genere (77,1% dei maschi con un lavoro e 57,9% di donne) e generazionali (15-34 anni 44,2%, 45-54 anni 77,3%) ancora forti.
La crescita occupazionale è trainata dal lavoro stabile, mentre l’occupazione a termine continua a ridursi (sta ora al 10,6%). Ma il tasso di inattività in età 15-64 anni è ancora pari al 32,9% (41,8% per le donne), confermando che una quota di popolazione non lavora e non cerca lavoro.
Contemporaneamente le imprese continuano a registrare una quota significativa di posti vacanti. Secondo i dati Istat, nel primo trimestre del 2025 questo tasso si attestava al 2,55% nel settore delle costruzioni, al 2,0% nei servizi e all’1,6% nell’industria in senso stretto, evidenziando un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro a cui l’ASviS dedica ampie sezioni del suo Rapporto.
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