1 Giugno 2020
I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono caratterizzati da un approccio globale per la loro attuazione e solo con la partecipazione di tutti i Paesi sarà possibile raggiungere significativi risultati entro il 2030, come da programma.
Proprio a partire da questa consapevolezza l'organizzazione no profit Bertelsmann Stiftung e il Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) hanno elaborato l'SDG Index and Dashboards – Global Report, un indice nel quale compaiono 149 Stati dei 193 che hanno sottoscritto gli SDGs nel dicembre 2016, per valutare e mettere a confronto i percorsi compiuti in materia di sviluppo sostenibile dai singoli Paesi in vista della scadenza del 2030.
Non stupisce che il podio vada ai Paesi scandinavi, Svezia, Danimarca e Norvegia, e che le prime 10 posizioni siano occupate da Paesi europei, più l'Islanda.
Calcolando la media delle sue prestazioni, la Svezia ha l'84,5% di probabilità di portare a compimento gli Obiettivi Onu come sottoscritto in sede internazionale, mentre completamente all'opposto, agli ultimi posti, si trovano alcuni dei Paesi più poveri del Pianeta.
All'Italia tocca la 35esima posizione, con il 70,9% di probabilità di abbracciare gli impegni sottoscritti, e si colloca appena al di sotto di Spagna, Lituania, Malta, Bulgaria e Portogallo. Gli unici Paesi del Vecchio continente con pecentuali inferiori a quella del nostro Paese nostre sono Croazia, Grecia, Polonia, Romania e Serbia.
Chiude tristemente la classifica la Repubblica Centrafricana che ha il 26,1% di possibilità di raggiungere gli SDGs, appena preceduta da Liberia, Congo e Niger.
Lanciato nel giugno 2016, l'SDG Index and Dashboards – Global Report è uno strumento pensato per seguire il procedimento e l'attuazione dei singoli Goals, per avere un quadro attendibile e aggiornato su come i diversi Stati affrontano la lotta alla fame e alla povertà estrema, l'assistenza sanitaria ai cittadini, una buona istruzione, il rispetto dei diritti, la tutela dell'ambiente e delle sue risorse naturali, la transizione a energie rinnovabili e dignità nel lavoro.
“Sappiamo che molti Paesi sono confusi dal loro risultato e alcuni di loro non sono felici del proprio posizionamento nell'indice globale” scrivono Aart de Geus, amministratore delegato della Bertelsmann Stiftung e Jeffrey Sachs, direttore del Sdsn, nell'introduzione del rapporto, “Ma se davvero ci sono errori o imprecisioni, il vantaggio di un rapporto online è proprio quello di poterlo prontamente correggere”.
di Elis Viettone
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