Giornata del risparmio, solo 30% degli italiani ha conoscenze finanziarie di base

22 Luglio 2020

Poco diffusa la comprensione dei vantaggi legati alla diversificazione di portafoglio e scarsa la capacità di rispondere correttamente alle domande sul calcolo degli interessi composti: questa è la fotografia scattata dall'Ocse, attestando il livello della cultura finanziaria dell'Italia al penultimo posto tra i Paesi del G20.

Il 30 ottobre, al termine della seconda edizione del Mese dell’educazione finanziaria promossa dal Comitato per l’educazione finanziaria, l'ASviS e il dipartimento del Tesoro del Mef hanno presentato il dibattito “Educazione finanziaria e finanza sostenibile: investire nel futuro” per far luce, nell’attuale contesto, su nuove strategie e strumenti per attrarre capitale privato verso investimenti sostenibili, e del ruolo che in questo ambito deve avere l’educazione finanziaria.

 

 

Secondo i dati dell'Ocse del 2017, al momento sono circa 70 i Paesi che hanno realizzato o stanno realizzando una strategia nazionale per l’educazione finanziaria. L'Italia ha adottato una sua strategia, approvata con decreto interministeriale del 16 febbraio 2018, anche per far fronte ai profondi cambiamenti socio-economici su scala globale: l'aumento dell'aspettativa di vita, il crollo demografico e il cambiamento del mercato del lavoro rendono necessarie conoscenze e competenze finanziarie diverse rispetto al passato e non solo per il benessere delle famiglie e dei singoli cittadini.

 

La cultura finanziaria produce, infatti, effetti positivi anche a livello macroeconomico, dotando gli investitori di una maggiore comprensione delle scelte di politica economica. Una più marcata sostenibilità delle finanze pubbliche, il superamento delle disuguaglianze di genere e della distribuzione della ricchezza, una migliore stabilità del sistema finanziario e una minore vulnerabilità individuale e collettiva a shock finanziari sono alcuni dei benefici per l'intera collettività.

 

L'analisi dell'indicatore di competenze finanziarie, costituito dalle conoscenze di concetti economici di base, dai comportamenti adeguati e dall'orientamento al lungo periodo, mostra come nel 2017 solo il 30% degli italiani aveva un livello adeguato di conoscenze di base, a fronte di una media dei Paesi Ocse del 62%. Ciò anche causa della poco frequente abitudine a pianificare e ad avere un budget familiare e a una minore diffusione di prodotti finanziari rispetto agli altri Paesi sviluppati.

Nel dibattito sono stati delineati, accanto ai tradizionali canali di intermediazione, le potenzialità offerte dall’innovazione tecnologica e dall’educazione finanziaria quali nuove leve per incoraggiare gli investimenti sostenibili e la crescita del Paese.

 

La Strategia nazionale

 

di Elis Viettone

 

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