20 Aprile 2026

A questo proposito, il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl), promosso dal Ministero del Lavoro e nato per favorire l’incontro tra domanda e offerta, presenta alcune problematiche, nonostante le buone intenzioni. Le offerte di lavoro sono spesso poche o non aggiornate e il coinvolgimento diretto di aziende e società di intermediazione resta ancora limitato. Pur essendo uno strumento valido sul piano teorico, necessita quindi di miglioramenti per essere considerato efficace. Sul fronte delle politiche attive del lavoro, della sicurezza e del coinvolgimento di lavoratori e lavoratrici nelle imprese la situazione non cambia: ci sono alcuni progressi, che però restano insufficienti.

Andando sui dati relativi al raggiungimento dei Target del Goal 8, nel 2024 il composito mostra un leggero aumento rispetto all’anno precedente, dovuto alla riduzione del part-time involontario e della mancata partecipazione al lavoro, a fronte del peggioramento della produttività. Guardando invece all’intero periodo considerato (dal 2010 al 2024), il composito registra un miglioramento di circa sei punti.

Nel periodo 2011-2024 solo una regione peggiora le proprie performance, cinque risultano stabili mentre quindici migliorano. Le differenze tra i territori si riducono tra il 2019 e il 2024, ma sono piuttosto marcate, al punto che il Goal 8 è quello che nel 2024 registra le più alte differenze tra Nord e Mezzogiorno.

Andando sugli obiettivi quantitativi, quello relativo al tasso di disoccupazione registra un miglioramento troppo contenuto per sperare di raggiungere la quota del 78% prefissata dall’Agenda 2030, visto che il valore del 2024 è pari al 67,1%.

Al contrario, la quota di Neet (i 15-24enni che non lavorano e non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione) diminuisce negli ultimi cinque anni a un tasso che, se mantenuto, permetterà all’Italia di raggiungere l’obiettivo del 9% entro il 2030.

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