Healthy Environment, Healthy People: investire nella qualità dell’ambiente per garantire il benessere

1 Giugno 2020

Il rapporto del Programma della Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP),  diffuso alla vigilia  dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l'Ambiente che si svolgerà a Nairobi dal 23 al 27 maggio, raccoglie le prove dei legami tra qualità dell’ambiente e salute umana – intesa come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non come mera assenza di malattie (definizione OMS) – e ne indica gli elementi chiave.

I significativi progressi compiuti negli ultimi decenni in termini ambientali hanno determinato importanti miglioramenti della salute umana. Per esempio è aumentato il numero di persone che hanno accesso all’acqua potabile e sono diminuiti i rischi di cancro della pelle o di cataratta dell’occhio grazie al maggior controllo sulle sostanze che distruggono l’ozono nell’atmosfera.

Tuttavia, diverse sono le sfide ancora aperte in relazione alla qualità dell’ambiente e del suo conseguente impatto sulla salute umana.

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si stima che nel 2012 siano state più di 12 milioni e mezzo le morti nel mondo attribuibili direttamente all’ambiente, il che corrisponde al 22% delle morti totali. La qualità dell’aria che respiriamo, del cibo che mangiamo, dell’acqua che beviamo e degli ecosistemi sui quali si basa la nostra vita hanno determinato un aumento delle malattie non trasmissibili (per esempio quelle cardiovascolari, cancro, diabete e disturbi respiratori cronici), ovvero quelle che dipendono dall’esposizione a sostanze chimiche o all’assunzione di stili di vita non salutari.

Queste analisi, comunque, non prendono in considerazione gli effetti combinati dei cambiamenti ambientali emergenti nel mondo (cambiamento climatico, perdita di biodiversità e degrado dei sistemi naturali che supportano la vita), i quali rischiano di invertire i progressi compiuti negli ultimi decenni nel campo della salute e dello sviluppo in termini assoluti.

Inquinamento dell’aria, acque non sicure, inadeguato trattamento dei rifiuti, igiene insufficiente, disastri legati al clima sono i problemi ambientali che potremmo definire storici e che continuano a causare un numero inquietante di morti.

Un aspetto ancora più problematico di questa situazione è rappresentato dal fatto che a soffrire maggiormente delle conseguenze degli impatti di questi problemi ambientali sono coloro che vivono in povertà, i quali sono responsabili in minima parte per i problemi in questione, il che delinea un grave stato di ingiustizia ambientale.

Ciò che preoccupa maggiormente gli autori è il fatto che processi come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e il degrado dei sistemi naturali, se non contrastati adeguatamente, hanno un effetto moltiplicatore dei rischi per la salute umana.

Viceversa, investire nella salute dell’ambiente produce impatti positivi anche sulla salute e il benessere umano. È dimostrato che gli investimenti nella qualità dell’ambiente abbiano effetti positivi multipli in termini di sviluppo, riduzione della povertà, sicurezza delle risorse, riduzione delle disuguaglianze e diminuzione dei rischi per la salute e il benessere dell’uomo.

Il rapporto dell’UNEP definisce un quadro di quattro linee integrate di azione per trattare il nesso che lega ambiente e salute:

–          Eliminare o mitigare l’effetto delle sostanze nocive per l’ambiente

–          Ridurre l’uso di combustibili fossili e quindi le emissioni di CO2 attraverso la loro sostituzione con energie alternative

–          Garantire una produzione sufficiente a sostenere la popolazione mondiale utilizzando, però, meno risorse, producendo meno rifiuti, meno inquinamento e meno degrado ambientale (il cosiddetto decoupling dell’utilizzo di risorse)

–          Aumentare la resilienza dell’ambiente e la protezione dei sistemi naturali del pianeta.

Ovviamente questi sforzi sono tutt’altro che banali e così come le sfide in settori diversi sono interconnesse, anche le soluzioni ai problemi non possono essere settoriali ma devono essere integrate, legate e coerenti tra loro, connesse da strategie adattate ai diversi contesti.

In conclusione, intervenire direttamente sulle interconnessioni che legano ambiente e salute produce moltiplicativi in diversi ambiti che possono sostenere trasversalmente gli SDGs. Investire per preservare, migliorare o ristabilire la qualità dell’ambiente può, quindi, indirizzare e catalizzare sforzi differenti, evitando che emergano contraddizioni tra strategie in settori diversi e facilitare il progresso verso la realizzazione dell’Agenda 2030 nel suo insieme.

Leggi il Rapporto UNEP

Leggi il Rapporto WHO

di Matteo Mancini

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