23 Marzo 2024
Il Segretario generale dell’Onu Antònio Guterres, durante il suo discorso al World economic forum (Wef), ha evidenziato che “il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato, ma potrebbe essere uno degli anni più freddi del futuro”. Inoltre, ha aggiunto: “L‘industria dei combustibili fossili ha appena lanciato un’altra campagna multimilionaria per ostacolare il progresso e mantenere il petrolio e il gas in circolazione a tempo indeterminato […]. Voglio essere molto chiaro: l’abbandono dei combustibili fossili è essenziale e inevitabile. Nessun tipo di tattica o di propaganda cambierà questo fatto. Speriamo che non si arrivi a una soluzione troppo tardi”.
Il collegamento tra questa denuncia e la disinformazione, considerata il pericolo numero uno per l’economia a breve termine dal Global risk report del Wef, è diretto. Particolarmente significativo è il fatto che, come ha indicato il Wef, nei prossimi due anni andranno alle elezioni tre miliardi di persone sul pianeta, inclusa l’Unione europea e gli Stati Uniti nel 2024. La disinformazione mina di fatto alle basi il buon funzionamento della democrazia, divide e polarizza forze sociali e Paesi tra loro, rendendo in pratica impossibile rispondere all’urgenza delle sfide comuni globali che abbiamo di fronte a noi. Questo non è un tema nuovo all’attenzione del Segretario Generale dell’Onu, che ha dedicato per l’appunto uno degli undici policy brief per il vertice sul futuro all’integrità delle informazioni sulle piattaforme digitali.
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Il Segretario ha proseguito il suo discorso richiamando l’attenzione sul nuovo rapporto Oxfam sulle diseguaglianze: “La disuguaglianza e l’ingiustizia stanno raggiungendo livelli osceni – un serio ostacolo allo sviluppo sostenibile. Oxfam riferisce che i cinque uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato le loro fortune dal 2020 – al ritmo di 14 milioni di dollari all’ora. Allo stesso tempo, più della metà del mondo, quasi cinque miliardi di persone, sono diventate più povere”.
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Nei passaggi chiave del discorso, il Segretario ha dichiarato che lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale “senza guardrail” costituisce una “minaccia esistenziale” per l’umanità, in aggiunta al caos climatico: “Questa tecnologia ha un enorme potenziale per lo sviluppo sostenibile – ma il Fondo monetario internazionale ha appena avvertito che è molto probabile che peggiori le diseguaglianze. Potenti aziende tecnologiche stanno già perseguendo i profitti con uno sconsiderato disprezzo per i diritti umani, la privacy personale e l’impatto sociale”.
Anche su questo tema evidenzia che non abbiamo ancora una strategia globale di risposta sull’AI. Le misure di risposta sono comunque elencate nel policy brief sul Patto digitale globale e trattate da commissioni di esperti incaricate dall’Onu, tutte tematiche da discutere in vista del Vertice sul futuro di settembre 2024.
Come ha evidenziato il Segretario Guterres, nell’attuale contesto storico il punto chiave di criticità è rappresento dal fatto che “le divisioni geopolitiche ci impediscono di unirci per trovare soluzioni globali” e che “non c’è da stupirsi che ovunque la gente perda fiducia nei governi, nelle istituzioni e nei sistemi finanziari ed economici”.
Sui conflitti in atto ribadisce le sue posizioni: cessate il fuoco immediato a Gaza e trattative per una soluzione con due Stati, Israele e Palestina. Pace giusta in Ucraina nel rispetto della Carta delle Nazioni unite e del diritto internazionale.
Nelle conclusioni, il Segretario generale ha lanciato un messaggio di speranza: “Ricostruire la fiducia non avverrà da un giorno all’altro, ma sono convinto che sia essenziale e possibile”.
E accennando in breve alle riforme proposte in vista del Vertice sul futuro, tra cui la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu e delle istituzioni finanziarie globali (sistema di Bretton Woods) concordate ottant’anni fa, ne evidenza in sintesi la necessità, poiché è “impossibile costruire un futuro per i nostri nipoti con un sistema costruito per i nostri nonni”.
di Luigi Di Marco
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