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	<title>#cultura Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>#cultura Archivi - ASviS</title>
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		<title>Attraverso la cultura possiamo costruire una nuova visione di futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono i mondi della cultura che aiutano moltissimo a creare consapevolezza, pensiero razionale ed emozione per permettere la creazione di un modello di sviluppo sostenibile”. Sono queste le parole con cui Paola Dubini, coordinatrice del Gruppo di lavoro trasversale “Cultura per lo sviluppo sostenibile” dell’ASviS, ha introdotto e moderato l’evento “Il posto della cultura: un…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/attraverso-la-cultura-possiamo-costruire-una-nuova-visione-di-futuro/">Attraverso la cultura possiamo costruire una nuova visione di futuro</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&ldquo;<em>Sono i mondi della cultura che aiutano moltissimo a creare consapevolezza, pensiero razionale ed emozione per permettere la creazione di un modello di sviluppo sostenibile</em>&rdquo;. Sono queste le parole con cui <strong>Paola Dubini</strong>, coordinatrice del Gruppo di lavoro trasversale &ldquo;<a href="https://asvis.it/gruppo-di-lavoro-trasversale-cultura-per-lo-sviluppo-sostenibile/">Cultura per lo sviluppo sostenibile</a>&rdquo; dell&rsquo;ASviS, ha introdotto e moderato l&rsquo;evento &ldquo;<strong><a href="https://2024.festivalsvilupposostenibile.it/torino/684-1658/cultura">Il posto della cultura: un gioco di sguardi</a></strong>&rdquo;, organizzato dall&rsquo;Alleanza il 10 maggio a Torino nell&rsquo;ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ba372a;"><em><strong>RIVEDI L&#8217;EVENTO</strong></em></span></p>&#13;
<div style="max-width: 800px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fasvisitalia%2Fvideos%2F409839418514904%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="true"></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p>L&rsquo;appuntamento, inserito all&rsquo;interno della cornice del Salone del libro, seconda tappa dell&rsquo;edizione di quest&rsquo;anno supportata da <strong>Iren</strong> in qualit&agrave; di Tutor, &egrave; stato dedicato alla raccolta di <strong>testimonianze degli operatori del mondo della cultura</strong>, che hanno rappresentato come i vari settori interpretano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell&rsquo;Agenda 2030, facendo leva sulla partecipazione dei cittadini e sulla capacit&agrave; delle organizzazioni culturali di orientare lo sguardo per attivare la conoscenza, modificare i comportamenti e costruire una nuova visione di futuro.</p>&#13;
<p><em>&nbsp;</em>Le esperienze portate dagli ospiti della mattinata hanno cercato di rappresentare in maniera sistemica e integrata il richiamo ai diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile. Per ci&ograve; che riguarda il ramo della sostenibilit&agrave; dedicato alla conoscenza e all&rsquo;educazione, &egrave; intervenuto <strong>Pierluigi Ledda,</strong> dell&rsquo;Archivio storico Ricordi, che ha raccontato l&rsquo;importanza dei <strong>progetti inclusivi che riguardano gli archivi e il loro ruolo</strong> per la condivisione della conoscenza, ricordando come sia fondamentale che questi ultimi siano rigenerativi, dinamici e innovativi nel tempo: &ldquo;<em>Non bisogna dare per scontato che il prestigio delle collezioni musicali sia di per s&eacute; un alibi all&rsquo;immobilismo e all&rsquo;istituzionalit&agrave;, ma bisogna fare in modo che l&rsquo;archivio sia ad uso e consumo di noi vivi</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p>Insieme agli archivi, un&rsquo;attenzione molto forte allo sviluppo della cittadinanza scientifica e al dialogo con i giovani risiede inoltre nella <em>mission</em> dei <strong>musei</strong>, che hanno un <strong>ruolo primario nella lotta contro la povert&agrave; educativa</strong>. &ldquo;<em>I musei sono strumenti potentissimi per il lifelong learning, ma purtroppo i musei non sono per tutti. Fette grandissime di popolazione non vedono nel museo una possibilit&agrave;, una risorsa, mentre la cittadinanza scientifica dovrebbe essere invece una competenza universale. Il mondo ci chiede sempre di pi&ugrave; di fare scelte quotidiane, in costante connessione con scienza e tecnologia. Un rapporto positivo con la scienza, a prescindere dal nostro percorso professionale, &egrave; quindi fondamentale&rdquo;</em>. Queste le dichiarazioni di <strong>Patrizia Cerutti</strong> del Museo nazionale della scienza e tecnologia &ldquo;Leonardo da Vinci&rdquo;, che ha inoltre sottolineato la forte interconnessione tra povert&agrave; economica e povert&agrave; educativa e il ruolo dell&rsquo;apprendimento inclusivo nella ricerca.</p>&#13;
<p>La riflessione si &egrave; spostata poi sul tema delle citt&agrave; sostenibili e dei consumi responsabili in relazione alla realizzazione degli <strong>spazi intesi come bene comune</strong>. <em>&ldquo;L&rsquo;ascolto del territorio &egrave; fondamentale per avviare processi di <strong>rigenerazione e riqualificazione</strong> degli spazi pubblici, partecipando attivamente alla cura dei beni comuni e riconnettendo i luoghi del patrimonio alla vita dei cittadini&rdquo;</em>, ha dichiarato <strong>Ottavia Semerari</strong> di Variabile K, un&rsquo;impresa sociale nata nel 2022 che si occupa di rigenerazione urbana e partecipazione culturale a Ercolano e nel territorio vesuviano. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di creare occasioni dove le persone possano esprimere la propria creativit&agrave;, valorizzando la manualit&agrave; e l&#8217;artigianato, incentivando inoltre pratiche di riuso e riciclo.</p>&#13;
<p>Sul tema dell&rsquo;incremento dell&rsquo;<strong>offerta culturale del territorio</strong> &egrave; stata poi richiamata la centralit&agrave; del numero dei destinatari e si &egrave; riflettuto su come raggiungere nuovi pubblici, portando l&rsquo;arte in luoghi innovativi. &ldquo;<em>L&rsquo;aeroporto pu&ograve; diventare vetrina di eccellenza, trasformando l&rsquo;attesa in un momento da dedicare al pensiero, all&rsquo;arte e alla bellezza</em>&rdquo;, cos&igrave; <strong>Giovanna De Cesare</strong> di Aeroporti di Roma ha raccontato come <strong>l&rsquo;aeroporto &egrave; stato trasformato in un punto di incontro inclusivo tra la cultura e i cittadini</strong> attraverso diverse esposizioni artistiche, che incrociano lo sguardo di oltre 6 milioni di passeggeri. In questo senso, la capacit&agrave; di attrazione di un aeroporto contribuisce ad aprire nuove possibilit&agrave; per la diffusione dei contenuti culturali e per l&rsquo;identificazione di nuovi destinatari.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/O0vA_mytxcA?si=ABGW-qVJFzqE4zTk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p>I luoghi della cultura e le attivit&agrave; artistiche possono inoltre diventare un&rsquo;occasione per fare cassa di risonanza, in maniera trasversale, sulle tre dimensioni della sostenibilit&agrave;. Esempio di questo &egrave; <strong>Playlist 2030 &#8211; Fare musica per un futuro sostenibile</strong>, progetto raccontato da <strong>Anna Freschi </strong>e<strong> Luca Benatti</strong>, che riesce a mettere in connessione giovani musicisti con figure del mondo della comunicazione e della divulgazione che lavorano da anni su temi civili, sociali e ambientali. Lo scopo del progetto &egrave; quello di creare <strong>una raccolta di brani dedicati ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile</strong>, presentati in un video musicale <strong>introdotto da una panoramica scientifica di una esperta o un esperto</strong> sul tema di riferimento (alcuni tra questi individuati tra gli esperti dell&rsquo;Alleanza), cercando cos&igrave; di sensibilizzare e catturare l&rsquo;interesse di nuovi strati della societ&agrave; civile e degli operatori culturali. Durante l&rsquo;evento &egrave; stato mostrato un piccolo estratto del brano ispirato al tema della parit&agrave; di genere (Goal 5).</p>&#13;
<p>L&rsquo;evento si &egrave; concluso con l&rsquo;ultimo intervento di <strong>Annalisa Cicerchia</strong> del Cultural welfare center, dedicato al rapporto tra la centralit&agrave; del benessere delle persone in termini di salute, disuguaglianze, parit&agrave; e partnership per gli obiettivi: &ldquo;<strong><em>Esiste un nesso profondissimo tra l&rsquo;esperienza culturale e il benessere e la salute</em></strong><em> delle persone come individui e come collettivit&agrave;. In molte parti del mondo sono state sperimentate forme di offerta culturale esplicitamente orientate al miglioramento della salute, della longevit&agrave; e della qualit&agrave; della vita</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p>Dopo la fine dell&rsquo;incontro, passando dal Caff&egrave; letterario alla Sala argento, &egrave; stato organizzato dal Gruppo di lavoro dell&rsquo;<strong>ASviS </strong>&ldquo;Cultura per lo sviluppo sostenibile&rdquo;, in collaborazione con <strong>Rete delle reti </strong>e <strong>Regione Piemonte</strong>, un ulteriore <a href="https://2024.festivalsvilupposostenibile.it/cal/1039/le-istituzioni-culturali-per-lagenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile">spazio di approfondimento</a> dedicato ai temi e ai contenuti del <strong>Position paper</strong> elaborato dal Gruppo e pubblicato all&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno, dal titolo &ldquo;<strong><a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-20187/organizzazioni-culturali-e-sostenibilita-lanalisi-nel-position-paper-asvis">Organizzazioni culturali e sviluppo sostenibile: le urgenze da affrontare</a></strong>&rdquo;.</p>&#13;
<p>Il documento riflette su come la risoluzione di alcune distorsioni narrative sui mondi della cultura possa diventare un punto di partenza per la reale crescita del settore e per la definizione delle azioni prioritarie delle organizzazioni culturali nell&rsquo;affrontare le sfide e le urgenze di natura economica, sociale e ambientale nel quadro dell&rsquo;Agenda 2030. L&rsquo;incontro &egrave; stato moderato da <strong>Giuseppe Vitiello</strong> (Rete delle reti) e ha visto la partecipazione di <strong>Annalisa Cicerchia </strong>(Cultural welfare center), <strong>Annalisa Rossi</strong> (Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia), <strong>Michela Rota</strong> (Icom Italia) e <strong>Rossana Morriello</strong> (Associazione italiana biblioteche).</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/FSS_2024/img_relatori_eventi_asvis/fotocultura2.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;"><em>Da sinistra: Giuseppe Vitiello, Annalisa Rossi, Michela Rota, Rossana Morriello </em></p>&#13;
<p>di Cecilia Menichella</p>
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		<title>Organizzazioni culturali e sostenibilità, l’analisi nel Position paper ASviS</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/organizzazioni-culturali-e-sostenibilita-lanalisi-nel-position-paper-asvis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[@goal4]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Agenda 2030 non fa esplicito riferimento al ruolo della cultura nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo in inglese), ma l’Agenda globale costituisce la cornice di riferimento ideale per l’azione culturale. Le attività delle organizzazioni culturali, infatti, orientando i cittadini nelle loro scelte future hanno carattere intrinsecamente sostenibile. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile,…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/organizzazioni-culturali-e-sostenibilita-lanalisi-nel-position-paper-asvis/">Organizzazioni culturali e sostenibilità, l’analisi nel Position paper ASviS</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L&rsquo;<a href="https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/">Agenda 2030</a> non fa esplicito riferimento al ruolo della cultura</strong> nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell&rsquo;acronimo in inglese), ma l&rsquo;Agenda globale costituisce la cornice di riferimento ideale per l&rsquo;azione culturale. Le attivit&agrave; delle organizzazioni culturali, infatti, orientando i cittadini nelle loro scelte future hanno <strong>carattere intrinsecamente sostenibile</strong>. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, inoltre, possono essere declinati in relazione agli specifici settori culturali. Per raccogliere le buone pratiche, esaminare le narrazioni distorsive e individuare le urgenze per il settore culturale il <strong>Gruppo di lavoro trasversale &ldquo;</strong><a href="https://asvis.it/gruppo-di-lavoro-trasversale-cultura-per-lo-sviluppo-sostenibile/"><strong>Cultura per lo sviluppo sostenibile</strong></a><strong>&rdquo;</strong> dell&rsquo;Allenza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha realizzato il <strong>Position paper</strong> &ldquo;<a href="/public/asvis2/files/Pubblicazioni/PositionPaper/2024/PositionPaperCultura_OrgSos_240227.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Organizzazioni culturali e sviluppo sostenibile: le urgenze da affrontare</strong></a>&rdquo;.</p>&#13;
<h2><strong>Buone pratiche per l&rsquo;Agenda 2030</strong></h2>&#13;
<p>Grazie alla loro azione le organizzazioni culturali contribuiscono alla <strong>tutela del patrimonio</strong>, come indicato nel Target 11.4 del Goal 11 &ldquo;Citt&agrave; e comunit&agrave; sostenibili&rdquo;: &ldquo;<em>Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo</em>&rdquo;. Sono fortemente impegnate per l&rsquo;ambiente: secondo i dati dell&rsquo;Osservatorio Innovazione digitale nei beni e attivit&agrave; culturali della School of management del Politecnico di Milano, <strong>l&rsquo;83% delle istituzioni museali italiane e l&rsquo;84% dei teatri ha intrapreso</strong> <strong>interventi per la sostenibilit&agrave; ambientale,</strong> in particolare per l&rsquo;efficientamento energetico (messo in atto dal 53% delle istituzioni), per il riuso e il riciclo dei materiali (49%) e per attivit&agrave; di sensibilizzazione del personale su comportamenti virtuosi (45%). Ma le attivit&agrave; culturali possono essere destinate anche a <strong>contrastare la povert&agrave; educativa</strong> (Goal 4 &ldquo;Istruzione di qualit&agrave;&rdquo;), <strong>a ridurre il tasso di giovani disoccupati che non studiano n&eacute; si formano</strong> (Goal 8 &ldquo;Lavoro dignitoso e crescita economica&rdquo;) o a costruire uno <strong>spazio digitale pubblico</strong> per la cittadinanza (Goal 16 &ldquo;Pace, giustizia e istituzioni solide&rdquo;).</p>&#13;
<h2><strong>Narrazioni distorsive</strong></h2>&#13;
<p>Partendo da alcuni slogan legati alla cultura italiana, il Position Paper riflette su come queste narrazioni comuni possano diventare un punto di partenza per lo sviluppo del settore. Se &egrave; vero, ad esempio, che &ldquo;<strong><em>la cultura &egrave; il petrolio dell&rsquo;Italia, </em></strong><em>allora &egrave; necessario che i settori culturali siano riconosciuti come una parte centrale del made in Italy</em>&rdquo; si legge nel documento, garantendo crescita professionale e remunerazione adeguata alle persone impiegate nel settore. O ancora si dice &ldquo;<strong>l&rsquo;Italia dei borghi</strong>&rdquo; per riferirsi alle migliaia di centri abitati di piccole dimensioni, spesso immaginati come pittoreschi, sparsi su tutto il territorio nazionale: &egrave; una definizione che dovrebbe far riflettere sulla crescente polarizzazione fra aree abbandonate (e prive di servizi) e territorio sovrasfruttati.</p>&#13;
<h2><strong>Le urgenze</strong></h2>&#13;
<p>Con l&rsquo;aumento della consapevolezza sull&rsquo;importanza e sui costi della realizzazione dell&rsquo;Agenda 2030, diventa fondamentale definire le azioni prioritarie per le organizzazioni culturali. Tra le priorit&agrave; a carattere sociale, il Position paper individua l&rsquo;aumento della partecipazione a iniziative culturali. <strong>L&rsquo;Italia &egrave; infatti tra i Paesi in Europa con i pi&ugrave; bassi livelli di consumo culturale</strong>: meno del 50% delle persone con et&agrave; uguale o superiore a 16 anni ha partecipato ad almeno un&rsquo;attivit&agrave; culturale negli ultimi 12 mesi. La pratica culturale diminuisce con l&rsquo;aumentare dell&rsquo;et&agrave;, un aspetto fondamentale da tenere in considerazione in un Paese in cui la popolazione sempre pi&ugrave; anziana rischia di rimanere esclusa dalle attivit&agrave; culturali. L&rsquo;Italia &egrave; in fondo alla classifica anche per la <strong>spesa culturale in relazione al Prodotto interno lordo</strong>, con solo lo 0,3% del Pil.</p>&#13;
<p>L&rsquo;urgenza a carattere ambientale riguarda la necessit&agrave; di <strong>conservare e tutelare il patrimonio antico e contemporaneo</strong> (compresi gli edifici, le statue, gli archivi e le collezioni) <strong>dalle conseguenze del cambiamento climatico</strong>, garantendo una gestione congiunta del paesaggio culturale e naturale.</p>&#13;
<p>In ambito economico, il Position paper sottolinea come &ldquo;<em>le filiere culturali hanno sempre contato su sostegni economici pubblici marginali</em>&rdquo;, riconoscendo che &ldquo;<em>il trend attuale &egrave; quello di <strong>depotenziare gli stanziamenti di risorse a disposizione del ministero della Cultura</strong></em><strong>&rdquo;.</strong></p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/Pubblicazioni/PositionPaper/2024/PositionPaperCultura_OrgSos_240227.pdf" target="_blank" rel="noopener">Consulta il Position Paper</a></strong></p>
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		<item>
		<title>ASviS: “Rai fondamentale per costruire un dibattito qualificato sulla sostenibilità”</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/asvis-rai-fondamentale-per-costruire-un-dibattito-qualificato-sulla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[@goal4]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_News_Alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[#audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta ieri, 5 settembre, l’audizione del direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Enrico Giovannini, davanti alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi sul nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028 della Rai.<br />
 Giovannini nel suo intervento ha ricordato che la Rai gioca un ruolo…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/asvis-rai-fondamentale-per-costruire-un-dibattito-qualificato-sulla-sostenibilita/">ASviS: “Rai fondamentale per costruire un dibattito qualificato sulla sostenibilità”</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Si &egrave; tenuta ieri, 5 settembre, l&rsquo;<strong><a href="https://webtv.camera.it/evento/23180" target="_blank" rel="noopener">audizione</a></strong> del direttore scientifico dell&rsquo;<strong>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</strong> (<strong>ASviS</strong>), <strong>Enrico Giovannini</strong>, davanti alla <strong>Commissione parlamentare per l&#8217;indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi</strong> sul <strong>nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028</strong> della <strong>Rai</strong>.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Giovannini nel suo intervento ha ricordato che <strong>la Rai gioca un ruolo essenziale per la costruzione di un dibattito pubblico qualificato</strong>, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo. &Egrave; stato poi menzionato <a href="https://www.rainews.it/articoli/2023/07/appello-100-scienziati-ai-giornalisti-parlate-cambiamenti-climatici-soluzioni-31e0e9af-f431-48a5-8a3b-9a4ce81a31ae.html" target="_blank" rel="noopener">l&rsquo;appello ai media di 100 scienziati</a> &ldquo;Parlate delle cause del cambiamento climatico e delle sue soluzioni&rdquo; e il <a href="https://futuranetwork.eu/interventi-e-interviste/638-4049/clima-e-media-gli-appelli-di-mattarella-e-degli-scienziati-per-uninformazione-piu-corretta" target="_blank" rel="noopener">monito del 28 luglio</a> lanciato dal <strong>presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> sulla crisi climatica: &ldquo;<strong>occorre assumere la piena consapevolezza che siamo in ritardo</strong>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;impegno dell&rsquo;ASviS &egrave; stato descritto attraverso i risultati raggiunti nel corso degli ultimi anni, <a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/i-risultati-del-festival/" target="_blank" rel="noopener">come quelli del settimo <strong>Festival dello sviluppo sostenibile</strong></a> ricordando che la <strong>Rai &egrave; media partner</strong> fin dalla prima edizione e che perdurano ottimi rapporti tra ASviS e la nuova direzione di &ldquo;<strong>Rai per la sostenibilit&agrave;</strong> &ndash; Esg&rdquo; guidata da <strong>Roberto Natale</strong>.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">C&rsquo;&egrave; per&ograve; ancora molto da fare, basti pensare che <strong>solo il 42% degli italiani ha sentito parlare dell&rsquo;Agenda 2030</strong> dell&rsquo;Onu. Per questo l&rsquo;ASviS, pur esprimendo particolare apprezzamento per alcuni articoli presenti nel nuovo contratto di servizio Rai, in generale ritiene che sarebbe importante <strong>non limitare la sostenibilit&agrave; alla sua dimensione ambientale</strong>, includendo cos&igrave; anche quella sociale, e <strong>valorizzare la recente riforma della Costituzione</strong> che ha introdotto i concetti di &ldquo;giustizia intergenerazionale&rdquo; e di &ldquo;tutela dell&rsquo;ambiente, della biodiversit&agrave; e degli ecosistemi&rdquo; nella nostra Carta fondamentale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Per quanto riguarda l&rsquo;articolo 10 sulla parit&agrave; di genere&rdquo; &ndash; ha dichiarato Giovannini -, &ldquo;riteniamo che l&rsquo;allegato al contratto di servizio dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale dato che contiene concetti importanti sul tema delle pari opportunit&agrave;. Inoltre, &egrave; sempre nell&rsquo;allegato che si fa riferimento ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile: ci sembra un passo indietro sul tema dato che il vecchio contratto li introduceva nel testo principale&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">C&rsquo;&egrave; poi una serie di sinergie che andrebbero sfruttate in chiave mediatica, come l&rsquo;insegnamento dello <strong>sviluppo sostenibile nelle scuole</strong> (<a href="https://asvis.it/goal4/notizie/1179-17396/cultura-dello-sviluppo-sostenibile-firmato-protocollo-ministero-istruzione-asvis" target="_blank" rel="noopener">protocollo ASviS-Mim</a>) e nelle universit&agrave; (dove &egrave; presente la Rete delle universit&agrave; per lo Sviluppo sostenibile, Rus). &Egrave; infatti importante sottolineare il <strong>ruolo educativo del servizio pubblico rispetto ai giovani</strong>, per prevenire qualsiasi forma di violenza, specialmente nei confronti delle donne, e rispetto alla <strong>diffusione della cultura scientifica</strong>, onde evitare negazionismi ideologici.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Infine, secondo l&rsquo;Alleanza, la Rai dovrebbe <strong>enfatizzare ancor di pi&ugrave; i valori dell&rsquo;accoglienza, della cooperazione, della solidariet&agrave; e della sussidiariet&agrave;</strong&gt;; inserire una qualche forma di <strong>&ldquo;misurabilit&agrave;&rdquo; della sostenibilit&agrave;</strong> con degli indicatori da definire, coerentemente con la Strategia nazionale di Sviluppo sostenibile (che dovrebbe essere di prossima approvazione da parte del Cite); rendere la <strong>sostenibilit&agrave; un elemento culturale</strong> nella definizione dei contenuti editoriali, giornalistici e di intrattenimento.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://webtv.camera.it/evento/23180" target="_blank" rel="noopener">Rivedi l&rsquo;audizione (intervento di Giovannini da 1h54&#8242;)</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="/public/asvis2/files/News/ASviS_Audizione_RAI_050923.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vedi le slide</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Ivan Manzo</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Fonte copertina: <a href="https://www.raicultura.it/arte/articoli/2019/05/Storia-e-restauro-del-cavallo-Rai-b8e9f6df-3721-48bb-9bc9-84adf6bb5252.html" target="_blank" rel="noopener">Rai</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/asvis-rai-fondamentale-per-costruire-un-dibattito-qualificato-sulla-sostenibilita/">ASviS: “Rai fondamentale per costruire un dibattito qualificato sulla sostenibilità”</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cultura e transizione ecologica “due remi della stessa barca” da mettere in moto</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/cultura-e-transizione-ecologica-due-remi-della-stessa-barca-da-mettere-in-moto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto tra patrimonio culturale e cambiamento climatico è stato il tema dell’evento dell’11 maggio, a Bologna, organizzato dal Gruppo di lavoro (Gdl) trasversale “Cultura per lo sviluppo sostenibile dell’ASviS”, con il contributo della Fondazione scuola dei beni e delle attività culturali, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023. L’iniziativa, dal titolo “Cultura e cambiamento…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/cultura-e-transizione-ecologica-due-remi-della-stessa-barca-da-mettere-in-moto/">Cultura e transizione ecologica “due remi della stessa barca” da mettere in moto</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Il rapporto tra patrimonio culturale e cambiamento climatico &egrave; stato il tema dell&rsquo;evento dell&rsquo;11 maggio, a Bologna, organizzato dal <a href="https://asvis.it/gruppo-di-lavoro-trasversale-cultura-per-lo-sviluppo-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gruppo di lavoro (Gdl) trasversale &ldquo;Cultura per lo sviluppo sostenibile dell&rsquo;ASviS</strong></a><strong>&rdquo;</strong>, con il contributo della <a href="https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione scuola dei beni e delle attivit&agrave; culturali</strong></a><strong>, </strong>nell&rsquo;ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023. L&rsquo;iniziativa, dal titolo &ldquo;<a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/eventi-a-cura-dell-asvis/281-632/cultura" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cultura e cambiamento climatico</strong></a>&rdquo;, ha avuto come obiettivo quello di dare vita a un confronto su come affrontare i rischi e i danni che il cambiamento climatico sta causando al patrimonio culturale, di diffondere la conoscenza di buone pratiche di adattamento e di mitigazione e di condividere la costruzione di nuovi immaginari.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;evento, strutturato in tre sessioni, che corrispondono alle quattro questioni poste in essere dal rapporto Icomos del 2019 &#8220;<strong><a href="http://openarchive.icomos.org/id/eprint/2459/" target="_blank" rel="noopener">Future of our pasts</a></strong>&#8221; sul coinvolgimento del patrimonio culturale nell&#8217;azione per il clima, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti, artisti e registi che hanno messo in evidenza come le organizzazioni culturali siano soggetti coinvolti direttamente nel dibattito sulla crisi climatica.<br /><br /></p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Cultura e cambiamento climatico" src="https://www.youtube.com/embed/pTo5EEZiiyU" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen="">&nbsp;</iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Per costruire un futuro diverso, il ruolo della cultura &egrave; quello di orientare lo sguardo in maniera innovativa e cambiare i comportamenti, partendo da sentimenti, linguaggi e immaginari propri delle arti</em>&rdquo;, cos&igrave; ha aperto l&rsquo;incontro <strong>Paola Dubini</strong>, coordinatrice del Gdl <strong>ASviS</strong> dedicato alla cultura per lo sviluppo sostenibile e moderatrice dell&rsquo;evento.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Dopo i saluti iniziali, nel corso della fase introduttiva, &egrave; intervenuta <strong>Alessandra Vittorini</strong>, direttrice della <strong>Fondazione scuola dei beni e delle attivit&agrave; culturali</strong>, che ha messo in evidenza l&rsquo;importanza del <strong>concetto di convergenza</strong> tra le azioni per il clima delle comunit&agrave; per il patrimonio e quelle degli scienziati per il clima rivolte al patrimonio. &ldquo;<em>Ci sono alcuni apparenti e strumentali contrasti relativi alle difficolt&agrave; di applicare le tecnologie rinnovabili su un patrimonio storico che sembra refrattario. Esiste oggi una libert&agrave; di iniziative non regolata che non rispetta la compatibilit&agrave; e le aree idonee nella salvaguardia della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio</em>&rdquo;, ha affermato Vittorini.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/lVqQoesI8S8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Il suo contributo si &egrave; inserito nel quadro del nuovo sondaggio &ldquo;<strong>Cultura, patrimonio culturale e cambiamento climatico</strong>&rdquo; che, dal 5 aprile al 2 maggio 2023, &egrave; stato rivolto alla comunit&agrave; di studiosi, operatori e professionisti del patrimonio culturale della Fondazione, raccogliendo <strong>545 risposte</strong>. Se da una parte &egrave; emerso che la sensibilizzazione sul tema sia un obiettivo sostanzialmente raggiunto in modo trasversale su tutto il campione (il 98,2% &egrave; consapevole dell&rsquo;impatto negativo che il cambiamento climatico pu&ograve; avere sul patrimonio culturale), dall&rsquo;altra la ricerca ci indica che le istituzioni nazionali e sovranazionali (il cui contributo alla lotta al cambiamento climatico &egrave; centrale rispettivamente per l&rsquo;87,3% e il 70,1% del campione), oltre alle funzioni di tipo regolatorio e di controllo, possono giocare un ruolo fondamentale anche sul fronte di un&#8217;informazione pi&ugrave; approfondita sul tema. Il 26,2% del campione non &egrave; ancora a conoscenza della recente modifica dell&rsquo;art. 9 della Costituzione che introduce la tutela dell&rsquo;ambiente, della biodiversit&agrave; e degli ecosistemi alla gi&agrave; presente tutela del paesaggio e del patrimonio culturale. Riguardo al tema dell&rsquo;attivismo, si rileva che la maggior parte del campione (72,6%) disapprova i recenti episodi verificatisi su scala italiana ed europea, ritenendoli un mezzo totalmente inaccettabile (58,2%) ed inefficace (55,4%). Un dato in linea con quanto emerge anche dall&rsquo;analisi del cluster &ldquo;giovani&rdquo; (under 35), il cui 67% del campione non ritiene tali azioni accettabili e il 72% non le reputa efficaci. Dall&rsquo;indagine emerge inoltre quanto tali episodi evidenzino la necessit&agrave; di trovare spazi di confronto e di azione e di aprire dialoghi costruttivi su una tematica cos&igrave; urgente.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/FSS_2023/cultura1.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto da sinistra: Alessandra Vittorini e Paola Dubini</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Il primo panel &egrave; stato aperto da <strong>Alessandra Veronesi</strong> di <strong>As.Li.Co</strong> e dal regista <strong>Luis Ernesto Do&ntilde;as</strong>, attraverso il racconto di &ldquo;<a href="https://www.operaeducation.org/opera-domani-acquaprofonda/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Acqua profonda</strong></a>&rdquo;, progetto civico teatrale nato nel 2020 in collaborazione con il Teatro dell&rsquo;opera di Roma all&rsquo;interno del format &ldquo;Opera domani&rdquo; del Teatro sociale di Como, che &egrave; rivolto ai ragazzi dai 6 ai 14 anni per avvicinarli all&rsquo;opera lirica.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Acqua profonda&rdquo;, con le musiche di Sollima e libretto di De Cataldo, per la regia di Do&ntilde;as, &egrave; un&rsquo;<strong>opera contemporanea </strong>per tutte le et&agrave; che ritrae in modo unico uno dei temi pi&ugrave; rilevanti del nostro tempo, l&rsquo;<strong>inquinamento delle acque</strong>, con l&rsquo;obiettivo di restituire un servizio alla comunit&agrave; in modo partecipativo e veicolare temi civici di estrema rilevanza. Il regista Do&ntilde;as ha osservato come in questo progetto la bellezza sia il traino dell&rsquo;analisi di questi temi di attualit&agrave; nell&rsquo;ottica del realismo magico e della fantasia, aggiungendo nel dettaglio: &ldquo;<em>La protagonista dell&rsquo;opera, Serena, &egrave; un personaggio facilmente riconoscibile, una bambina che vuole salvare le acque degli oceani e che entra immediatamente nell&rsquo;immaginario dei bambini. Il rispetto della diversit&agrave; arricchisce lo spettacolo attraverso coreografie nel linguaggio dei segni</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Successivamente &egrave; intervenuto <strong>Michele Lanzinger</strong>, presidente di <strong>Icom Italia</strong> e direttore del <strong>Muse</strong> di Trento, osservando la centralit&agrave; del passaggio da <em>citizen science</em> a <em>citizen social science</em>, per riuscire ad andare oltre la dimensione specificatamente scientifica e costruire un <strong>dialogo</strong> con le comunit&agrave; attraverso <strong>meccanismi partecipativi</strong>, e l&rsquo;importanza della conoscenza, della consapevolezza e del coinvolgimento attivo come strumenti di <strong>responsabilizzazione delle azioni individuali</strong> per una trasformazione sociale e di riconoscimento nei processi democratici.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>&ldquo;<em>La transizione ecologica potr&agrave; avvenire solo se apparir&agrave; socialmente desiderabile</em></strong><em>. Sappiamo abbastanza di come sta cambiando il pianeta, ma ci sono aspetti che ci riguardando ancora pi&ugrave; da vicino, che spesso tendiamo a non considerare. Bisogna tener conto anche dell&rsquo;ingiustizia climatica e delle disparit&agrave; globali</em>&rdquo;, ha concluso infine Lanzinger.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Lanzinger (Icom Italia, Dir. Muse): &quot;Perch&egrave; parlare di sostenibilit&agrave; vuol dire parlare di cultura&quot;" src="https://www.youtube.com/embed/wM-8vXleEKM" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Alla fine della prima sessione, con la diffusione del video della cantante <strong>Elisa</strong>, &egrave; stato valorizzato poi il progetto <a href="https://sostieni.legambiente.it/page/103172/donate/1" target="_blank" rel="noopener"><strong>Life terra &#8211; music for the planet</strong></a>, promosso dall&#8217;ASviS con Legambiente e AWorld per raccogliere fondi per la messa a dimora di alberi in Italia e contribuire a raggiungere l&#8217;obiettivo europeo di mettere a dimora 500 milioni di alberi entro il 2025.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Elisa per il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023" src="https://www.youtube.com/embed/mig4NAOprrU" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Ad aprire la seconda sessione, l&rsquo;intervento di <strong>Alessandra Piganti </strong>del <strong>comune di Ferrara</strong>, che ha parlato <strong>dell&rsquo;impegno dell&rsquo;amministrazione comunale sul tema dei cambiamenti climatici</strong>, attraverso diverse azioni concrete, che vedono il coinvolgimento diretto degli stakeholders locali e della comunit&agrave; nella progettazione e la creazione di reti di soggetti pubblici e privati, e la comunit&agrave;. Ha ricordato infine il ruolo centrale dei progetti europei, attraverso i quali &egrave; possibile avviare confronti attivi con moltissime realt&agrave; per condividere problemi e soluzioni.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">In qualit&agrave; di direttrice scientifica del <strong>Grande Maxxi</strong>, &egrave; intervenuta poi <strong>Margherita Guccione</strong>, raccontando come il progetto, nato nel 2021 con l&rsquo;obiettivo di ampliare servizi e spazi collettivi del Museo nazionale delle arti del 21esimo secolo a poco pi&ugrave; di 10 anni dal suo varo, sia un esempio di un <strong>lavoro di aggiornamento sui contenuti culturali di un museo contemporaneo</strong>, attraverso l&rsquo;integrazione dei principi di sostenibilit&agrave;, innovazione e inclusione. <strong>Il tema della sostenibilit&agrave; &egrave; diventato infatti parte della progettazione architettonica</strong>, grazie all&rsquo;idea di mettere in atto una serie di azione per la <em>carbon neutrality</em>. In questa direzione, il progetto ha accolto la sfida di integrare in un edificio contemporaneo tecnologie fotovoltaiche innovative, che vadano oltre i pannelli standard. &ldquo;<em>Guardando al futuro, la produzione di energia pulita sar&agrave; il tema del mercato del restauro e del mondo dell&rsquo;edilizia. Il problema dei costi energetici andr&agrave; risolto in maniera maggiormente decisiva, attraverso l&rsquo;integrazione di modalit&agrave; differenziate e la creazione di accordi tra soggetti per la creazione di comunit&agrave; energetiche, come nel caso dell&rsquo;accordo stipulato tra il museo e le caserme dell&rsquo;esercito italiano</em>&rdquo;, ha concluso Guccione.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Riguardo poi al <strong>ruolo delle biblioteche nel contrasto ai cambiamenti climatici</strong>, &egrave; intervenuta <strong>Rossana Morriello</strong> dell&rsquo;<strong>Osservatorio Aib</strong>, che ha evidenziato come le istituzioni bibliotecarie operino in un&rsquo;ottica di giustizia intergenerazionale per la <strong>conservazione del patrimonio</strong>, attraverso l&rsquo;innovazione e la tecnologia digitale, per l&rsquo;inclusione e la riduzione dei divari, offrendo informazioni sulla sostenibilit&agrave; e servizi di <em>sustainability</em> e <em>climate literacy</em>, e per il benessere e la salute mentale delle persone. Ha offerto in seguito il suo contributo <strong>Giusella Finocchiario</strong>, presidente della <strong>Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna</strong>, che ha spiegato come le fondazioni bancarie possono agire, a livello nazionale e territoriale, su due linee di intervento: l&rsquo;accompagnamento per la definizione dei progetti e l&rsquo;erogazione delle risorse. A livello nazionale, il ruolo delle fondazioni &egrave; quello di <strong>mettersi al servizio di diverse istituzioni e di aiutare a costruire i progetti</strong>, trovando metodi efficaci per ottimizzare le risorse disponibili, come quelle del Pnrr. A livello territoriale, l&rsquo;accompagnamento e le erogazioni sono <strong>attivit&agrave; destinate soprattutto a progetti con valenza educativa</strong>, con lo scopo di alimentare la cultura e accrescere la consapevolezza.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvisfestival23/images/notizie/cultura2.jpg" alt="" width="60%" /><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/FSS_2023/cultura2__1_.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto da sinistra: Rossana Morriello, Margherita Guccione, Paola Dubini, Giusella Finocchiaro</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;ultima sessione dell&rsquo;incontro &egrave; stata inaugurata dal ricercatore e artista sonoro <strong>David Monacchi</strong>, che ha raccontato la sua esperienza professionale in Amazzonia, Africa e in Borneo, attraverso la quale ha costituito un archivio sonoro con tecnologie tridimensionali di uno spazio sonoro naturale. L&rsquo;obiettivo di questo lavoro &egrave; quello di <strong>reperire sistemi d&rsquo;ordine acustico in natura, rintracciare l&rsquo;intera prospettiva sferica del suono della foresta a beneficio delle generazioni future e portare nelle sale da concerto paesaggi sonori</strong>. Ha raccontato poi come le registrazioni fatte 20 anni fa in Amazzonia e le rispettive impronte sonore degli ambienti naturali siano gi&agrave; cambiate in quei luoghi, a dimostrazione di come l&rsquo;equilibrio originario che ancora oggi si pu&ograve; rintracciare in questi luoghi di integrit&agrave; sistemica sia destinato a trasformarsi in maniera irreversibile a causa del cambiamento climatico. &ldquo;<em>Quando ho iniziato questo progetto del 1998 non era chiaro che la distruzione del mondo sarebbe stata cos&igrave; veloce. Non potremo avere successo nella transizione se la maggioranza degli individui non sar&agrave; supportata nel proprio intimo salto di consapevolezza. <strong>Il suono &egrave; uno dei pi&ugrave; potenti media per riconnettere gli esseri umani all&rsquo;ambiente naturale</strong>, &egrave; capace di muovere energie emozionali profonde per sentire l&rsquo;urgenza e fare in coscienza le nostre scelte quotidiane e le nostre rinunce per gettare le basi di un nuovo antropocene sostenibile</em>&rdquo;, ha cos&igrave; concluso Monacchi.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/FSS_2023/cultura3.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto da sinistra: Alessandra Vittorini, David Monacchi, Paola Dubini</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;ultimo intervento dell&rsquo;incontro &egrave; stato quello di <strong>Emanuela Carpani</strong>, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la <strong>citt&agrave; metropolitana di Milano</strong>, che ha parlato delle citt&agrave; che quotidianamente fanno i conti con il cambiamento climatico, come nel caso di Venezia, e della <strong>valutazione di compatibilit&agrave; degli interventi selezionati per la mitigazione</strong>. Ha sottolineato poi come la conservazione reale del patrimonio culturale necessiti di andare oltre alle misure puramente contenitive e che <strong>transizione ecologica e cultura sono &ldquo;<em>due remi della stessa barca</em>&rdquo;</strong>, da mettere in moto per evitare di lasciare alle future generazioni un patrimonio non altrettanto ricco.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://youtu.be/pTo5EEZiiyU?embeds_referring_euri=https%3A%2F%2F2023.festivalsvilupposostenibile.it%2F&amp;source_ve_path=Mjg2NjQsMTY0NTAz&amp;feature=emb_share" target="_blank" rel="noopener">Rivedi l&rsquo;evento</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/public/asvisfestival23/files/Cs/CS_Cultura_e_cambiamento_climatico_Festival_dello_Sviluppo_Sostenibile.pdf" target="_blank" rel="noopener">Leggi il comunicato stampa</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Cecilia Menichella</p>
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		<title>Patti e alleanze di comunità per contrastare la dispersione scolastica</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/patti-e-alleanze-di-comunita-per-contrastare-la-dispersione-scolastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rete, alleanza e patto sono state le parole chiave dell’evento “Tra povertà e ricchezza educativa: le scuole al centro di alleanze territoriali” del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dai Gruppi di lavoro ASviS sul Goal 4 “Istruzione di qualità” e su “Educazione allo sviluppo sostenibile”, che si è svolto a Napoli il 10 maggio con…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/patti-e-alleanze-di-comunita-per-contrastare-la-dispersione-scolastica/">Patti e alleanze di comunità per contrastare la dispersione scolastica</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Rete, alleanza e patto sono state le parole chiave dell&rsquo;evento &ldquo;<a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/eventi-a-cura-dell-asvis/281-635/goal-4" target="_blank" rel="noopener">Tra povert&agrave; e ricchezza educativa: le scuole al centro di alleanze territoriali</a>&rdquo; del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dai Gruppi di lavoro ASviS sul Goal 4 &ldquo;<a href="https://asvis.it/goal4/gruppodilavoro/" target="_blank" rel="noopener">Istruzione di qualit&agrave;</a>&rdquo; e su &ldquo;<a href="https://asvis.it/gruppo-di-lavoro-trasversale-educazione-allo-sviluppo-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">Educazione allo sviluppo sostenibile&rdquo;</a>, che si &egrave; svolto a Napoli il 10 maggio con il patrocinio del Comune di Napoli.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ba372a;"><strong><em>RIVEDI L&rsquo;EVENTO</em></strong></span></p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Tra povert&agrave; e ricchezza educativa: le scuole al centro di alleanze territoriali" src="https://www.youtube.com/embed/t4JIsEwVUyU" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Durante l&rsquo;incontro sono state presentate l&rsquo;iniziativa&nbsp;&ldquo;<a href="https://asvis.it/goal4/gruppodilavoro/315-16606/scuole-e-territorio-storie-di-connessioni" target="_blank" rel="noopener">Scuole e territorio: storie di connessioni per contrastare la povert&agrave; educativa</a>&rdquo;<em>,&nbsp;</em>un racconto sulle alleanze significative nel contrasto alle disuguaglianze educative, e la raccolta &ldquo;<a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/notizie_/107-950/dieci-casi-di-innovazione-nelle-scuole-la-raccolta-next-generation-schools-" target="_blank" rel="noopener">Next generation schools</a>&rdquo;, un documento, realizzato grazie ai rappresentanti degli Aderenti all&rsquo;Alleanza, che riunisce esperienze di innovazione scolastica in Italia, raccontate nel <a href="https://futuranetwork.eu/next-generation-schools/?display=all" target="_blank" rel="noopener">blog</a> omonimo di FUTURAnetwork, ora aperto al contributo di tutte e tutti.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Scuole e territorio: storie di connessioni per contrastare la povert&agrave; educativa" src="https://www.youtube.com/embed/sagicr1RKbc" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Ad aprire il convegno sono state Giordana Francia e Maria Chiara Pettenati, coordinatrici del Gruppo di lavoro (Gdl) sul Goal 4, che hanno ricordato l&rsquo;importanza dell&rsquo;istruzione di qualit&agrave; come &ldquo;<em>strumento per raggiungere tutti gli altri Obiettivi dell&rsquo;Agenda 2030</em>&rdquo; e l&rsquo;urgenza di intervenire per ridurre i divari socio-culturali e territoriali e la dispersione scolastica.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>I numeri della povert&agrave; educativa in Italia ci dicono, per distribuzione e per quantit&agrave;, che questo tema deve diventare <strong>prioritario nelle politiche del Paese</strong>. Questa questione &egrave; un presupposto dello sviluppo, non un esito</em>&rdquo; ha sottolineato nel suo intervento anche <strong>Andrea Morniroli</strong> del <strong>Forum Disuguaglianze e diversit&agrave;</strong> e della cooperativa sociale <strong>Dedalus</strong>, ricordando la necessit&agrave; di <strong>immaginare un&rsquo;alleanza fra tutti gli attori della comunit&agrave; educante</strong>, come scuole, famiglie, enti comunali e del Terzo settore.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/FSS_2023/DSC03204.jpeg" alt="" width="55%" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;"><em>Da sinistra: Chiara Pettenati, Andrea Morniroli, Giordana Francia</em></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;esigenza di agire in modo &ldquo;<em>integrato, partecipato, precoce e territorialmente corale</em>&rdquo; &egrave; stata evidenziata anche da<strong> Francesca Bilotta</strong>, coordinatrice del <strong>Gdl sul Goal 4,</strong> nell&rsquo;intervento di introduzione al panel, moderato da <strong>Marco Gioannini</strong>, anch&rsquo;esso coordinatore del Gruppo, in cui sono state condivise esperienze territoriali positive di alleanze scolastiche.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">La prima a prendere parola &egrave; stata <strong>Valeria Catalano</strong>, direttrice dell&rsquo;<strong>Istituto comprensivo Colozza Bonfiglio di Palermo</strong>, afferente a uno degli 11 Osservatori sulla dispersione scolastica della citt&agrave;, nati oltre 20 anni fa come strumento per ridurre la povert&agrave; educativa e i divari territoriali. &ldquo;<em>Sono delle reti territoriali che accolgono non solo rappresentanti del Comune, dei servizi sociali e dei tribunali, ma anche della neuropsichiatria infantile e del Terzo settore</em>&rdquo; ha spiegato Catalano, affermando che &ldquo;<em>non esiste un modello adattabile a tutte e tutti. <strong>Abbiamo chiesto una scuola per tutti, ma dobbiamo volere una scuola per ciascuno</strong></em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvana Antonia Sasanelli</strong>, dirigente scolastica dell&rsquo;<strong>Istituto comprensivo Pascoli-Cappuccini a Noci</strong>, in provincia di Bari, ha esposto il processo di creazione di una rete educativa, passando dall&rsquo;io alla classe, dalla classe alla scuola, fino ad arrivare alla comunit&agrave; educativa. &ldquo;<strong><em>La parola chiave &egrave; proprio &lsquo;patto&rsquo;, che presuppone un reciproco impegno.</em></strong><em> E come ci insegnano i bambini, quando si fa un patto e si promette qualcosa, quel patto dev&rsquo;essere rispettato</em>&rdquo; ha sottolineato la dirigente. Gli istituti del patto educativo, compreso l&rsquo;Istituto comprensivo Pascoli-Cappuccini, hanno chiesto alle proprie alunne e alunni di avanzare delle idee per migliorare le scuole. &ldquo;<em>Oltre a indicazioni molto pragmatiche, sugli spazi, sui sussidi e sulle tecnologie, <strong>&egrave; emersa la richiesta di spazio-tempo per le relazioni</strong></em>&rdquo; ha raccontato Sasanelli.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Un&rsquo;esperienza simile accade all&rsquo;Istituto comprensivo Ardea 2 di Roma, dove le ragazze e i ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado sono stati coinvolti nel progetto dei Consigli Fuoriclasse. &ldquo;<em>&Egrave; necessario interagire e intervenire in maniera precoce e capillare. Questa autorevolezza si ha quando si ha un buon dialogo a tutti i livelli. Abbiamo ascoltato i ragazzi e loro si sono sentiti accolti e compresi</em>&rdquo; ha raccontato <strong>Fulvia Schiavetta</strong>, dirigente scolastica <strong>dell&rsquo;Istituto comprensivo Ardea 2 di Roma</strong>, &ldquo;<em>hanno chiesto <strong>spazi fisici interni ed esterni alla scuola per vedersi, lavorare insieme e collaborare. </strong>E mi hanno chiesto di avere adulti di riferimento per mediare con i loro bisogni e di parlare di sessualit&agrave; e di genere</em>&rdquo;. &ldquo;<em>I ragazzi rispondono ai nostri input, ma sono anche capaci di darcene tanti se siamo in grado di ascoltarli</em>&rdquo;, ha concluso la dirigente.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Gli sforzi fatti in questi anni stanno producendo degli effetti, non dappertutto. L&rsquo;intervento &egrave; ancora molto squilibrato su tanti territori e vi &egrave; la necessit&agrave; di concentrarsi su questi territori</em>&rdquo;, ha dichiarato <strong>Andrea Bollini</strong> dell&rsquo;Ufficio di coordinamento della gestione dell&rsquo;unit&agrave; di missione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) del<strong> ministero dell&rsquo;Istruzione e del merito, </strong>ricordando che vivere in una casa comune significa cercare insieme le soluzioni a problemi che interessano tutta la societ&agrave;. Ci sono, tuttavia, alcune difficolt&agrave; nello sviluppo di reti educative perch&eacute; &ldquo;<em>non tutti gli enti locali sono perfettamente in contatto con le loro scuole e non tutti i territori hanno lo stesso livello rispetto al Terzo settore. <strong>Ogni scuola &egrave; un modello a s&eacute; e in questo senso sono state pensate le azioni del Pnrr</strong></em><strong>&rdquo;.</strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Andrea Bollini ha anche riportato l&rsquo;invito di Simona Montesarchio, direttrice generale dell&rsquo;Unit&agrave; di missione per l&rsquo;attuazione degli interventi del Pnrr del ministero dell&rsquo;Istruzione e del merito, di continuare il confronto all&rsquo;interno del ministero.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe title="Bollini (Min. Istruzione): &quot;Alleanze educative con il territorio per migliorare l'apprendimento&quot;" src="https://www.youtube.com/embed/t1HxNeU1RUQ" width="1536" height="562" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Successivamente <strong>Mariaroberta Gregorini</strong>, dirigente scolastica dell&rsquo;<strong>Istituto comprensivo G. Russolillo</strong>, e <strong>Maria Luisa Salvia</strong>, dirigente scolastica dell&rsquo;I<strong>stituto comprensivo F. Palasciano</strong>, hanno raccontato l&rsquo;esperienza della Rete di scopo, una collaborazione territoriale nel quartiere Pianura di Napoli dove mancano strutture di ricreazione, centri sportivi e scuole secondarie di secondo grado. &ldquo;<em>Stiamo co-progettando dei laboratori per la prevenzione della dispersione scolastica, in sinergia con le dirigenti che non sono state destinatarie dei fondi perch&eacute; <strong>non siamo dirigenti solo dei nostri alunni della nostra scuola, ma del territorio</strong></em>&rdquo; ha raccontato Gregorini, riportando come la rete educativa possa diventare uno strumento per contrastare il &ldquo;<em>senso di solitudine</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>Cesare Moreno</strong>, presidente dell&rsquo;associazione <strong>Maestri di strada onlus</strong>, ha sottolineato l&rsquo;importanza di coinvolgere tutti gli attori della societ&agrave; perch&eacute; &ldquo;<em>o la comunit&agrave; si applica alla classe, alla scuola, al territorio e ai ministeri o rischia di non esserci</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<strong><em>Il linguaggio della &lsquo;rete&rsquo; appartiene al linguaggio giuridico, quello dell&rsquo;alleanza appartiene al linguaggio delle relazioni e dell&rsquo;amore</em></strong>&rdquo; ha dichiarato Moreno, rimarcando il ruolo delle relazioni nei progetti di contrasto alla dispersione scolastica. &ldquo;<em>Oltre a rafforzare le relazioni &egrave; necessario assicurare le competenze di base, supportare le famiglie in difficolt&agrave; e garantire formazione e riflessione continua&rdquo;</em> ha concluso Moreno.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Dagli interventi sono emerse alcune lacune comuni ai diversi territori, tra cui le competenze pedagogiche degli educatori, il continuo cambiamento del corpo docente, la mancanza di strutture per la prima infanzia e di servizi come le mense.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Marcella Mallen</strong>, presidente dell&rsquo;<strong>ASviS</strong>, ha letto il messaggio di <strong>Giuseppe Valditara</strong>, <strong>ministro dell&rsquo;Istruzione e del ministero</strong>, che ha apprezzato la scelta di &ldquo;<em>ritagliare uno spazio di dialogo concreto ed effettivo per dare ascolto alle voci della scuola, al contempo istituzione e comunit&agrave;, incentivandone la presenza sul territorio</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">La presidente Mallen si &egrave; poi soffermata <strong>sul fenomeno dell&rsquo;abbandono scolastico in Italia, un &ldquo;<em>fallimento formativo</em>&rdquo;. </strong>&ldquo;N<em>el nostro Paese il 12,7% fra i residenti tra i 18 e i 24 anni ha lasciato la scuola con al massimo la terza media e non &egrave; coinvolto in percorsi di istruzione o formazione</em>&rdquo;, ha riportato Mallen, ricordando che le ragazze e i ragazzi che abbandonano gli studi provengono spesso da contesti sociali difficili e da famiglie con difficolt&agrave; economiche. &ldquo;<em>Abbandonare gli studi significa avere pi&ugrave; difficolt&agrave; di trovare lavoro e maggiori possibilit&agrave; di ricadere in situazioni di marginalit&agrave;, <strong>rendendo ereditario lo svantaggio di partenza</strong></em>&rdquo; ha concluso, sottolineando l&rsquo;importanza delle reti di comunit&agrave; per invertire questa tendenza.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><a href="/public/asvis2/files/Pubblicazioni/ASviS_Goal4_Next_generation_schools.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Pubblicazioni/next_generation-newsletter.png" alt="" width="350" height="167" /></a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://youtu.be/t4JIsEwVUyU" target="_blank" rel="noopener">Rivedi l&rsquo;evento</a><br /></strong><strong><a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/public/asvisfestival23/files/Pubblicazioni/ASviS_Next_generation_schools.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica la raccolta &ldquo;Next generation schools&rdquo;</a><br /></strong><strong><a href="https://2023.festivalsvilupposostenibile.it/notizie_/107-950/dieci-casi-di-innovazione-nelle-scuole-la-raccolta-next-generation-schools-" target="_blank" rel="noopener">Leggi la news sul documento &ldquo;Next generation schools&rdquo;</a><br /></strong><strong><a href="https://asvis.it/goal4/gruppodilavoro/315-16606/scuole-e-territorio-storie-di-connessioni" target="_blank" rel="noopener">Scopri il progetto &ldquo;Scuole e territorio: storie di connessioni&rdquo;</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Maddalena Binda</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/patti-e-alleanze-di-comunita-per-contrastare-la-dispersione-scolastica/">Patti e alleanze di comunità per contrastare la dispersione scolastica</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cultura della sostenibilità e capitale umano: l’indagine di Esg culture lab</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/cultura-della-sostenibilita-e-capitale-umano-lindagine-di-esg-culture-lab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[@goal16]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#goal9]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto le persone si sentono coinvolte, nella vita privata e lavorativa, nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda Onu 2030? E come valutano l’impegno di Istituzioni e organizzazioni? Sono queste le domande a cui ha voluto dare una risposta Esg Culture Lab, il primo Osservatorio focalizzato sulla valorizzazione del capitale umano nella trasformazione sostenibile, pubblicato da…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/cultura-della-sostenibilita-e-capitale-umano-lindagine-di-esg-culture-lab/">Cultura della sostenibilità e capitale umano: l’indagine di Esg culture lab</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Quanto le persone si sentono coinvolte, nella vita privata e lavorativa, nel raggiungimento degli <a href="https://asvis.it/goal-e-target-obiettivi-e-traguardi-per-il-2030/" target="_blank" rel="noopener">Obiettivi di sviluppo sostenibile</a> (SDGs) dell&rsquo;Agenda Onu 2030? E come valutano l&rsquo;impegno di Istituzioni e organizzazioni? Sono queste le domande a cui ha voluto dare una risposta <strong><a href="https://www.eikonsc.com/esg-culture-lab/" target="_blank" rel="noopener">Esg Culture Lab</a></strong><strong>,</strong> il primo Osservatorio focalizzato sulla&nbsp;<strong>valorizzazione del capitale umano&nbsp;nella&nbsp;trasformazione sostenibile</strong>, pubblicato da <strong><a href="https://www.eikonsc.com/" target="_blank" rel="noopener">Eikon &ndash; Strategic Consulting</a>&nbsp;</strong>&#8211; in&nbsp;collaborazione&nbsp;con il&nbsp;<strong><a href="https://www.adnkronos.com/" target="_blank" rel="noopener">Gruppo Adnkronos</a></strong>.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Le intervistate e gli intervistati si raccontano sicuri del proprio impegno, ma incerti sulla fiducia da attribuire a Istituzioni e organizzazioni&rdquo;, si legge nel Rapporto dell&rsquo;Osservatorio, che rileva soprattutto una particolare sfiducia da parte delle giovani generazioni.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Un osservatorio emozionale.</strong> L&rsquo;iniziativa prevede un&rsquo;indagine&nbsp;annuale su un campione rappresentativo di&nbsp;popolazione italiana per cogliere il vissuto e le aspettative di persone, istituzioni e organizzazioni e condividere in modo partecipato azioni, sfide e best practice. L&rsquo;indagine 2022, partendo dal presupposto che le organizzazioni hanno un ruolo fondamentale per accelerare il cambiamento Esg (environment, social, governance) al loro interno, ha rilevato il coinvolgimento del campione (1.600 persone) in 8 su 17 SDGs dell&rsquo;<strong><a href="https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">Agenda 2030</a></strong>. La scala di misurazione si &egrave; articolata in quattro livelli: indifferenza, delega, impegno e focalizzazione. I questionari sottoposti erano a carattere narrativo, emozionale e metaforico.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coinvolgimento personale.</strong><strong> </strong>La ricerca fa emergere una percezione di fiducia nella possibilit&agrave; di perseguire gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile. Il risultato migliore si registra per il <em>personal engagement</em>. Il <strong>75%</strong> delle risposte sugli obiettivi ambientali e sociali che investono la <strong>vita quotidiana esprime un orientamento proattivo</strong>, con una prevalenza dell&rsquo;impegno. <strong>Il contributo di ognuno &egrave; considerato importante</strong> e si cerca di agire al meglio delle proprie possibilit&agrave;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coinvolgimento aumenta al crescere dell&rsquo;et&agrave;</strong>: la generazione over 50 (54-65) si racconta pi&ugrave; focalizzata (30%) e meno orientata alla delega (5%), rispetto all&rsquo;&rsquo;under 40.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;ambito che riscontra il maggior coinvolgimento &egrave; quello <strong>dell&rsquo;educazione dei figli</strong>, volto alla parit&agrave; di genere. In area ambientale, il tema del riutilizzo delle risorse sembra riscuotere maggior impegno e interesse di quello del consumo dell&rsquo;ossigeno.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg1.jpg" alt="" width="350" height="407" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coinvolgimento istituzionale.</strong> Discretamente positivi i valori relativi all&rsquo;<strong><em>institutional engagement</em></strong>. Le Istituzioni sono considerate meno virtuose, con una <strong>valutazione positiva per il 53%</strong> di esse. Migliora il giudizio (60%) se si considera l&rsquo;area ambientale in senso di impegno e focalizzazione sull&rsquo;obiettivo di efficienza energetica.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&Egrave; l&rsquo;area sociale a raccogliere le valutazioni pi&ugrave; negative. Il 50% del campione considera le Istituzioni orientate alla delega, o addirittura indifferenti, al tema dell&rsquo;occupazione giovanile. Quest&rsquo;ambito presenta una forte polarizzazione dei giudizi tra under 30 e over 50, con risposte decisamente pi&ugrave; negative da parte delle giovani generazioni, sia in relazione all&rsquo;area ambientale che a quella sociale.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><strong><em><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg2.jpg" alt="" width="350" height="400" />&nbsp;</em></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coinvolgimento professionale.</strong> Il <strong>58% </strong>delle risposte del sotto campione di lavoratrici e lavoratori dipendenti esprime un <strong>orientamento positivo </strong>sul coinvolgimento negli obiettivi di sostenibilit&agrave; dell&rsquo;organizzazione di appartenenza, con una prevalenza dell&rsquo;<strong>impegno </strong>(<strong>33%</strong>). Il<strong><em> professional engagement</em></strong> registra un dato decisamente inferiore rispetto a quello del coinvolgimento personale nella vita quotidiana. Il livello di coinvolgimento migliora in relazione alle tematiche sul consumo di ossigeno, mentre diminuisce nettamente per le pari opportunit&agrave; nel lavoro.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">La condivisione degli obiettivi di sostenibilit&agrave; dell&rsquo;organizzazione in cui si lavora &egrave; pi&ugrave; alta per la generazione over 50. Emerge infatti una difficolt&agrave; a creare coinvolgimento nella fascia under 40.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg3.jpg" alt="" width="350" height="402" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Il coinvolgimento dell&rsquo;organizzazione di appartenenza</strong><strong><em>.</em></strong> Agli intervistati con contratto da dipendente &egrave; stato anche chiesto di esprimere il proprio giudizio sull&rsquo;<strong><em>organizational engagement</em></strong>, che mostra valori positivi (62%).</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">I giudizi pi&ugrave; positivi per le organizzazioni sono riferiti alla gestione dei rifiuti, alla formazione continua e all&rsquo;investimento in nuove tecnologie. La valutazione pi&ugrave; negativa &egrave; associata all&rsquo;area sociale, dove si registra il giudizio pi&ugrave; alto di indifferenza (26%), riferito, soprattutto, alle opportunit&agrave; di carriera per le donne. Pi&ugrave; in generale <strong>l&rsquo;area sociale sembra catalizzare le percezioni pi&ugrave; negative</strong> sia per le organizzazioni che per le Istituzioni.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">La generazione under 40 &egrave; ancora una volta pi&ugrave; critica. Il ridotto senso di coinvolgimento professionale sembra associarsi a una minore fiducia nella volont&agrave; dell&rsquo;organizzazione di promuovere un cambiamento reale.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg4.jpg" alt="" width="350" height="407" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Le percezioni future.</strong> Pi&ugrave; di un terzo del campione (39%) si identifica in un atteggiamento proattivo verso il futuro (il futuro non si prevede, si costruisce). Pochissimi coloro che si rappresentano come soggetti passivi e fatalisti (il futuro succede) e marginali anche i pessimisti (solo il 9% pensa che gli errori del passato siano destinati a ripetersi in futuro). Al contrario, il 25% crede che sia possibile imparare dall&rsquo;esperienza, anche se solo l&rsquo;8% pensa che i cambiamenti importanti siano gi&agrave; in atto (il futuro &egrave; adesso). Solo il 16% del campione, per&ograve;, immagina il futuro come un progetto collettivo (nessuno &egrave; un&rsquo;isola: soltanto insieme possiamo costruire un mondo), e a crederci maggiormente sono gli over 50, rispetto ai giovani che appaiono anche in questo caso pi&ugrave; pessimisti.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">La &ldquo;sfiducia delle fasce pi&ugrave; giovani&rdquo;, secondo il Rapporto, &ldquo;richiama Istituzioni e organizzazioni a innovare le modalit&agrave; di coinvolgimento della generazione che dovrebbe essere al centro degli obiettivi SDGs 2030&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg6.jpg" alt="" width="50%" height="" /><br /><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Esg5.jpg" alt="" width="50%" height="" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.eikonsc.com/esg-culture-lab/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scarica il Rapporto</strong></a><strong> </strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Monica Sozzi</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Fonte copertina:&nbsp;Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/pexels-2286921/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1838658" target="_blank" rel="noopener">Pexels</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=1838658" target="_blank" rel="noopener">Pixabay</a></p>
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		<title>Valorizzare la cultura per generare impatti sociali sui territori</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/valorizzare-la-cultura-per-generare-impatti-sociali-sui-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Produrre un impatto sociale significa avviare un processo di valorizzazione culturale, costruire una cittadinanza, potenziare le azioni di rigenerazione urbana e supportare le attività di educazione e formazione sui territori.” Così Paola Dubini, coordinatrice del Gruppo di lavoro trasversale dell’ASviS dedicato alla cultura per lo sviluppo sostenibile, ha introdotto i contenuti dell’evento nazionale “Cultura e…</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Produrre un impatto sociale significa avviare un processo di valorizzazione culturale, costruire una cittadinanza, potenziare le azioni di rigenerazione urbana e supportare le attivit&agrave; di educazione e formazione sui territori.&rdquo;<em> </em>Cos&igrave; <strong>Paola Dubini</strong>, coordinatrice del Gruppo di lavoro trasversale dell&rsquo;<strong>ASviS</strong> dedicato alla cultura per lo sviluppo sostenibile, ha introdotto i contenuti dell&rsquo;evento nazionale &ldquo;<strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bn2Q8Thc13E" target="_blank" rel="noopener">Cultura e impatti: a che punto siamo</a></strong>&rdquo;, che si &egrave; svolto il 19 ottobre pomeriggio, presso il Community hub culture ibride dell&#8217;Universit&agrave; per stranieri di Siena, in collaborazione con la Fondazione Monte dei paschi di Siena (Mps), all&rsquo;interno della cornice del Festival dello sviluppo sostenibile 2022. L&rsquo;evento, moderato da <strong>Pino Di Blasio</strong>, giornalista del quotidiano &ldquo;La Nazione&rdquo; di Siena, si &egrave; concentrato sulle nuove metodologie di misurazione del capitale sociale e culturale e sulle costruzioni di nuovi scenari, attraverso un ripensamento delle dimensioni da prendere in considerazione e degli indicatori pi&ugrave; opportuni per misurare gli impatti e non solo i risultati generati.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/Cronache/1_1_.png" alt="" width="350" height="146" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto, da sinistra: Pino Di Blasio, Jacopo Tabolli, Paola Dubini, Marco Forte</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell&rsquo;incontro, dopo il panel introduttivo formato da <strong>Jacopo Tabolli</strong>, professore dell&rsquo;Universit&agrave; per stranieri, da <strong>Marco Forte</strong> della Fondazione Mps e da <strong>Dubini</strong>, dedicato all&rsquo;analisi della <strong>centralit&agrave; della cultura come strumento per costruire relazioni innovative</strong> e diversi orizzonti geografici attraverso cui generare uno sviluppo sostenibile, sono stati presentati numerosi casi di buone pratiche relative alla valutazione d&rsquo;impatto e alla misurazione dell&rsquo;inclusione sociale e culturale. In particolare, <strong>Gaspare Caliri</strong> e <strong>Nicoletta Tranquillo</strong> hanno raccontato la realt&agrave; di <strong>Kilowatt</strong>, uno spazio pubblico rigenerato a Bologna che rappresenta una cooperativa di lavoro composta da diverse anime che operano nei settori dell&rsquo;innovazione sociale, dell&rsquo;economia circolare, della comunicazione e della rigenerazione. L&rsquo;organizzazione si &egrave; impegnata nella <strong>declinazione della misurazione dell&rsquo;impatto all&rsquo;interno della scala delle politiche pubbliche del settore cultura</strong> del Comune di Bologna, attraverso un progetto dedicato alla produzione e al welfare culturale, relativo in particolare al settore delle biblioteche.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/Cronache/2.png" alt="" width="350" height="191" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto, da sinistra: Marta Inversini, Sandra Aloia, Alessandra Vittorini</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&Egrave; seguito poi l&rsquo;intervento di <strong>Alessandra Vittorini</strong> della <strong>Fondazione Scuola dei beni e delle attivit&agrave; culturali</strong>, che si &egrave; concentrato sul <strong>ruolo delle capitali italiane della cultura nell&rsquo;ambito della valutazione di impatto e delle progettualit&agrave; culturali</strong>. Il lavoro, che &egrave; attualmente in corso, &egrave; partito dall&rsquo;analisi dello stato dell&rsquo;arte, attraverso il confronto tra i dati, lo studio degli obiettivi, degli scenari e dei contesti, per arrivare poi alla costruzione di matrici per la visione sistemica di tutti gli elementi conoscitivi e l&rsquo;individuazione degli ambiti di interesse per la misurazione (la vivacit&agrave; culturale, l&rsquo;accesso e la partecipazione, il senso di appartenenza delle comunit&agrave;, le modalit&agrave; organizzative e gestionali dell&rsquo;evento, la capacit&agrave; di generare attrattivit&agrave; turistico-culturale, il posizionamento mediatico e la capacit&agrave; di diffusione di trasferimento tecnologico e imprenditorialit&agrave;).</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Gli spazi di partecipazione di cui ci occupiamo sono gi&agrave; ritornati ai livelli presenti prima della pandemia, ma la presenza dice poco. Ci si deve occupare anche di <strong>partecipazione attiva e di valutazione degli effetti</strong>&rdquo;. Queste le parole di <strong>Sandra Aloia</strong>, che ha raccontato il lavoro svolto dalla <strong>Fondazione Compagnia di San Paolo</strong> sulla valutazione di impatto della partecipazione culturale attiva, per creare circolarit&agrave; delle politiche e indirizzare le azioni al futuro, attraverso un&rsquo;indagine svolta sulle organizzazioni culturali tramite il paradigma del controfattuale. Sono stati presentati inoltre altri progetti in corso all&rsquo;interno della fondazione, che si occupano in particolare del rapporto tra cultura e salute, del ruolo della cultura per il contrasto alla povert&agrave; relazionale e della funzione del servizio civile all&rsquo;interno dello sviluppo delle soft skills e nei livelli di occupazione e di partecipazione attiva.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Marta Inversini</strong>, direttrice della <strong>Fondazione Mondadori</strong>, ha presentato poi &ldquo;Abito&rdquo;, progetto pilota della fondazione, un percorso di educazione civica che accompagna studenti delle scuole secondarie di primo grado nel <strong>cammino verso una cittadinanza consapevole</strong>, attraverso i linguaggi dell&rsquo;arte e della cultura.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il tema della progettualit&agrave; e del radicamento, &egrave; intervenuta <strong>Francesca Campora</strong> della <strong>Fondazione Garrone</strong>, che ha presentato il progetto Campus RestartApp, attraverso il quale si avviano percorsi di coaching flessibile e personalizzato con cui formare <strong>imprese e startup innovative, sostenibili</strong> e capaci di fornire un concreto contributo al rilancio e alla valorizzazione del territorio appenninico. La fondazione sta attualmente misurando il tipo di impatto generato a pi&ugrave; livelli, con il supporto dell&rsquo;Universit&agrave; statale di Milano e la Bocconi, e il contributo effettivo della fondazione nel radicamento di una cultura di impresa sostenibile sui territori. Attualmente, le evidenze fino ad ora ottenute mostrano che 3 imprenditori su 4 hanno dichiarato che senza il lavoro svolto dalla fondazione non avrebbero avviato il loro progetto di impresa. Inoltre, nel 65% dei casi i percorsi di formazione hanno contribuito a sviluppare una maggiore consapevolezza circa il valore del luogo in cui l&rsquo;impresa &egrave; stata costruita e il 90% del campione sostiene di essere stato stimolato ad una propensione al lavoro in rete sul territorio.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Festival_dello_sviluppo_sostenibile/Cronache/3_1_.png" alt="" width="350" height="150" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;">In foto, da sinistra: Pino Di Blasio, Alessia Maso, Elena Pianea</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;La citt&agrave; ha un ruolo. Non bastano le istituzioni che si occupano di educazione o i centri educativi. <strong>La citt&agrave; educa e si prende cura delle fragilit&agrave;</strong> al proprio interno&rdquo;, cos&igrave; ha commentato <strong>Alessia Maso</strong> di <strong>Traiettorie urbane</strong>, un progetto triennale dedicato a sei quartieri diversi della citt&agrave; di Palermo, grazie al quale sono state promosse attivit&agrave; per ragazzi e ragazze che non hanno accesso al mondo della cultura e dello sport. La domanda alla base di questo progetto, nella sua fase di costruzione, &egrave; stata quelle di trovare una leva di attivazione di meccanismi di piacere sano e genuino, al di fuori delle dipendenze, come nel caso dell&rsquo;utilizzo di sostanze stupefacenti. Si &egrave; scelto quindi di utilizzare la cultura e lo sport come momenti e metodi che possano far riscoprire la gioia reale. Per quanto riguarda l&rsquo;analisi degli impatti e la metodologia utilizzata, l&rsquo;impianto di valutazione e attualmente in fase di costruzione e il modello di riferimento scelto non &egrave; quello del controfattuale, ma la teoria del cambiamento.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;evento si &egrave; concluso con gli interventi delle istituzioni. Da un punto di vista territoriale, la direttrice della direzione cultura della <strong>Regione Toscana</strong> <strong>Elena Pianea</strong> ha presentato i dati consolidati della partecipazione e della fruizione culturale sul territorio e ha messo in evidenza la necessit&agrave; di <strong>sistematizzare le informazioni circa gli impatti</strong> e sviluppare attivit&agrave; e politiche di ricerca per sostenere nuove analisi e metodologie in questa direzione.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista nazionale, infine, &egrave; intervenuta <strong>Adele Cesi</strong>, rappresentante dell&rsquo;ufficio Unesco del <strong>ministero della Cultura</strong>, che ha descritto gli impatti dell&rsquo;iscrizione nella lista del patrimonio mondiale e il ruolo di accompagnamento dell&rsquo;ufficio nei processi di candidatura: &ldquo;<strong>La candidatura all&rsquo;iscrizione nella lista del patrimonio mondiale</strong> oggi pi&ugrave; che mai costituisce <strong>un motore importante</strong> per i territori, soprattutto per quelli meno conosciuti. Anche per questo motivo, le candidature vanno dosate e selezionate, senza dimenticare mai che questi luoghi sono un tassello del racconto globale della storia dell&rsquo;umanit&agrave; e che la cultura pu&ograve; essere utilizzata come vero veicolo per lo sviluppo sostenibile.&rdquo;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bn2Q8Thc13E" target="_blank" rel="noopener">Rivedi l&rsquo;evento</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Cecilia Menichella</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/valorizzare-la-cultura-per-generare-impatti-sociali-sui-territori/">Valorizzare la cultura per generare impatti sociali sui territori</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cultura e creatività come motori dello sviluppo sostenibile</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/cultura-e-creativita-come-motori-dello-sviluppo-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
		<category><![CDATA[europa e agenda 2030]]></category>
		<category><![CDATA[FATTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 dicembre, la Commissione europea ha adottato una Comunicazione in cui riporta le iniziative avviate nel quadro europeo per attuare la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile. La Commissione riconosce la cultura come motore o fattore abilitante dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e sostiene che la cultura e le politiche culturali dovrebbero essere utilizzate in…</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify">Il 9 dicembre, la Commissione europea ha adottato una Comunicazione in cui riporta le iniziative avviate nel quadro europeo per attuare la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=COM:2022:709:FIN&amp;qid=1670745592677" target="_blank" rel="noopener">dimensione culturale dello sviluppo sostenibile</a></strong>. La Commissione riconosce<strong> la cultura come <em>motore o fattore abilitante dell&#8217;<a href="https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/">Agenda 2030</a> delle Nazioni Unite </em></strong>e sostiene che <em>la cultura e le politiche culturali dovrebbero essere utilizzate in modo più sistematico per affrontare le grandi questioni contemporanee relative al cambiamento climatico e agli obiettivi europei del Green Deal.</em></p>
<p style="text-align: justify">Il quadro delle iniziative che emerge dalla Comunicazione è molto ricco e articolato, ma è la stessa Commissione a indicare che per sfruttare appieno il potenziale delle misure culturali e il ruolo dei diversi settori culturali, <em>è <strong>necessario affrontare la distribuzione dispersiva delle misure culturali che mirano allo sviluppo sostenibile in molte aree politiche diverse</strong>.</em></p>
<hr />
<p style="text-align: center"><em><strong><a href="https://asvis.it/gruppo-cultura-per-lo-sviluppo-sostenibile-notizie/1029-13584/bellezza-e-cultura-gli-strumenti-made-in-italy-per-la-transizione-ecologica" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ANCHE &#8211; BELLEZZA E CULTURA: GLI STRUMENTI MADE IN ITALY PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA</a></strong></em></p>
<hr />
<p style="text-align: justify">In proposito, la Commissione s’impegna a valutare l’adozione di <strong><em>un quadro strategico dell&#8217;UE per la cultura </em></strong>che includa tra i suoi principi generali l&#8217;impegno a realizzare l&#8217;Agenda 2030.</p>
<p style="text-align: justify">Come riferimenti quadro, la Commissione richiama la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM:2018:267:FIN" target="_blank" rel="noopener">Nuova agenda europea per la cultura del 2018</a> con cui si è già specificamente impegnata a contribuire all&#8217;attuazione dell&#8217;Agenda 2030, e richiama altresì la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:C:2019:410:TOC" target="_blank" rel="noopener">risoluzione del dicembre 2019</a> con cui il Consiglio ha confermato l&#8217;impegno degli Stati membri per la sostenibilità e per la piena e rapida attuazione dell&#8217;Agenda 2030. Inoltre, ricorda che<em> il piano di lavoro del Consiglio per la cultura 2019-2022 </em>è stato <a href="https://www.consilium.europa.eu/media/44118/st08271-en20.pdf#:~:text=Delegations%20will%20find%20in%20the%20annex%20the%20Council,Procedure%20and%20Article%201%20of%20Council%20Decision%202020/556." target="_blank" rel="noopener">modificato nel maggio 2020</a> per includere la &#8220;<strong>Cultura come motore dello sviluppo sostenibile</strong>&#8221; come priorità aggiuntiva.  Nell&#8217;ambito di questa priorità, il piano di lavoro ha previsto due azioni corrispondenti: (i) un gruppo di esperti del metodo aperto di coordinamento (Omc) degli Stati membri sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, istituito nel 2021, che ha consegnato la sua <a href="https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/0380f31c-37c9-11ed-9c68-01aa75ed71a1/language-en" target="_blank" rel="noopener">relazione nel settembre 2022&lt;/a&gt;; e (ii) un invito alla Commissione a presentare un piano d&#8217;azione sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile.</a></p>
<hr />
<p style="text-align: center"><a href="https://asvis.it/approfondimenti/22-13116/il-mondo-della-cultura-e-lagenda-2030-occorre-creare-valore-condiviso" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>LEGGI ANCHE &#8211; IL MONDO DELLA CULTURA E L’AGENDA 2030: OCCORRE CREARE VALORE CONDIVISO</strong></em></a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify">La Commissione si richiama anche alla <strong><a href="https://www.unesco.org/en/mondiacult2022" target="_blank" rel="noopener">Dichiarazione per la cultura di Mondiacult 2022</a></strong> &#8211; la conferenza dell&#8217;Unesco sulle politiche culturali e lo sviluppo sostenibile tenutasi in Messico dal 28 al 30 settembre 2022 -, in cui sono chieste ulteriori azioni per rafforzare i quadri di riferimento delle politiche pubbliche, ancorando la cultura in modo più decisivo alle strategie di sviluppo sostenibile a livello globale e in tutte le dimensioni degli <a href="https://asvis.it/goal-e-target-obiettivi-e-traguardi-per-il-2030/">SDGs</a> di sviluppo sociale, economico e ambientale. Nello stesso spirito, il gruppo Omc sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile sostiene con forza il tema generale di <strong>riformare il rapporto tra esseri umani e natura, facendo leva sul potere sottoutilizzato della cultura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Passando in rassegna le diverse iniziative già in corso, la Commissione indica in priorità il programma <strong>Europa Creativa 2021-2027</strong>, in cui è sostenuto l&#8217;impegno dell&#8217;Ue verso gli SDGs delle Nazioni Unite. Nel campo dei media e dell&#8217;audiovisivo, il programma che integra <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52020DC0784&amp;qid=1670924962277" target="_blank" rel="noopener">il Piano d&#8217;azione per i media e gli audiovisivi adottato nel dicembre 2020</a> ha specificamente introdotto due priorità orizzontali: I) rendere più verde l&#8217;industria audiovisiva, II) diversità e inclusione per il settore audiovisivo.</p>
<p style="text-align: justify">La Commissione richiama anche le misure incluse nella politica di coesione in particolare attraverso il <strong>Fondo europeo di sviluppo regionale</strong> (Fesr), che ha tradizionalmente riconosciuto gli investimenti culturali come motori fondamentali dello sviluppo territoriale e della coesione sociale.</p>
<hr />
<p style="text-align: center"><a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-13731/valorizzare-la-cultura-per-generare-impatti-sociali-sui-territori" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>LEGGI ANCHE &#8211; VALORIZZARE LA CULTURA PER GENERARE IMPATTI SOCIALI SUI TERRITORI</strong></em></a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify">La Commissione evidenzia che per il periodo 2021-2027, la politica di coesione si concentrerà sulla sostenibilità e sulla valorizzazione digitale delle esperienze del patrimonio culturale, integrando l&#8217;inclusione sociale, la sostenibilità e la partecipazione dei cittadini attraverso la cultura, la protezione del patrimonio storico-artistico-archeologico dagli effetti dei cambiamenti climatici, l’integrazione con le politiche per il turismo.</p>
<p style="text-align: justify">Non secondario è anche Il programma quadro europeo per la ricerca <strong>Horizon Europe 2021-2027 </strong>che prevede un cluster dedicato a Cultura, creatività e società inclusiva.</p>
<p style="text-align: justify">Altri temi toccati dalla relazione della Commissione riguardano azioni da attuare, relative anche all’inclusione sociale nel quadro delle iniziative dell’<strong>Unione dell’uguaglianza</strong>, sui disabili, sulla cultura dei Rom e di altre minoranze, e l’integrazione con le iniziative relative al <a href="https://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=10431&amp;#navItem-relatedDocuments" target="_blank" rel="noopener">2023 anno europeo delle competenze</a>.</p>
<div style="max-width: 600px;margin: 0 auto">
<div class="video-container"></div>
</div>
<p style="text-align: justify">Non secondaria è la stessa <strong>strategia industriale aggiornata nel 2021</strong> che identifica 14 ecosistemi industriali, tra cui le industrie culturali e creative.</p>
<p style="text-align: justify">La Commissione riporta anche i contenuti della <a href="https://new-european-bauhaus.europa.eu/about/about-initiative_en" target="_blank" rel="noopener">nuova Bauhaus</a> quale <em>iniziativa trasversale che mira a realizzare la transizione verde affrontando le sfide globali attraverso soluzioni innovative basate sul luogo, </em>combinando <em>i valori di sostenibilit</em><em>à, inclusione ed estetica</em>. Viene nel contesto sottolineato <em>il ruolo fondamentale della cultura nell&#8217;affrontare le sfide della sostenibilit</em><em>à e nel perseguire una trasformazione positiva della societ</em><em>à. <strong>Gli artisti e gli attori culturali svolgono un ruolo cruciale nel cambiamento di paradigma verso nuovi comportamenti e valori.</strong></em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify">Viene richiamata anche la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32021H1970&amp;from=EN" target="_blank" rel="noopener">raccomandazione del 10 novembre 2021</a>, che persegue lo scopo di aprire la strada a <strong>uno spazio comune europeo dei dati per il patrimonio culturale</strong>, aiutando le istituzioni culturali ad accelerare i loro sforzi di digitalizzazione e conservazione e a <strong>cogliere le opportunit</strong><strong>à create dalla trasformazione digitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Come indica la Commissione, l’iniziativa contribuirà anche ad attuare il Goal 4 “<a href="https://asvis.it/goal4/i-target/" target="_blank" rel="noopener">Istruzione di qualità</a>” dell’Agenda 2030, in quanto <em>i beni digitali del patrimonio culturale nello spazio dati forniranno anche molteplici prospettive sugli sviluppi storici, scientifici e culturali in Europa e oltre</em>. L&#8217;uso e il riutilizzo dei beni culturali digitalizzati in vari settori chiave (ad esempio l&#8217;istruzione, le città intelligenti e la modellazione ambientale, il turismo sostenibile &#8211; insieme allo spazio dati per il turismo &#8211; e i settori culturali creativi) creeranno nuove opportunità anche di fruizione, scambio culturale e sviluppo occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify">L’azione si integra ed è supportata dai servizi via satellite del programma Copernicus che continueranno a contribuire alla mappatura, al monitoraggio e alla gestione del patrimonio culturale.</p>
<hr />
<p style="text-align: center"><a href="https://futuranetwork.eu/giovani-e-istruzione/703-3472/la-sostenibilita-del-patrimonio-culturale-passa-dalla-ricerca-e-dalla-formazione" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>LEGGI ANCHE &#8211; LA SOSTENIBILITÀ DEL PATRIMONIO CULTURALE PASSA DALLA RICERCA E DALLA FORMAZIONE</em></strong></a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify">Nelle conclusioni, la Commissione evidenzia che <em>una maggiore coerenza tra le politiche culturali e le strategie di sviluppo sostenibile può essere vantaggiosa per i diversi livelli di elaborazione politica in Europa</em> e riporta la posizione del citato rapporto del gruppo Omc<em>: in questi &#8220;tempi burrascosi&#8221; &#8211; in cui il rapporto tra natura ed esseri umani è costantemente minacciato da crescenti squilibri e disuguaglianze &#8211; un &#8220;<strong>coraggio culturale per il cambiamento</strong>&#8221; è la migliore risposta possibile da parte dei politici. L&#8217;Ue ha l&#8217;enorme opportunit</em><em>à e responsabilità di guidare questo processo di migliore sfruttamento del potenziale (sottoutilizzato) della cultura.</em></p>
<p style="text-align: justify">E prosegue: <strong><em>combinare l&#8217;innovazione guidata dalla cultura con investimenti orientati alla sostenibilit</em></strong><strong><em>à e risposte adattive alle trasformazioni rivoluzionarie della societ</em></strong><strong><em>à in tempi di crisi, dovrebbe essere al centro di nuovi quadri politici per ripensare la politica culturale in modo più strategico, coerente ed efficace</em></strong><em>.</em></p>
<p style="text-align: center"><em>*****</em></p>
<p style="text-align: justify">All’indomani dell’adozione della relazione della Commissione sulla dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, il 10 dicembre Ursula von der Leyen nel breve <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/speech_22_7651" target="_blank" rel="noopener">discorso al Premio europeo per la sostenibilità &#8211; Prix Film4Climate nell&#8217;ambito del 35° Premio del Cinema Europeo</a>, si è così pronunciata nei confronti degli “addetti ai lavori”:<em> <strong>voi avete il potere di cambiare i cuori e le menti. Potete far capire alle persone che ognuno di noi può fare la differenza per il nostro pianeta.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">di Luigi Di Marco</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><a href="/public/asvis2/files/Rubrica_Europa_e_Agenda_2030/Rassegna_5_11.22.pdf" target="_blank" rel="noopener">Guarda la rassegna dal 5 all’11 dicembre</a></p>
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		<title>Bellezza e cultura: gli strumenti Made in Italy per la transizione ecologica</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/bellezza-e-cultura-gli-strumenti-made-in-italy-per-la-transizione-ecologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#goal13]]></category>
		<category><![CDATA[#NewsAderente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 settembre Fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato a Roma la 12esima edizione del rapporto “Io Sono Cultura”, realizzato in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, Regione Marche e l’Istituto per il Credito Sportivo, che quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale.<br />
 Obiettivo del lavoro è…</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Il 15 settembre <strong><a href="https://www.symbola.net/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Symbola</a></strong> e <strong><a href="https://www.unioncamere.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Unioncamere</a></strong> hanno presentato a Roma la 12esima edizione del rapporto &ldquo;<strong><a href="https://www.symbola.net/collana/io-sono-cultura/" target="_blank" rel="noopener">Io Sono Cultura</a></strong><strong>&rdquo;</strong>, realizzato in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, Regione Marche e l&rsquo;Istituto per il Credito Sportivo, che quantifica il peso della cultura e della creativit&agrave; nell&rsquo;economia nazionale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Obiettivo del lavoro &egrave; quello di far emergere la strategicit&agrave; dei fenomeni culturali e creativi, in grado di produrre direttamente e indirettamente ricchezza e posti di lavoro in Italia, restituendo uno scenario complesso definito <strong>Sistema produttivo culturale e creativo (Spcc)</strong>.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>L&rsquo;evoluzione del settore creativo e culturale</strong>. In base ai dati presentati dal Rapporto, il Spcc, dopo la crisi degli anni passati, &egrave; <strong>tornato a crescere nel 2021</strong>, registrando un incremento del valore aggiunto del 4,2%. Un rimbalzo, comunque, <strong>non sufficiente per tornare ai livelli pre-pandemici</strong>, in particolare per quanto riguarda i settori afferenti alla sfera <em>live</em>.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Tra questi, il biennio 2020-2021 ha evidenziato una notevole contrazione della ricchezza prodotta soprattutto nelle attivit&agrave; dello spettacolo (-21,9%) e in quelle dedite alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico (-11,8%). In crescita, invece, il settore dei videogiochi e software (+7,6%), come risposta alla aumentata necessit&agrave; di dotarsi di tecnologie informatiche per ovviare alle restrizioni in atto.</p>&#13;
<hr />&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;&ldquo;<em>La cultura ha pagato pi&ugrave; di altri settori la crisi ma conferma il suo ruolo economico centrale. L&rsquo;Italia deve essere protagonista del nuovo &lsquo;bauhaus&rsquo;, fortemente voluto dalla commissione europea per rinsaldare i legami tra il mondo della cultura e della creativit&agrave; e i mondi della produzione, della scienza e della tecnologia orientandoli alla transizione ecologica indicata dal Next generation Eu</em>.&rdquo; <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente Fondazione Symbola</p>&#13;
<hr />&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Cultura1.1.png" alt="" width="40%" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Consistenza e strategicit&agrave; del comparto cultura.</strong> Il sistema produttivo culturale e creativo del 2021 ha prodotto ricchezza per 88,6 miliardi di euro, corrispondenti al <strong>5,6% del valore aggiunto italiano.</strong> Ma poich&eacute; le attivit&agrave; culturali e creative hanno la capacit&agrave; di attivare valore anche in altri settori dell&rsquo;economia, si arrivano a generare complessivamente 252 miliardi di euro. Inoltre, il sistema offre lavoro a quasi un milione e mezzo di persone (5,8% dell&rsquo;occupazione).</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Io sono Cultura&rdquo; sostiene che <strong>le industrie culturali e creative sono tra i settori pi&ugrave; strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana</strong>: non solo come fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza, ma anche perch&eacute; sono un motore di innovazione per l&rsquo;intera economia e agiscono come attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura <em>creative-driven </em>(ovvero attivit&agrave; &ndash; come moda, mobilio e agroalimentare &#8211; che impiegano contenuti e competenze culturali e creative per accrescere il valore dei propri prodotti). <strong>Bellezza e cultura</strong> fanno tradizionalmente parte del Dna italiano e alla base delle ricette <em>made in Italy</em> per la fuoriuscita dalle crisi.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Cultura2.png" alt="" width="55%" /></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>La transizione ecologica come rivoluzione culturale. </strong>Il Rapporto pone l&rsquo;attenzione sul ruolo fondamentale che la cultura pu&ograve; assumere nell&rsquo;ambito della transizione ecologica. Se le crisi ecologica e climatica rendono quanto mai urgente ripensare le modalit&agrave; produttive di beni e servizi, la crescita della consapevolezza deve essere guidata e trainata da uno sforzo di innovazione che riguardi la produzione e l&rsquo;offerta del settore culturale.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Una delle prime azioni con cui le industrie culturali e creative (Icc) possono avviare il loro percorso per costruire piani di transizione sostenibili nel lungo periodo &egrave; quella di <strong>sistematizzare la</strong> <strong>valutazione d&rsquo;impatto ambientale</strong> delle proprie attivit&agrave;. Sono numerosi gli esempi di buone pratiche riportati nel documento, utili a capire come nell&rsquo;ultimo anno la filiera Icc stia procedendo verso questo obiettivo. La vera sfida &egrave; oggi quella di uscire dalle sole logiche di compensazione, <strong>puntando invece su politiche di eco-progettazione e riduzione delle emissioni a monte.</strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Sostegno pubblico.</strong> Il Rapporto ricorda che, per quanto importante stabilire specifici parametri di riferimento e indicatori per la misurazione dell&rsquo;impatto, per definire piani d&rsquo;azione efficaci, verificabili e sostenibili nel medio e lungo termine, &egrave; fondamentale poter contare su <strong>sistemi di incentivazione pubblici.</strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Nell&rsquo;ambito della misura del ministero della Cultura M1C3.3 Industria culturale e creativa 4.0, si colloca la <strong>riforma del Pnrr</strong> &ldquo;<em>Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali</em>&rdquo;, che prevede investimenti nel settore anche attraverso la revisione degli appalti pubblici per gli eventi culturali nella logica di una maggiore sostenibilit&agrave; ambientale. Prevede inoltre investimenti &ldquo;<em>sulle competenze, supportando il capability building degli operatori su temi green e digitali</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>Verso un approccio eco-sistemico. </strong>Le conseguenze della pandemia, insieme alla costante incertezza e ai chiaro scuri della politica internazionale, hanno contribuito a fare emergere ed acuire alcune debolezze strutturali del comparto, stimolando al tempo stesso una tangibile <strong>energia trasformativa</strong>, in ogni settore.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">Ai bisogni emergenti corrisponde una straordinaria fioritura di pratiche, variamente organizzate, di impegno civile, di prossimit&agrave; e comunit&agrave;. Si configura un fenomeno di <strong>innovazione sociale</strong> basato su una partecipazione democratica di straordinaria potenzialit&agrave;, che sta andando oltre la sperimentazione e per cui si rende sempre pi&ugrave; necessaria una formazione che superi la compartimentazione dei saperi e delle discipline, caratterizzata da interdisciplinariet&agrave;, con professionisti attenti al dialogo, alla cooperazione, alla solidariet&agrave;, in un mondo interconnesso, globale, interdipendente e complesso.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.symbola.net/ricerca/io-sono-cultura-2022/" target="_blank" rel="noopener">Scarica il Rapporto</a></strong></p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Monica Sozzi</p>
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		<title>Alta sostenibilità: dopo la riforma della Costituzione serve un salto culturale</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/alta-sostenibilita-dopo-la-riforma-della-costituzione-serve-un-salto-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2022 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GUARDA L'ULTIMA PUNTATA</p>
<p> Dopo l’evento ASviS del 5 aprile “La Costituzione e lo sviluppo sostenibile”, torniamo a parlare della riforma degli Articoli 9 e 41 nella nostra Carta costituzionale, che ha finalmente dato maggiore centralità e risalto al rispetto dell’ambiente e al futuro delle giovani generazioni. L’argomento è stato fonte di dibattito…</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/alta-sostenibilita-dopo-la-riforma-della-costituzione-serve-un-salto-culturale/">Alta sostenibilità: dopo la riforma della Costituzione serve un salto culturale</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ba372a;"><em><strong>GUARDA L&#8217;ULTIMA PUNTATA</strong></em></span></p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/665480/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<p style="text-align: justify;">Dopo l&rsquo;evento ASviS del 5 aprile &ldquo;<a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-12486/asvis-live-sulla-costituzione-si-superi-il-breve-termismo-per-tutelare-il-futuro" target="_blank" rel="noopener">La Costituzione e lo sviluppo sostenibile</a>&rdquo;, torniamo a parlare della riforma degli Articoli 9 e 41 nella nostra Carta costituzionale, che ha finalmente dato maggiore centralit&agrave; e risalto al rispetto dell&rsquo;ambiente e al futuro delle giovani generazioni. L&rsquo;argomento &egrave; stato fonte di dibattito durante<a href="https://www.radioradicale.it/scheda/665480/alta-sostenibilita-linserimento-in-costituzione-del-rispetto-ambientale" target="_blank" rel="noopener"> la puntata di &ldquo;Alta sostenibilit&agrave;&rdquo;</a> andata in onda su Radio Radicale l&rsquo;11 aprile e condotta da Valeria Manieri ed Elis Viettone. Al programma hanno preso parte Mauro Del Barba (deputato di Italia Viva), Marcella Mallen (presidente dell&#8217;ASviS) e Dario Parrini (presidente della Commissione affari costituzionali del Senato, Partito Democratico).</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Organizzazione/Mallen_2022_v2.png" alt="" width="200" height="218" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;"><strong>Marcella&nbsp;Mallen</strong>, presidente dell&#8217;ASviS</p>&#13;
<div style="text-align: center;">&#13;
<blockquote class="twitter-tweet">&#13;
<p dir="ltr" lang="it"><a href="https://twitter.com/hashtag/Altasostenibilit%C3%A0?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Altasostenibilit&agrave;</a> <a href="https://twitter.com/RadioRadicale?ref_src=twsrc%5Etfw">@RadioRadicale</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/MarcellaMallen?ref_src=twsrc%5Etfw">@MarcellaMallen</a>: Dopo la riforma costituzionale servono azioni collettive e individuali. Necessitiamo di nuove leggi e regole, nuova cultura per affrontare sfide come crisi climatica, contenimento disuguaglianze, digitalizzazione e pace.</p>&#13;
&mdash; ASviS (@ASviSItalia) <a href="https://twitter.com/ASviSItalia/status/1513513169335033860?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2022</a></blockquote>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;Una riforma attesa da tempo, anche da noi dell&rsquo;ASviS&rdquo;, ha esordito Mallen, &ldquo;che va nella direzione del rafforzamento dell&rsquo;impegno verso la sostenibilit&agrave;. La parola magica inserita nella Costituzione, oltre ad ambiente, &egrave; futuro. Il netto riferimento alle generazioni future, che coglie esattamente il significato di sviluppo sostenibile, d&rsquo;ora in poi dovr&agrave; influenzare tutte le scelte economiche e sociali, sottoponendole al vaglio del concetto di giustizia intergenerazionale e dell&rsquo;equa distribuzione delle risorse. Si tratta dunque di una riforma di ampio respiro che deve essere letta come il primo passaggio di un cambio di paradigma a cui seguir&agrave; una fase di impegno da parte di istituzioni e cittadini. Perch&eacute; servono azioni collettive e individuali, nuove leggi e regole, e soprattutto serve una nuova cultura comune basata su questi principi che sia in grado di farci affrontare le sfide che abbiamo di fronte, che vanno dalla crisi climatica al contenimento delle disuguaglianze, fino alla digitalizzazione a alle prospettive di pace. Il tutto, abbracciando una inedita visione di lungo periodo espressa dal Green deal europeo, capace di allargare i nostri orizzonti per raggiungere obiettivi posti dall&rsquo;Unione, come la neutralit&agrave; climatica al 2050. Dobbiamo poi imparare a misurarci con obiettivi quantitativi, con indicatori e dati affidabili. Un altro salto culturale che serve&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Dario_Parrini.jpeg" alt="" width="200" height="200" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;"><strong>Dario Parrini</strong>, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato della Repubblica</p>&#13;
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<p dir="ltr" lang="it"><a href="https://twitter.com/hashtag/Altasostenibilit%C3%A0?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Altasostenibilit&agrave;</a> <a href="https://twitter.com/RadioRadicale?ref_src=twsrc%5Etfw">@RadioRadicale</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/MarcellaMallen?ref_src=twsrc%5Etfw">@MarcellaMallen</a>: Dopo la riforma costituzionale servono azioni collettive e individuali. Necessitiamo di nuove leggi e regole, nuova cultura per affrontare sfide come crisi climatica, contenimento disuguaglianze, digitalizzazione e pace.</p>&#13;
&mdash; ASviS (@ASviSItalia) <a href="https://twitter.com/ASviSItalia/status/1513513169335033860?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2022</a></blockquote>&#13;
<p style="text-align: justify;">&ldquo;&Egrave; stato importante aver colmato questa nostra lacuna&rdquo;, ha argomentato Parrini, &ldquo;anche se arriviamo dopo alcune nazioni, come Francia e Germania, abbiamo adesso modificato la nostra Costituzione in maniera adeguata. L&rsquo;intervento sugli Articoli 9 e 41 della Carta &egrave; esaustivo, il riferimento alla tutela della biodiversit&agrave;, degli animali e degli ecosistemi &egrave; importante, come lo &egrave; quello sull&rsquo;interesse dei bisogni delle future generazioni. Credo che la modifica dell&rsquo;Articolo 41 sia assolutamente pregnante: non &egrave; una cosa da poco aver messo sullo stesso piano salute, dignit&agrave; umana e ambiente. Mi sento di fugare i timori di chi pensa che in conseguenza di questa innovazione ci saranno delle ingessature, non &egrave; questo il punto. Agire a livello costituzionale vuol dire rendere esplicito nella maniera pi&ugrave; solenne un principio che &egrave; gi&agrave; era presente nella nostra giurisprudenza. Questa riforma fa capire quanto la coscienza collettiva e ambientale sia aumentata, e quanto sia diventato centrale l&rsquo;ambiente in Italia e in Europa. Basti pensare che il Next generation Eu si fonda principalmente su ambiente e digitale, due settori trasversali&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2022/Mauro_Del_Barba.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>&#13;
<p style="text-align: center;"><strong>Mauro Del Barba</strong>, deputato, capogruppo di Italia viva in commissione Bilancio, Camera dei Deputati e presidente di Assobenefit</p>&#13;
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<p dir="ltr" lang="it"><a href="https://twitter.com/hashtag/Altasostenibilit%C3%A0?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Altasostenibilit&agrave;</a> <a href="https://twitter.com/RadioRadicale?ref_src=twsrc%5Etfw">@RadioRadicale</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/emmedibi?ref_src=twsrc%5Etfw">@emmedibi</a>: della modifica costituzionale sono insoddisfatto: non &egrave; stato inserito un chiaro riferimento allo sviluppo sostenibile. Abbiamo inserito ingredienti, non la ricetta. Per un cambio di paradigma bisogna modificare regole del mercato.</p>&#13;
&mdash; ASviS (@ASviSItalia) <a href="https://twitter.com/ASviSItalia/status/1513513245763682309?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2022</a></blockquote>&#13;
<p style="text-align: justify;">Infine &egrave; intervenuto Del Barba, secondo cui la modifica costituzionale, che deve essere accolta con soddisfazione in quanto allinea l&rsquo;Italia a tanti Paesi europei, non &egrave; abbastanza ambiziosa: &ldquo;Questa riforma non rallenter&agrave; i processi in atto ma non li accelerer&agrave; nemmeno. Si tratta di un risultato anche di tipo simbolico. La modifica di cui stiamo parlando prende in sostanza i tre quarti del mio disegno di legge sull&rsquo;inserimento dello sviluppo sostenibile in Costituzione, ma sono insoddisfatto, perch&eacute; non &egrave; stato inserito un chiaro riferimento allo sviluppo sostenibile, come anche l&rsquo;ASviS voleva. Abbiamo in sostanza inserito degli ingredienti ma non la ricetta. Dello sviluppo sostenibile dovevamo fare un corollario, come accaduto in altri Paesi. Un residuo di sviluppo sostenibile &egrave; fortunatamente rimasto quando si fa riferimento alle generazioni future, il vero passo in avanti, che mancava alla nostra Costituzione. Fatta questa precisazione, io dico guardiamo oltre. Bisogna fare ben di pi&ugrave; e modificare i nostri modelli di sviluppo. Per esempio, le societ&agrave; benefit rappresentano un modo per modificare la &lsquo;cellula dell&rsquo;organismo mercato&rsquo;, perch&eacute; oggi le imprese hanno un codice genetico strambo che per definizione deve fare profitto. Serve un netto cambio di paradigma nella realt&agrave;, la vera frontiera &egrave; modificare le regole del mercato&rdquo;.</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">di Ivan Manzo</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>&#13;
<p style="text-align: justify;">RIASCOLTA L&rsquo;ULTIMA PUNTATA &ndash;&nbsp;<a href="https://www.radioradicale.it/scheda/665480/alta-sostenibilita-linserimento-in-costituzione-del-rispetto-ambientale" target="_blank" rel="noopener">Alta Sostenibilit&agrave;- L&#8217;inserimento in Costituzione del rispetto ambientale</a></p>&#13;
<p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong>Vai all&#8217;archivio delle puntate di&nbsp;<a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1203/alta-sostenibilita">Alta sostenibilit&agrave;</a>, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il luned&igrave; dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.</p>&#13;
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<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/alta-sostenibilita-dopo-la-riforma-della-costituzione-serve-un-salto-culturale/">Alta sostenibilità: dopo la riforma della Costituzione serve un salto culturale</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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