Global Peace Index: trend negativo per la pace globale, e l’Europa non migliora

1 Giugno 2020

Secondo l’ultimo Global Peace Index (Gpi), appena rilasciato dall’Institute for Economics and Peace, siamo in un periodo storico in cui nella maggior parte dei Paesi la pace è in calo. Le mancate soluzioni alle tensioni e alle nuove crisi, economiche e sociali, hanno contribuito a rendere il 2017 l’anno meno pacifico dell’ultima decade. A incidere maggiormente, i conflitti tra e all’interno degli Stati e la scelta di giocare un ruolo marginale da parte delle Nazioni Unite.

In totale, sono 92 i paesi che vedono peggiorare il proprio indice Gpi, 71 quelli che lo migliorano.

Guardando alla classifica dei singoli paesi più pacifici, è l’Islanda ad avere il miglior punteggio, seguita da Nuova Zelanda, Austria, Portogallo e Danimarca. L’Italia, che guadagna una posizione rispetto al 2016, risulta al 38esimo posto (sulle 163 nazioni analizzate). Nelle ultime 5 posizioni, invece, troviamo Somalia, Iraq, Sud Sudan, Afghanistan e, in chiusura, la Siria.

Se guardiamo alle grandi categorie, quelle che prendono in riferimento le macro regioni del mondo, è sempre l’Europa la zona più pacifica. Bisogna però segnalare che il suo Gpi per il terzo anno consecutivo è in calo e per la prima volta nella storia c’è un paese occidentale che subisce una drastica variazione: la Spagna con le sue 10 posizioni in meno (si trova ora al 30esimo posto) per via di crisi politica e aumento del rischio legato al terrorismo.

In sostanza, il calo ha coinvolto il 61% delle regioni europee, dove persino i paesi nordici non possono contare su un Gpi migliore rispetto al 2008. Crisi politica, terrorismo e maggiore percezione della criminalità, sono le cause che hanno inciso su questa performance. Migliorano invece, di poco, le regioni europee orientali.

Nord Africa e Medio Oriente si confermano, invece, ancora i posti più violenti al mondo, nonostante un lieve miglioramento di Siria e Iraq, dovuto a una minore influenza dello Stato Islamico. Anche l’Asia e gli stati del Pacifico tra i luoghi meno sicuri, con un trend negativo per 11 paesi e uno positivo per 8 paesi. Diminuisce il Gpi nel Nord America, mai così basso dal 2012. Stesso discorso anche per il Canada, in seguito agli attentati di Quebec City ed Edmonton. L’Africa subsahariana, infine, registra i maggiori progressi in termini di pace grazie a Gambia, Liberia, Burundi e Senegal. Mentre continua a peggiorare la situazione in Congo e Repubblica Democratica, in crisi per eventi estremi e ancora in lotta per sconfiggere il virus Ebola.

Ma la questione è anche economica. Il costo in termini monetari della violenza globale, anche questo il più alto degli ultimi 10 anni, nel 2017 è stato di 14.760 miliardi di dollari. Una quota equivalente al 12,4% del Pil mondiale e a 1.988 dollari pro-capite. Numeri che si riflettono nella crescita delle “morti in battaglia” aumentate del 264% dal 2008.

Vedi i precedenti:

Global Peace Index 2016

Global Peace Index 2017

 

di Ivan Manzo

 

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