Occupazione femminile al 53%, nidi al 30% e divario salariale nel privato al 17%. Il Rapporto fotografa un Paese lontano dalla parità. Ai ritmi attuali serve un secolo per colmare il gap. 7/01/26
La dodicesima edizione del documento Istat mostra progressi limitati nell’ultimo anno, ampie differenze Nord-Sud e performance inferiori alla media Ue su lavoro, istruzione e ricerca. Bene salute, sicurezza e rinnovabili. 1/12/25
Occorrono un linguaggio del rispetto e un Patto sociale che metta al centro le aspirazioni di donne e giovani. Marcella Mallen: “Parità di genere e giustizia intergenerazionale diventino un esercizio quotidiano di responsabilità”. 25/11/25
Il tema divide, tra consenso familiare e autonomia educativa. Cresce l’urgenza di offrire alle giovani generazioni strumenti di consapevolezza e protezione per affrontare sessualità, relazioni e rischi sociali. 20/11/25
Gli effetti del cambiamento climatico su madri e neonati sono già gravi, globali e diseguali. Studi su Nature dimostrano che il caldo estremo aumenta del 25% il rischio di parto pretermine. I danni si traducono in costi sanitari. 1/10/25
L’opinione pubblica resta divisa sulla percezione dei canoni estetici e dei concorsi di bellezza; tra i giovani cresce la consapevolezza e l’attenzione verso modelli più inclusivi. A dirlo è la ricerca Radar Swg. 29/9/25
Secondo il Global Gender Gap Report 2025 servono 123 anni per la parità. In Ue divario salariale al 12%. Interruzioni di carriera e ruoli dirigenziali fattori critici. In vigore dal 2026 la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva. 18/9/25
Nonostante i passi avanti compiuti dal 2015 nell’ampliare l’accesso all’istruzione, migliorare la salute infantile e materna e colmare il divario digitale, fame, povertà, clima e conflitti colpiscono milioni di persone. 5/8/25
Adottato il documento finale del Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile: 154 Paesi chiedono più cooperazione, scienza e inclusione. Focus su salute, parità di genere, lavoro, oceani e cooperazione. 25/7/25
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 115, ha dichiarato illegittima la norma che negava il congedo di paternità obbligatorio alla madre non biologica nelle coppie di donne entrambe riconosciute come genitori. La questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Brescia. Fino a oggi, solo la madre che aveva partorito poteva usufruirne, escludendo di fatto la seconda madre. Una disparità che la Consulta ha ritenuto discriminatoria nei confronti delle famiglie omogenitoriali femminili, rispetto a quelle eterosessuali. 22/7/25
