Al via il primo modello di scuola per lo sviluppo sostenibile

17 Aprile 2026

Il modello di scuola per lo sviluppo sostenibile è un progetto culturale ambizioso e impegnativo, che passo dopo passo sta diventando realtà.

L’idea nasce dalla lettura dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco e dall’Agenda Globale 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile che, con il 4° dei suoi 17 Obiettivi da raggiungere entro il 2030, pone l’accento sull’istruzione: dovrà essere un’istruzione di qualità per tutti, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti.

Le Nazioni Unite chiamano la Scuola alle sue responsabilità, perché la sensazione è che fino ad oggi sia rimasta a guardare, priva di punti di riferimento.

All’inizio di questa avventura ci siamo chiesti cosa volesse dire essere una istituzione scolastica sostenibile. Quale grado di sostenibilità si acquisisce passando all’energia solare? E risparmiando sul consumo di acqua? E rendendo la mensa bio e a km zero?

Poi si è voluto fare un passo in più, pensando non solo a una scuola sostenibile – non sarebbe la prima – ma a una scuola dello sviluppo sostenibile.

Un vero e proprio incubatore in cui la sostenibilità è l’approccio con il quale si affrontano tutti gli aspetti della vita scolastica. Un filo conduttore che lega tra loro le discipline di studio, i rapporti interpersonali, il rapporto con l’ambiente esterno.

Non si tratta solo di accostare al programma di studio ordinario laboratori o momenti di approfondimento legati a tematiche sostenibili. Certo, questo ci sarà.

Il modello cha abbiamo sviluppato andrà oltre, i programmi di studio saranno permeati dell’approccio sostenibile: sarà una lente attraverso la quale guardare discipline classiche, scientifiche, economiche, tecniche.

Stiamo parlando di una cultura della sostenibilità, piena e totale, che tutti gli studenti di ogni ordine e grado possono maturare.

Si dedicherà grande attenzione ai rapporti interpersonali che sono un ambito di primaria importanza nel quale sperimentare nuove forme di cooperazione e di comunicazione tra pari, tra scuola e famiglia, tra gli insegnanti.

Sulla base della co-progettazione il modello prevede anzitutto la creazione di otto funzioni gestionali che ogni scuola che vorrà aderire dovrà implementare per poter avere un ruolo proattivo sul territorio. Queste le funzioni: rapporti con Università, rapporti con le aziende, rapporti con il territorio, fundraising, comunicazione, internazionalizzazione, Academy, ricerca e sviluppo.

La didattica sarà declinata in sei macro aree attraverso cui puntare diritto alla sostenibilità nel concreto.

1 Care for creation – tutta la comunità educante si impegna in buone pratiche per curare la bellezza e tutelare l’ambiente. Saranno realizzati per gli studenti laboratori e workshop su natura, energia, clima, alimentazione, mobilità, urbanizzazione in collaborazione con imprese, agenzie e docenti universitari impegnati in questi campi.

2 Human being – è l’area più delicata ed importante, dedicata alla cura del capitale umano della scuola: studenti, famiglie, insegnanti e personale della scuola. Agli studenti sono dedicate tutte le attività e i percorsi finalizzati alla conoscenza di sé, all’orientamento, al supporto psicologico e allo studio, e iniziative volte all’educazione alla solidarietà e alla cittadinanza attiva. Per gli insegnanti e i genitori sono organizzati percorsi di formazione, di supervisione e ascolto psicologico.

3 Languages & cultures – lo scambio e il confronto chiedono di liberarsi da sovrastrutture e di luoghi comuni per aprirsi alla vera conoscenza dell’altro. La scuola deve offrire formazione linguistica e letteraria di alto livello e certificata. Organizza incontri con esperti, partecipa a concorsi internazionali e progetta percorsi linguistico-culturali con focus sulla pluralità culturale e l'accoglienza nella diversità.

4 New economies & jobs – nella didattica ordinaria si introducono le più recenti teorie e pratiche dell’economia circolare, della sostenibilità e della responsabilità sociale di impresa, favorendo incontri con professionisti, agenzie formative e imprese e dando vita a percorsi di Alternanza Scuola Lavoro in linea con il percorso.

5 Arts & aest-ethic – le arti sono l’espressione del desiderio dell’uomo di conoscere e interpretare la realtà, per questo motivo, la scuola propone dalla creazione e installazione di video didattici sulla matematica a percorsi di sperimentazione teatrale e musicale, incontri con esponenti del mondo dell’arte e della bioarchitettura, laboratori di creazione di oggetti di design con materiale di scarto.

6 Sport – con l’obiettivo di sviluppare negli studenti autostima e ben-essere, di educarli all’accoglienza e al rispetto, alla responsabilità e solidarietà, la scuola sviluppa progetti in collaborazione con associazioni sportive e compagnie sportivo-teatrali. Ci saranno inoltre momenti di allenamento e confronto con atleti olimpici e paralimpici.

Declinando per la propria e specifica realtà il modello di cui è promotore, l’Istituto Marcelline Tommaseo ha già coinvolto nella didattica prevista per l’anno scolastico 2018/19 esperti, testimonial, istituzioni, atenei di ricerca, imprenditori per spiegare – nella pratica – cosa significhi maturare un approccio sostenibile alle materie di studio.

Ha dato così un volto concreto al progetto Grow The world, diventando la prima scuola in Italia a progettare la didattica in modo integrale secondo la prospettiva dello sviluppo sostenibile.

La scuola e l’istruzione sono il motore del cambiamento e l’Istituto Marcelline Tommaseo sì è spesso trovato a essere pioniere e a fare da apripista. Come quando nel 1951, consolidato l'insegnamento delle lingue, il Liceo Linguistico delle Marcelline è il primo ad essere riconosciuto in Italia e la sua istituzione è valsa al Tommaseo la Medaglia d'Oro del ministro della Pubblica Istruzione. O come quando lo scorso anno l’Ente di Cultura e di Lingue Marcelline diventa sede della prima certificazione riconosciuta di lingua araba in Italia.

Adesso è richiesto un passo in più, occorre raccogliere la sfida della sostenibilità, aderendo ad un modello di cambiamento: con Grow The world lo stiamo facendo.

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