Con l’attenuarsi delle preoccupazioni sanitarie, ci si interroga sulla “nuova normalità”. Ci faremo carico della crisi climatica? Chi pagherà il prezzo più alto? Saremo più vicini o più lontani? I “tre passi” dell’ASviS. 5/6/20
Il rapporto del segretario generale dell’Onu è sconfortante: la pandemia sta riportando in povertà miliardi di persone. Ma il segnale positivo che giunge da Bruxelles può trasformarsi in una strategia globale. 29/5/20
Con il sito “FUTURA network” offriamo una raccolta di riflessioni ed elementi utili per valutare come prendere le decisioni che determineranno il nostro domani. Occorre però un impegno per fare sintesi, con scelte che tutelino i giovani. 22/5/20
Il sistema alimentare globale ha continuato a funzionare bene, ma un numero crescente di persone è ricacciato ai margini. Anche per non lasciare nessuno indietro è necessario dotarsi di strumenti per disegnare il futuro. 15/5/20
Le ricette ci sono e l’ASviS ha dato in questi giorni il suo contributo di proposte. Ma gli ostacoli da superare sono molti: divisioni nel Governo, diffidenza degli intellettuali, frammentazione degli interessi. 8/5/20
Nel Sud del mondo le megalopoli continuano a crescere, ma questa crisi ne ha mostrato la fragilità. Nei Paesi ricchi i benestanti che lavorano online le abbandonano. In entrambi i casi vanno ripensate. Ma l’Italia è bloccata. 24/4/20
Vale ancora l’Agenda 2030 per orientarci in un panorama economico e sociale stravolto dalla crisi da Coronavirus? Certamente, a condizione di valutarne complessità e ulteriori sfide. 17/4/20
Come sarà il mondo, l’Europa, il nostro Paese, quando la crisi sanitaria sarà finita? Avremo davvero imparato qualcosa da questo evento così imprevisto e terribile? Proviamo a chiudere gli occhi e a immaginare... 10/4/20
Si può sconfiggere un nemico, ma non il Pianeta. La tecnologia ci aiuta a vivere in questa crisi e a superarla, ma dobbiamo guardare avanti, costruendo una coesione globale e dando vita a “unità di resilienza trasformativa”. 27/3/20
Non è così fuori luogo come può sembrare, perché ci ricorda l’impegno mondiale a trovare nuovi modi di promuovere e valutare il benessere individuale e collettivo “oltre il Pil”. Solo così potremo ripartire verso un mondo sostenibile. 20/3/20
