• Attualmente più di 60 milioni di persone in tutto il mondo lavorano in attività collegate alle Nature-based solutions (Nbs), per proteggere, conservare, ripristinare, utilizzare in modo sostenibile e gestire ecosistemi terrestri naturali. Ma, come sottolinea il rapporto "Decent work in Nature-based solutions 2024” pubblicato lo scorso dicembre da Ilo, Iucn e Unep, con i giusti…

  • Dal punto di vista della lotta contro il cambiamento climatico, il 2024 verrà ricordato soprattutto per il superamento della soglia degli 1,5°C, per la delusione della Cop 29 in Azerbaijan e per gli impatti, sempre più disastrosi, dei fenomeni metereologici estremi. Ma, come riporta un articolo di dicembre della Bbc, ci sono sette buone notizie…

  • Oltre tre quarti delle terre del mondo (il 77,6%) sono diventate permanentemente più aride negli ultimi trent’anni a causa dei cambiamenti climatici, della scarsità idrica e dell’uso non sostenibile del suolo. Le aree aride sono aumentate di circa 4,3 milioni di chilometri quadrati, arrivando a ricoprire il 40% di tutte le terre globali, escluso l’Antartide. Sempre più persone vivranno in zone…

  • “Ho avuto un’idea folle. E se tanti esperti impegnati per l’ambiente, per una società più giusta, insomma per uno sviluppo sostenibile, si mettessero insieme per trasformare il Paese nell’ottica delle future generazioni? Ti va di darmi una mano?” Così Enrico Giovannini, attuale direttore scientifico dell’ASviS, provò a raccontarmi brevemente nel 2015 quello che gli passava…

  • La Commissione europea ha pubblicato il 4 febbraio due importanti relazioni, la prima relativa all’attuazione della direttiva quadro sulle acque e della direttiva alluvioni, la seconda sull’attuazione della strategia per l’ambiente marino. La pubblicazione delle due relazioni in parallelo è espressamente voluta. La Commissione, infatti, mira a incoraggiare una visione integrata e coerente nell'attuazione della…

  • Il territorio italiano è uno dei più impermeabilizzati d’Europa e il continuo consumo di suolo determina un aumento dei rischi climatici e idrogeologici. Per questo il Piano di ripristino che l’Italia deve predisporre entro il 2026, in base al Regolamento europeo sul ripristino della natura, va strettamente connesso con le azioni di adattamento alla crisi…

  • La maggior potenza e frequenza degli eventi estremi, l’uragano Milton ne è una chiara dimostrazione, è spiegata anche da un riscaldamento degli oceani che prosegue a un “ritmo senza precedenti”. Secondo l'ottavo Ocean state report rilasciato da Copernicus, pubblicato il 30 settembre, il tasso di riscaldamento degli oceani è quasi raddoppiato negli ultimi 20 anni.…

  • L'impennata dei reati ambientali ai danni delle coste e del mare italiano è uno degli aspetti più allarmanti nel panorama delle emergenze ambientali del nostro Paese. Questa escalation, oltre a rappresentare una seria minaccia per l'ecosistema marino e costiero, è un forte ostacolo anche allo sviluppo economico e sociale delle comunità che vivono e operano…

  • Proteggere la natura, anche per le generazioni future Tra i dati della ricerca emerge, in primo piano, la consapevolezza sulla necessità di proteggere la natura: in Italia nove intervistati su dieci si dichiarano preoccupati della condizione in cui versano gli ecosistemi e il 62% è consapevole che il mondo si sta avvicinando a pericolosi punti…

  • Nonostante lo scorso decennio fosse dedicato alla “protezione della biodiversità”, abbiamo trattato talmente male la natura che il periodo 2011-2020 è stato il più distruttivo della storia umana. Dopo aver fallito tutti e 20 i target di Aichi (solo sei sono stati parzialmente raggiunti) stabiliti dalla Convenzione sulla diversità biologica (Convention on biological diversity, Cbd),…