Migliorare l’istruzione entro il 2030 rappresenta una sfida per tutti i Paesi, dice l’Ocse

1 Giugno 2020

Il rapporto dell’Ocse “Education at a Glance 2016” misura, per la prima volta, il tentativo dei paesi di raggiungere “un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. Le riflessioni sugli SDGs, e in particolare la distanza dei Paesi rispetto al quarto Goal, costituiscono l'editoriale di apertura del rapporto, a firma del Segretario generale dell'Ocse Angél Gurria. Il rapporto fornisce importanti dati statistici nazionali, confrontabili tra loro, che consentono di misurare lo stato dell’istruzione nel mondo. L’analisi riguarda i sistemi educativi dei 35 paesi Ocse e di altri dodici paesi del mondo.

Secondo lo studio, solo 12 dei 35 paesi Ocse riescono a soddisfare il livello di benchmark per almeno cinque dei dieci sotto-obiettivi del Goal 4 sull’istruzione. I paesi con un migliore livello di istruzione rispetto ai dieci target sono Australia e Canada, seguiti da Paesi Bassi e Belgio. L’Italia soddisfa i livelli di benchmark solo per due sotto-obiettivi (target 4.2 e 4.5), grazie all’elevato tasso di accesso alla scuola dell’infanzia e all’istruzione primaria e un elevato indice di inclusione. Al contrario, c’è ancora molto lavoro da fare sull’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo per giovani e adulti (target 4.6), sull’educazione allo sviluppo sostenibile (target 4.7) e sull’offerta di insegnanti qualificati (target 4 c).

I paesi Ocse investono maggiormente negli studi, ma a farsene carico sono sempre più studenti e famiglie: il 30% delle spese è coperto da risorse private, dal 2008 al 2013 si è registrato un aumento del 14% delle spese sostenute da privati. Sebbene il numero di laureate nel settore terziario abbia raggiunto livelli più che soddisfacenti (il 57%), persistono ancora differenze di genere in alcuni settori scientifici e nel passaggio dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro: le donne tra i 20 e i 24 anni incluse nella fascia dei cosiddetti Neets (Neither Employed nor in Education or Training) coprono il 18,5%, mentre gli uomini rappresentano il 15,5%. Le famiglie immigrate sono quelle che continuano ad avere maggiori difficoltà di accesso all’istruzione e al mondo del lavoro.

In conclusione, l’impegno per il raggiungimento del quarto obiettivo di sviluppo sostenibile richiede sforzi anche da parte di tutti i paesi Ocse se si vuole conseguire un’istruzione di qualità e accessibile per tutti. Infatti, rispetto agli obiettivi di sviluppo del millennio sull’istruzione, il Goal 4 è realmente globale, dice il Rapporto, perché non esistono più differenze tra paesi ricchi e poveri, in quanto ogni singolo paese è chiamato a raggiungere questo obiettivo.

 


di Flavia Belladonna

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