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	<title>#News_aziende Archivi - ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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	<title>#News_aziende Archivi - ASviS</title>
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	<item>
		<title>L’economia della cura entra nell’agenda Onu: può valere fino al 39% del Pil</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/leconomia-della-cura-entra-nellagenda-onu-puo-valere-fino-al-39-del-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#News_aziende]]></category>
		<category><![CDATA[#NewsAderente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che riconosce il ruolo dell’economia della cura nello sviluppo sostenibile. Un’attività che potrebbe generare 300 milioni di posti di lavoro entro il 2035. 28/01/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/leconomia-della-cura-entra-nellagenda-onu-puo-valere-fino-al-39-del-pil/">L’economia della cura entra nell’agenda Onu: può valere fino al 39% del Pil</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una delle pi&ugrave; grandi <strong>disuguaglianze economiche, sociali e di genere</strong> a livello globale resta il mancato riconoscimento del lavoro di cura. Lo <a href="https://www.focsiv.it/leconomia-della-cura/">dichiara Focsiv</a>, la pi&ugrave; grande federazione italiana di organizzazioni di volontariato e cooperazione internazionale di ispirazione cristiana, in un articolo dedicato alla recente risoluzione Onu sul tema. Prendersi <strong>cura dei pi&ugrave; fragili</strong>, sottolinea la federazione, &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; essenziale per il benessere umano, per la coesione sociale e per la sostenibilit&agrave; delle comunit&agrave;. Si tratta di un lavoro che sostiene quotidianamente la riproduzione della vita, dall&rsquo;infanzia alla vecchiaia, dalla disabilit&agrave; alla non autosufficienza, ma che continua a essere svolto in larga parte dalle donne e a rimanere invisibile nei sistemi economici e statistici. Il rischio, sottolineato anche da molte organizzazioni della societ&agrave; civile, &egrave; che il tema della cura venga affrontato solo come<strong> problema di produttivit&agrave; e occupazione</strong>, senza riconoscerne pienamente la dimensione relazionale, sociale e di diritto umano.</p>&#13;
<h3><strong>Il voto dell&rsquo;Onu: la cura entra nell&rsquo;agenda globale</strong></h3>&#13;
<p>Con 160 voti favorevoli e soltanto due contrari (Stati Uniti e Argentina), l&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione sul <a href="https://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2026/01/UNGA-care-A_C.2_80_L.30_Rev.1-EN.pdf">&ldquo;Contributo dell&rsquo;economia dell&rsquo;assistenza allo sviluppo sostenibile&rdquo;</a>, sancendo per la prima volta in modo esplicito che <strong>la cura rappresenta un pilastro strutturale</strong> delle politiche di sviluppo. Il testo, promosso da un ampio gruppo di Paesi e sostenuto da gran parte della comunit&agrave; internazionale, riconosce che il lavoro di cura, retribuito e non retribuito, &egrave; una condizione necessaria per il funzionamento dell&rsquo;intero sistema economico e per la tenuta delle societ&agrave;. La risoluzione inserisce il tema nel quadro dell&rsquo;<strong>Agenda 2030</strong>, collegandolo direttamente agli Obiettivi di sviluppo sostenibile su povert&agrave;, salute, istruzione, uguaglianza di genere e lavoro dignitoso.</p>&#13;
<h3><strong>Fino al 39% del Pil: il peso invisibile dell&rsquo;economia della cura</strong></h3>&#13;
<p>Uno dei dati pi&ugrave; significativi contenuti nel documento riguarda la <strong>dimensione economica del lavoro di cura</strong> non retribuito. Se valorizzato al salario minimo orario, rappresenterebbe tra il 10% e il 39% del Pil, una quota che in molti Paesi supera quella di interi settori produttivi tradizionali come manifattura, commercio e trasporti. Questo significa che una parte enorme della <strong>ricchezza reale</strong> prodotta dalle societ&agrave; non entra nei circuiti ufficiali di riconoscimento, protezione e redistribuzione. La risoluzione sottolinea come questa invisibilit&agrave; contribuisca a <strong>rafforzare disuguaglianze di genere</strong>, povert&agrave; femminile e precariet&agrave; lavorativa, soprattutto nei contesti dove i servizi pubblici sono carenti e la cura ricade quasi esclusivamente sulle famiglie.</p>&#13;
<h3><strong>Investire nella cura conviene: occupazione, Pil e coesione sociale</strong></h3>&#13;
<p>Il testo approvato dall&rsquo;Onu invita gli Stati ad adottare politiche strutturali che puntino non solo a <strong>riconoscere il lavoro di cura</strong>, ma anche a ridurlo, redistribuirlo e valorizzarlo attraverso servizi pubblici, infrastrutture sociali, protezione sociale universale e congedi parentali equamente distribuiti tra uomini e donne. Secondo le stime delle Nazioni Unite, investimenti in questo settore potrebbero generare quasi <strong>300 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2035</strong>, aumentare l&rsquo;occupazione globale di oltre sei punti percentuale e ridurre in modo significativo il divario di genere nel mercato del lavoro. L&rsquo;economia della cura viene cos&igrave; indicata come una delle leve pi&ugrave; potenti per coniugare crescita economica, coesione sociale e sostenibilit&agrave;, dimostrando che la lotta alle disuguaglianze non &egrave; un costo, ma un investimento strategico per il futuro delle societ&agrave;.</p>&#13;
<p><strong><a href="https://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2026/01/UNGA-care-A_C.2_80_L.30_Rev.1-EN.pdf">Scarica la risoluzione Onu</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/leconomia-della-cura-entra-nellagenda-onu-puo-valere-fino-al-39-del-pil/">L’economia della cura entra nell’agenda Onu: può valere fino al 39% del Pil</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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		<title>Global risks report 2026: preoccupa nel breve termine la situazione geo-economica</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/global-risks-report-2026-preoccupa-nel-breve-termine-la-situazione-geo-economica-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#agenda2030]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#News_aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'incertezza è il tema dominante delle prospettive sui rischi globali nel nuovo anno. I rischi ambientali restano la più grave minaccia da affrontare per i prossimi 10 anni, ma cresce il timore sugli effetti negativi dell’AI. 14/01/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/global-risks-report-2026-preoccupa-nel-breve-termine-la-situazione-geo-economica-2/">Global risks report 2026: preoccupa nel breve termine la situazione geo-economica</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L&rsquo;incertezza domina lo scenario globale</strong>. Secondo il <strong>Global risks perception survey</strong> (<strong>Grps</strong>), che raccoglie le valutazioni di circa 1300 esperti ed esperte a livello internazionale, il mondo si muove in una fase storica attraversata da profonde <strong>t</strong><strong>rasformazioni geostrategiche, climatiche, tecnologiche e demografiche</strong>. In questo contesto, il 50% degli intervistati e delle intervistate prevede <strong>prospettive turbolente</strong> nei prossimi due anni, una quota che sale al 57% guardando all&rsquo;orizzonte dei prossimi 10 anni.</p>&#13;
<p>&nbsp;</p>&#13;
<p>&Egrave; quanto emerge dal nuovo <strong><a href="https://www.weforum.org/publications/global-risks-report-2026/">Global risks report</a></strong>, lo studio del <strong>World economic forum</strong> (<strong>Wef</strong>) giunto alla 21esima edizione, che propone un&rsquo;analisi sistemica delle <strong>principali minacce destinate a plasmare il futuro del pianeta</strong>. L&rsquo;analisi si articola su <strong>tre orizzonti temporali</strong>: le criticit&agrave; del 2026, i rischi con maggiore probabilit&agrave; di manifestarsi nel medio periodo, cio&egrave; nei prossimi due anni, e le minacce strutturali che potrebbero intensificarsi nel corso del prossimo decennio.</p>&#13;
<h3>&nbsp;</h3>&#13;
<h3><strong>Il multilateralismo ha &ldquo;crepe sempre pi&ugrave; evidenti&rdquo;</strong></h3>&#13;
<p>Per quanto riguarda il 2026, la <strong>situazione geo-economica</strong> &ndash; indicata nello studio come &ldquo;confronto geo-economico&rdquo; &#8211; preoccupa sempre di pi&ugrave; gli intervistati, basti pensare che questo tipo di rischio passa dalla <a href="https://asvis.it/notizie/2-22996/global-risk-report-conflitti-armati-e-clima-al-centro-delle-preoccupazioni-globali">terza posizione occupata lo scorso anno</a> alla prima. Il perch&eacute; &egrave; cos&igrave; spiegato nel report: &ldquo;<em>il <strong>sistema multilaterale mostra crepe sempre pi&ugrave; evidenti</strong>. L&rsquo;erosione della fiducia, il progressivo indebolimento della trasparenza e del rispetto dello stato di diritto, insieme alla crescita del protezionismo, stanno mettendo sotto pressione relazioni internazionali consolidate, scambi commerciali e flussi di investimento, alimentando al tempo stesso una maggiore propensione al conflitto</em>&rdquo;.</p>&#13;
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/rischi_2026.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<h3><strong>I maggiori rischi per i prossimi due e per i prossimi 10 anni</strong></h3>&#13;
<p>La centralit&agrave; del <strong>confronto geoeconomico</strong> nel panorama dei rischi globali non si limita al 2026: gli intervistati e le intervistate lo indicano come il rischio principale anche nell&#8217;<strong>orizzonte temporale di due anni</strong>, con un aumento di otto posizioni <a href="https://asvis.it/notizie/2-22996/global-risk-report-conflitti-armati-e-clima-al-centro-delle-preoccupazioni-globali">rispetto allo scorso anno</a>. Di conseguenza <strong>aumenta anche la percezione sui rischi economici</strong>, un tema che appena un anno fa veniva considerato molto meno. <strong>Crisi economica e inflazione</strong> salgono infatti entrambi di otto posizioni, trovandosi ora ai piedi della classifica dei 10 maggiori rischi di breve termine (rispettivamente all&rsquo;11esima e alla 21esima posizione).</p>&#13;
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/rischi_a_2_e_10_anni.jpg" alt="" width="70%" /></p>&#13;
<p>Come illustrato dalla figura 3, <strong>disinformazione e misinformazione</strong> (diffusione di notizie false in modo involontario), l&rsquo;anno scorso al primo posto, resta un gravoso problema da affrontare. Secondo il Wef, le pratiche di disinformazione e di manipolazione dell&rsquo;informazione sono sempre pi&ugrave; diffuse, e ci&ograve; <strong>contribuisce ad ampliare le disuguaglianze e le distanze sociali</strong>. <strong>Disuguaglianza</strong>&nbsp;che &egrave; stata indicata dagli intervistati come il <strong>rischio globale pi&ugrave; interconnesso</strong> per il secondo anno consecutivo.</p>&#13;
<p>Guardando all&rsquo;<strong>orizzonte dei prossimi dieci anni</strong>, gli eventi meteorologici estremi si confermano come la principale minaccia di lungo periodo, comparendo per&ograve; anche tra i rischi pi&ugrave; immediati, al quarto posto nel breve termine. La portata dei <strong>rischi ambientali</strong>, tuttavia, va ben oltre l&rsquo;intensificarsi dei fenomeni meteo estremi. La <strong>perdita di biodiversit&agrave;</strong>, il <strong>collasso degli ecosistemi</strong> e le <strong>alterazioni critiche del funzionamento del &ldquo;sistema Terra&rdquo;</strong> emergono come minacce strutturali di lungo periodo, con ricadute profonde sulla stabilit&agrave; economica e sociale a livello globale.</p>&#13;
<p>Tra i rischi in pi&ugrave; rapida ascesa spiccano infine gli <strong>effetti negativi dell&rsquo;intelligenza artificiale</strong>, che registrano il maggiore balzo in classifica: dal 30esimo posto nelle prospettive di breve termine del 2025 al quinto posto in quelle a 10 anni di quest&rsquo;anno. In sostanza, nel prossimo decennio lo sviluppo e la diffusione dell&rsquo;AI potrebbero incidere in modo significativo sui mercati del lavoro, sugli equilibri sociali e sulla sicurezza globale.</p>&#13;
<p>&nbsp;</p>&#13;
<p>di Ivan Manzo</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/global-risks-report-2026-preoccupa-nel-breve-termine-la-situazione-geo-economica-2/">Global risks report 2026: preoccupa nel breve termine la situazione geo-economica</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per ogni dollaro investito in favore della natura ce ne sono 30 che la distruggono</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/per-ogni-dollaro-investito-in-favore-della-natura-ce-ne-sono-30-che-la-distruggono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto Unep mostra che la finanza globale sta mobilitando molto di più per attività dannose agli ecosistemi, sussidi fossili e capitali privati ostacolano la transizione. Riorientarli può colmare il gap finanziario. 29/01/26</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/per-ogni-dollaro-investito-in-favore-della-natura-ce-ne-sono-30-che-la-distruggono/">Per ogni dollaro investito in favore della natura ce ne sono 30 che la distruggono</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La finanza globale continua a muoversi nella direzione opposta rispetto agli obiettivi climatici e di tutela degli ecosistemi. A certificarlo &egrave; il nuovo rapporto <strong>State of finance for nature 2026</strong> dell&#8217;<strong>Unep, </strong>dal titolo <strong><a href="https://wedocs.unep.org/items/a4a8edaa-3896-4811-b527-1583dfce7201"><em>Nature in the red: powering the trillion dollar nature transition economy</em></a></strong>, che fotografa con chiarezza lo squilibrio tra i capitali che alimentano la distruzione della natura e quelli destinati alle <strong>soluzioni basate sulla natura</strong> (Nature-based solutions, NbS).</p>&#13;
<p>Il dato di fondo &egrave; netto: <strong>per ogni dollaro investito nella protezione della natura, 30 vengono spesi per danneggiarla</strong>. Solo nel 2023 ben<strong> 7.300 miliardi di dollari </strong>sono confluiti in attivit&agrave; ad alto impatto ambientale, dai sussidi ai combustibili fossili ad altri investimenti che coinvolgono l&rsquo;industria e i materiali utilizzati dal sistema economico.</p>&#13;
<h3><strong>Flussi finanziari: la differenza tra pubblico e privato</strong></h3>&#13;
<p>Tra i 7.300 miliardi di dollari destinati ad attivit&agrave; dannose al capitale naturale, i <strong>sussidi pubblici</strong> concessi dai governi pesano per <strong>2.400 miliardi</strong>. Quasi la met&agrave; di queste risorse, il 47%, confluisce nei <strong>combustibili fossili</strong>, poi troviamo l&rsquo;<strong>agricoltura</strong> e l&rsquo;uso dell&rsquo;<strong>acqua.</strong> &ldquo;In Europa e negli Stati Uniti, negli ultimi anni, i governi hanno aumentato i sussidi al settore fossile con la dichiarata intenzione di proteggere famiglie e imprese dagli shock legati all&rsquo;aumento dei prezzi dell&rsquo;energia &ndash; si legge nello studio -. Tuttavia, anche se alcune misure emergenziali sono state ridimensionate, <strong>il livello complessivo dei sussidi resta pi&ugrave; che doppio rispetto al</strong><strong> 2020</strong>, in aperta contraddizione con gli impegni internazionali che ne prevedono la graduale eliminazione&rdquo;.</p>&#13;
<p>Ancora pi&ugrave; consistenti sono i <strong>flussi di capitale privato</strong>, che hanno raggiunto i 4.900 miliardi di dollari, con le attivit&agrave; portate avanti dalle &ldquo;<strong>utilities</strong>&rdquo; (aziende che forniscono servizi essenziali e di pubblica utilit&agrave;) che guidano la classifica con 1.580 miliardi di dollari. Di questi, gran parte sono da imputare, ancora una volta, alla generazione e alla distribuzione di <strong>elettricit&agrave; da fonti fossili</strong> e ai servizi per la <strong>rete del gas naturale liquefatto</strong>. Seguono l&rsquo;industria, con 1.380 miliardi di dollari, e il settore dei materiali, che sfiora i 700 miliardi (includendo edilizia, metalli, estrazione mineraria e industria chimica).</p>&#13;
<p>Il confronto con quanto oggi viene effettivamente <strong>destinato alle NbS</strong> &egrave; impietoso. Nel 2023, solo <strong>220,4 miliardi di dollari</strong> hanno sostenuto interventi di questo tipo e <strong>il contributo del capitale privato si &egrave; fermato a 23,4 miliardi</strong>. Per centrare gli obiettivi globali su biodiversit&agrave;, clima e ripristino degli ecosistemi, gli investimenti dovrebbero <strong>aumentare di due volte e mezzo</strong>, raggiungendo i 571 miliardi di dollari l&rsquo;anno entro il 2030. Una cifra che equivale ad appena lo 0,5% del Pil mondiale.</p>&#13;
<p><img decoding="async" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2026/natura%2C_flussi_negativi.jpg" alt="" width="90%" /></p>&#13;
<h3><strong>Le priorit&agrave; d&rsquo;intervento</strong></h3>&#13;
<p>Per colmare questo divario, il Rapporto propone un nuovo approccio operativo, sintetizzato nella &ldquo;<strong>Nature transition X-curve</strong>&rdquo;, pensata per guidare governi e imprese nell&rsquo;eliminazione graduale di sussidi e investimenti dannosi. L&rsquo;analisi mostra come il reindirizzamento anche di una minima parte dei flussi oggi nocivi potrebbe colmare il gap finanziario e sbloccare un&rsquo;economia di &ldquo;transizione per la natura&rdquo; dal valore di <strong>mille miliardi di dollari</strong>.</p>&#13;
<p>Il primo nodo da sciogliere riguarda la <strong>riforma dei sussidi dannosi per l&rsquo;ambiente</strong> e l&rsquo;allineamento dei bilanci pubblici agli obiettivi della Convenzione di Rio, superando la contraddizione tra impegni internazionali e politiche fiscali che continuano a incentivare attivit&agrave; distruttive. A questo si affianca la necessit&agrave; di rafforzare in modo significativo gli investimenti pubblici nelle <strong>soluzioni basate sulla natura</strong>, soprattutto laddove si tratta di beni pubblici e servizi ecosistemici che il mercato tende a sottovalutare o ignorare.</p>&#13;
<p>Un ruolo centrale spetta poi alla <strong>regolamentazione e agli incentivi governativi</strong>. In questa direzione, l&rsquo;Unep sottolinea l&rsquo;importanza di <strong>rendere obbligatoria la comunicazione dei rischi </strong>e degli impatti legati alla natura, cos&igrave; da rendere visibili i costi delle <strong>esternalit&agrave; negative</strong>, fino a ora generati dal sistema economico ma scaricati sulle spalle della collettivit&agrave;.</p>&#13;
<p>Infine, il Rapporto sottolinea che occorre ampliare la <strong>finanza mista</strong> a sostegno delle attivit&agrave; sostenibili e rafforzare gli strumenti di riduzione del rischio.</p>&#13;
<p><strong><a href="https://wedocs.unep.org/items/a4a8edaa-3896-4811-b527-1583dfce7201">Scarica il Rapporto</a></strong></p>&#13;
<p>&nbsp;</p>&#13;
<p><em>Copertina: <a href="https://unsplash.com/it/foto/la-mietitrebbia-che-lavora-in-una-foresta-U4YTIGoZENI" target="_blank" rel="noopener">GettyImages/Unsplash</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/per-ogni-dollaro-investito-in-favore-della-natura-ce-ne-sono-30-che-la-distruggono/">Per ogni dollaro investito in favore della natura ce ne sono 30 che la distruggono</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>FOCUS. Le proposte del Festival dello sviluppo sostenibile in vista del Summit sul futuro</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/focus-le-proposte-del-festival-dello-sviluppo-sostenibile-in-vista-del-summit-sul-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#News_aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella tavola rotonda dell’evento conclusivo, il contributo alla preparazione del vertice Onu attraverso quattro analisi di esperti di grande livello: giustizia intergenerazionale, rapporto con l’AI, multilateralismo e giustizia climatica. Video e testo integrali.  [Da FUTURAnetwork.eu] 29/5/24</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/focus-le-proposte-del-festival-dello-sviluppo-sostenibile-in-vista-del-summit-sul-futuro/">FOCUS. Le proposte del Festival dello sviluppo sostenibile in vista del Summit sul futuro</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&rsquo;ottava edizione del Festival dello sviluppo sostenibile dell&rsquo;ASviS si &egrave; chiusa il 23 maggio alla Camera, presso l&rsquo;Aula dei Gruppi Parlamentari, con l&rsquo;evento &ldquo;<a href="https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-20711/termina-il-festival-un-patrimonio-di-partecipazione-democratica-da-valorizzare"><strong>Urgenze, aspettative e impegni per lo sviluppo sostenibile: verso il &lsquo;Summit sul futuro&rsquo; delle Nazioni unite</strong></a>&rdquo;. Gi&agrave; il titolo era un richiamo forte al vertice convocato dal segretario generale dell&rsquo;Onu <strong>Antonio Guterres</strong> per il <strong>22 e 23 settembre 2024</strong> a New York, con l&rsquo;obiettivo di forgiare un sistema multilaterale pi&ugrave; efficace, interconnesso e inclusivo.</p>&#13;
<p>Di questo si &egrave; discusso nella sessione centrale dell&rsquo;evento ASviS, condotta dalla giornalista del TG3 Maria Cuffaro, ha voluto fornire un contributo alla preparazione del Summit attraverso quattro prospettive: la giustizia intergenerazionale, con la presidente emerita della Corte costituzionale <strong>Silvana Sciarra</strong&gt;; la regolazione dell&rsquo;intelligenza artificiale e il rapporto con gli umani, affrontato da <strong>Padre Paolo Benanti</strong>, presidente della Commissione Ai per l&rsquo;informazione istituita dal Consiglio dei ministri, nonch&eacute; membro del Comitato Onu di esperti sull&rsquo;Artificial Intelligence; il futuro del multilateralismo, con il presidente dell&rsquo;Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) <strong>Giampiero Massolo</strong&gt;; la giustizia climatica e le istituzioni finanziarie, con <strong>Eleonora Cogo</strong>, esperta senior Finanza Internazionale in Ecco think tank. Di ciascun relatore riportiamo i testi integrali, mentre qui sotto si pu&ograve; trovare un video completo degli interventi.</p>&#13;
<div style="max-width: 600px; margin: 0 auto;">&#13;
<div class="video-container"><iframe id="videoplayer" src="https://www.youtube.com/embed/dOhJfVud3DE" width="852">&#13;
</iframe></div>&#13;
</div>&#13;
<h2><span style="color: #000000;"><strong>La responsabilit&agrave; verso le generazioni future</strong><strong>&nbsp;</strong></span></h2>&#13;
<p><strong>Giovani e democrazia</strong> &egrave; stato il filo conduttore del <strong><a href="/public/asvis2/files/News/Sciarra_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">discorso</a></strong> di <strong>Silvana Sciarra</strong>, che ha affrontato nell&rsquo;ordine la <strong>riforma dell&rsquo;articolo</strong> 9, che introduce la tutela dell&rsquo;ambiente &ldquo;anche nell&rsquo;interesse delle future generazioni&rdquo;, <strong>e dell&rsquo;articolo 41 della Costituzione</strong>, ma anche le <strong>azioni legali dei cittadini</strong> relative agli impatti dei cambiamenti climatici e le relative sentenze delle corti, e il <strong>rapporto dei magistrati con la scienza</strong>. Sciarra ha detto che le revisioni costituzionali rappresentano un <strong>punto di grande avanzamento giuridico</strong>, in linea con le principali fonti europee e internazionali. Ha osservato che a livello europeo la nozione di <strong>responsabilit&agrave; verso le generazioni future</strong>, oltre che di quelle presenti, &egrave; interessante perch&eacute; ha messo in moto una serie di azioni a tutela dei pi&ugrave; giovani.</p>&#13;
<p>Sciarra ha anche ricordato che l&rsquo;<strong>articolo 3 del Trattato dell&rsquo;Unione europea </strong>stabilisce che l&rsquo;Ue deve adoperarsi per uno sviluppo sostenibile basato su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;ambiente, promozione del progresso scientifico e tecnologico. E l&rsquo;<strong>articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali</strong> <strong>dell&rsquo;Ue</strong> parla di un livello elevato di tutela dell&rsquo;ambiente e del principio dello sviluppo sostenibile. &ldquo;Credo che sia veramente un po&rsquo; ipocrita cercare di uscire da vincoli che sono molto precisi&rdquo;, ha commentato.</p>&#13;
<p>L&rsquo;inazione dei governi sul cambiamento climatico viola i diritti umani? La risposta &egrave; s&igrave;. La giurista ha citato la <strong>recente sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo</strong>, che ha condannato la Svizzera per la mancata adozione di misure in materia climatica, riconoscendo di fatto per la prima volta la relazione tra difesa del clima e tutela dei diritti umani. L&rsquo;azione legale era stata&nbsp;avviata da un&#8217;associazione, la Verein KlimaSeniorinnen Schweiz, che riunisce donne ultrasessantacinquenni. &ldquo;&Egrave; una sentenza di grandissimo rilievo&rdquo;, ha sottolineato Sciarra. Sul <strong>rapporto tra magistratura e scienza</strong>, la giurista ha affermato che &ldquo;i giuristi e le corti devono ascoltare la scienza e devono entrare in un dialogo fra linguaggi che sono diversi ma complementari, se si vuole tutelare le future generazioni e anche le generazioni presenti&rdquo;.</p>&#13;
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Il giornalismo di fronte alle sfide dell&rsquo;AI</strong></span></h2>&#13;
<p><strong>Padre Paolo Benanti</strong> ha effettuato un&rsquo;<strong><a href="/public/asvis2/files/News/Benanti_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">ampia disamina</a></strong> sulle questioni pi&ugrave; rilevanti legate all&rsquo;intelligenza artificiale. Per difendere il <strong>ruolo del giornalismo di fronte a un&rsquo;AI generativa</strong> che scrive libri e articoli, &egrave; necessario che ci&ograve; che &egrave; prodotto dall&rsquo;uomo, o viceversa dalla macchina, sia chiaramente riconoscibile. In merito all&rsquo;<strong>AI Act dell&rsquo;Unione europea</strong> che sta per entrare in vigore, Benanti ha riconosciuto che &ldquo;mette al centro il cittadino consumatore&rdquo; e &ldquo;<strong>non prende di mira una tecnologia specifica</strong>, bens&igrave; l&rsquo;effetto che una famiglia di tecnologie sui diritti fondamentali della persona&rdquo;.</p>&#13;
<p>Per il teologo c&rsquo;&egrave; per&ograve; un problema: le grandi compagnie operanti in questo settore hanno sede in Stati che non fanno parte dell&rsquo;Unione europea, e quindi resta da vedere quanto sar&agrave; applicabile, in termini tecnici, l&rsquo;enforcement della legge. Il vero collo di bottiglia di tutta la questione non sono neanche i dati o le informazioni, ha aggiunto, ma la <strong>capacit&agrave; computazionale</strong>, ossia i chip che mandano avanti questo motore, che &egrave; in mano a un&rsquo;unica grande nazione, gli Stati Uniti. C&rsquo;&egrave; poi <strong>il rischio che l&rsquo;AI sar&agrave; appannaggio di pochi grandi soggetti globali</strong>, con effetti di controllo sulle popolazioni e il rifiuto dell&rsquo;idea dell&rsquo;intelligenza artificiale come bene collettivo. Benanti ha concluso cos&igrave;: &ldquo;Se il primo decennio &egrave; stato quello dello smartphone e il secondo quello della digitalizzazione,&nbsp;<strong>il terzo decennio, con l&rsquo;avvento dell&rsquo;intelligenza artificiale, produce un cambiamento</strong>, perch&eacute; i processi e servizi che verranno saranno mediati dal cloud, che &egrave; una forma di centralizzazione. Dovremmo capire cosa sar&agrave; centralizzato e cosa sar&agrave; deciso dai singoli, che &egrave; una costituzione democratica&rdquo;.</p>&#13;
<h2><span style="color: #000000;"><strong>L&rsquo;Onu e il paradosso del &ldquo;comma 22&rdquo;</strong></span></h2>&#13;
<p><strong>Giampiero Massolo </strong>si &egrave; soffermato sul <strong><a href="/public/asvis2/files/News/Massolo_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">futuro delle istituzioni multilaterali</a></strong>, parlando della &ldquo;crisi di un ordine mondiale che &egrave; quello liberale, basato sul primato dell&rsquo;Occidente&rdquo;.&nbsp;Le cause sono molteplici: una globalizzazione mal gestita, la pandemia, governi crescentemente alle prese con problemi complessi e con la pressione degli elettorati. Incalzato da Cuffaro sulle prospettive di riforma delle Nazioni Unite, Massolo ha detto che&nbsp;<strong>l&rsquo;Onu &egrave; bloccata da una sorta di</strong>&nbsp;<strong>comma 22</strong>, evocando il paradosso formulato da Joseph Heller nel romanzo&nbsp;<em>Catch 22&nbsp;</em>per rappresentare una situazione in cui si &egrave;&nbsp;<strong>intrappolati da regole o condizioni contradditorie</strong>.</p>&#13;
<p>Per Massolo, bisogna <strong>uscire dalla logica paralizzante per cui gli Stati</strong> membri stessi, attraverso il loro disaccordo, <strong>rendono inefficace l&rsquo;azione multilaterale</strong> e cercare di favorire, attraverso il metodo della cointeressenza, un &ldquo;<strong>multilateralismo dal basso</strong>&rdquo;, con il <strong>coinvolgimento del settore privato</strong>, perch&eacute; &ldquo;non possiamo lasciare il lavoro solo agli Stati, hanno risorse scarse e vengono guidati da interessi contingenti&rdquo;. Infine un passaggio sul <strong>Sud globale</strong>, che &ldquo;<strong>non &egrave; una categoria omogenea</strong>, non &egrave; solo il vecchio non allineamento al quale eravamo abituati, ma &egrave; fatto di una grande maggioranza di Paesi che non vuole essere messo in una condizione di scelta fra i valori dell&rsquo;Occidente, la convenienza e la sicurezza&rdquo;.</p>&#13;
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Il terzo rischio per il clima</strong></span></h2>&#13;
<p>L&rsquo;ultimo <strong><a href="/public/asvis2/files/News/Cogo_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">intervento</a></strong> della tavola rotonda &egrave; stato quello di <strong>Eleonora Cogo</strong>, che ha posto un tema sul tavolo: <strong>le grandi istituzioni finanziarie come il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale sono ancora adatte a rispondere alle crisi attuali?</strong> C&rsquo;&egrave; un lavoro importante che viene fatto all&rsquo;interno della Banca Mondiale, ha riconosciuto la rappresentante di Ecco, con la presentazione di un piano per una &ldquo;<strong>evolution roadmap</strong>&rdquo;, che cerca di mantenere il principio cardine di ridurre la povert&agrave;, ma anche di generare una prosperit&agrave; pi&ugrave; condivisa. Un&rsquo;altra direttrice &egrave; quella del cambiamento climatico e della sostenibilit&agrave; degli ecosistemi che supportano la vita sulla Terra. Tuttavia, &egrave; l&rsquo;analisi di Cogo, <strong>queste azioni stanno avvenendo con un passo non abbastanza rapido</strong>.</p>&#13;
<p>Sulla <strong>gestione del debito</strong>, Cogo ha evidenziato che &ldquo;<strong>&egrave; un problema complesso da risolvere</strong>&rdquo; perch&eacute; &ldquo;nella crisi dei primi anni Duemila il gruppo di attori coinvolto era molto pi&ugrave; piccolo, oggi&nbsp;<strong>sono entrati in gioco attori nuovi</strong>, <strong>soprattutto privati</strong>&rdquo;. Sono stati fatti tentativi in ambito G20, ad esempio con l&rsquo;istituzione di un quadro comune sul debito che per i Paesi pi&ugrave; poveri &ldquo;cerca di portare tutti i creditori attorno a un tavolo per trovare delle soluzioni per il Paese debitore&rdquo;. Tuttavia, secondo Cogo <strong>i risultati non sono ancora soddisfacenti</strong>, poich&eacute; &ldquo;i tempi di negoziazione si sono prolungati anzich&eacute; accorciarsi&rdquo;. Cogo ha concluso richiamando l&rsquo;importanza di aumentare i <strong>finanziamenti per il clima</strong>: &ldquo;La cosa che mi preoccupa di pi&ugrave; (oltre alla mitigazione e all&rsquo;adattamento, ndr) &egrave; la&nbsp;<strong>terza faccia del cambiamento climatico</strong>,&nbsp;<strong>le perdite e i danni</strong>, per cui &egrave; stato finalizzato il fondo alla Conferenza sul clima dello scorso anno. Questo &egrave; un argomento che richiede&nbsp;<strong>forme di finanziamento nuove</strong>&rdquo;.&nbsp;</p>&#13;
<p>A soli quattro mesi dal Summit del futuro, i documenti preparatori e le linee di attivit&agrave; stanno prendendo sempre pi&ugrave; forma. Tra le iniziative principali si segnalano la proposta di un <strong><a href="https://www.un.org/en/content/common-agenda-report/" target="_blank" rel="noopener">vertice biennale sull&rsquo;economia mondiale</a></strong> per espandere i finanziamenti allo sviluppo per l&rsquo;Agenda 2030; una <strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-global-digital-compact-zero-draft.pdf" target="_blank" rel="noopener">piattaforma di emergenza</a></strong> per affrontare meglio shock globali come pandemie o disastri ambientali su larga scala; un <strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/sotf-global-digital-compact-zero-draft.pdf" target="_blank" rel="noopener">Patto digitale globale</a></strong> basato sui diritti umani, per gettare le basi per una pi&ugrave; ampia governance della tecnologia, compresa l&#8217;intelligenza artificiale; una&nbsp;<strong><a href="https://www.un.org/sites/un2.un.org/files/co-facilitators_zero_draft_of_the_declaration_on_future_generations_26_march_2024_final_.pdf" target="_blank" rel="noopener">Dichiarazione sulle generazioni future</a></strong>.</p>&#13;
<p>Leggi gli interventi integrali</p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/News/Sciarra_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">Silvana Sciarra</a></strong></p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/News/Benanti_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">Padre Paolo Benanti</a></strong></p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/News/Massolo_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">Giampiero Massolo</a></strong></p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/News/Cogo_Festival.pdf" target="_blank" rel="noopener">Eleonora Cogo</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/focus-le-proposte-del-festival-dello-sviluppo-sostenibile-in-vista-del-summit-sul-futuro/">FOCUS. Le proposte del Festival dello sviluppo sostenibile in vista del Summit sul futuro</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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		<title>Eurobarometro: verso le elezioni, in aumento la fiducia nell’Unione europea</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/eurobarometro-verso-le-elezioni-in-aumento-la-fiducia-nellunione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[#News_aziende]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://staging.arsdue.com/eurobarometro-verso-le-elezioni-in-aumento-la-fiducia-nellunione-europea/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Novità 29.4-26.5. Sondaggi sulle elezioni europee. Indagine su Facebook e Instagram: presunte violazioni alle norme su disinformazione e tutela dei minori. Protezione dell’integrità delle elezioni da ingerenze straniere. <br />
 Consulta la rassegna dal 29 aprile al 26 maggio</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/eurobarometro-verso-le-elezioni-in-aumento-la-fiducia-nellunione-europea/">Eurobarometro: verso le elezioni, in aumento la fiducia nell’Unione europea</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2><strong>Sondaggi dell&rsquo;Eurobarometro: elezioni, aspettative per l&rsquo;Europa, giovani</strong></h2>&#13;
<p>In vista delle elezioni europee del 6-9 giugno l&rsquo;Eurobarometro ha effettuato un nuovo <strong><a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3216" target="_blank" rel="noopener">sondaggio pubblicato il 23 maggio</a></strong>. Quasi tre quarti degli intervistati (74%) affermano di <strong>sentirsi cittadini dell&#8217;Ue</strong>, ancora una volta il livello pi&ugrave; alto in oltre vent&#8217;anni. Oltre sei cittadini dell&#8217;Ue su dieci (62% media Ue &#8211; 68% Italia) sono inoltre <strong>ottimisti riguardo al futuro dell&#8217;Ue</strong>, facendo registrare un lieve aumento rispetto al sondaggio precedente nell&#8217;autunno 2023. Anche la <strong>fiducia nell&#8217;Ue</strong> &egrave; aumentata ed &egrave; ora pari al 49% (50% Italia), mentre la fiducia nei governi nazionali si attesta al 33% (31% Italia). Quasi sei cittadini dell&#8217;Ue su dieci sono soddisfatti del <strong>funzionamento della democrazia </strong>nell&#8217;Ue (57% media Ue &#8211; 55% Italia) e nel loro Paese (58% media Ue &#8211; 53% Italia).&nbsp;</p>&#13;
<p>Le <strong>priorit&agrave; politiche</strong> sono individuate con la sicurezza e la difesa al primo posto (34% media Ue e 33% Italia) e le politiche climatico-ambientali a seguire (30% media Ue e Italia). Da notare che per l&rsquo;Italia emergono altre due priorit&agrave; su percentuali superiori al 30%: al 34% l&rsquo;economia (intesa come competitivit&agrave; e debito pubblico), al 32% l&rsquo;occupazione.</p>&#13;
<p>Alla domanda sulla <strong>fiducia nei partiti politici</strong>, solo il 20% della media Ue (18% Italia) risponde che tende ad aver fiducia. Alla domanda <strong>se il proprio Paese pu&ograve; fronteggiare meglio le sfide al di fuori dell&rsquo;Ue,</strong> il 30% delle media Ue (42% Italia) si dichiara d&rsquo;accordo, mentre alla domanda <strong>se pi&ugrave; decisioni devono essere assunte a livello di Ue</strong>, il 58% della media Ue (66% Italia) si dichiara d&rsquo;accordo.</p>&#13;
<p>Alla domanda su <strong>quale valore meglio rappresenta l&rsquo;Ue</strong>, gli intervistati mettono <strong>al primo posto la pace</strong> con il 39% (Italia 36%), seguita dalla democrazia per il 35% (Italia 34%).</p>&#13;
<p>Per la <strong>difesa e le spese militari</strong>, il 71% della media Ue (65% Italia) concorda che l&rsquo;Ue deve rafforzare la sua capacit&agrave; di produrre armi. Il 69% (73% Italia) degli intervistati si dichiara in favore di una <strong>politica estera comune</strong>.</p>&#13;
<p>Percentuali alte (oltre il 60-70%) sono in favore di <strong>politiche comuni</strong> <strong>dell&rsquo;Unione</strong> per il commercio, migrazione e asilo, energia, salute, mercato digitale, estensione dell&rsquo;euro come moneta unica.</p>&#13;
<p>Alta &egrave; la percentuale di quanti sono d&rsquo;accordo che ogni accordo commerciale dell&rsquo;Ue includa i pi&ugrave; alti standard climatici, ambientali e di protezione dei lavoratori (79% media Ue, 80% Italia).&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>&#13;
<p>Per la <strong>transizione energetica</strong>, alla domanda se l&rsquo;Ue deve massivamente investire nelle energie rinnovabili &egrave; d&rsquo;accordo l&rsquo;83% della media Ue (84% Italia), e che ci&ograve; nel lungo termine porter&agrave; a una riduzione del prezzo dell&rsquo;energia si dichiara d&rsquo;accordo il 76% media Ue (80% Italia). Se l&rsquo;Ue deve inoltre investire di pi&ugrave; nell&rsquo;efficienza energetica e ridurre la dipendenza dalle importazioni di beni da Paesi non Ue si dichiara d&rsquo;accordo l&rsquo;83% della media Ue, pari per l&rsquo;Italia).</p>&#13;
<p>Precedentemente, il 13 maggio l&rsquo;Eurobarometro ha pubblicato un <strong><a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3181" target="_blank" rel="noopener">sondaggio specifico sui giovani e la democrazia</a></strong> . Il sondaggio riferisce che <strong>il 64% (67% Italia) dei giovani dichiara di voler votare</strong>. Mentre il 38% (40% Italia) ha dichiarato di ritenere che il voto sia l&#8217;azione pi&ugrave; efficace per far sentire la propria voce, circa il 19% (15% Italia) ha dichiarato di non essere interessato alla politica. Domande specifiche del sondaggio riguardano la partecipazione dei giovani ad attivit&agrave; d&rsquo;impegno civico, studio e altre attivit&agrave; sociali, agli stili di vita in relazione agli impatti ambientali, alla salute, alle competenze digitali e alla capacit&agrave; di riconoscere la disinformazione.</p>&#13;
<p>Sulle <strong>aspettative dei giovani da parte dell&rsquo;Europa</strong>, al primo posto (37% media Ue &#8211; 33% Italia) c&rsquo;&egrave; l&rsquo;aspettativa di preservare la pace, e al secondo posto (34% media Ue &#8211; 32% Italia) il contrasto alla povert&agrave; e alle diseguaglianze. Per l&rsquo;Italia &egrave; al 33% anche l&rsquo;incremento delle opportunit&agrave; di lavoro per i giovani.</p>&#13;
<h2><strong>Novit&agrave; dalla Commissione europea</strong></h2>&#13;
<p><strong>&nbsp;</strong>La Commissione europea ha presentato il 13 maggio <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_2489" target="_blank" rel="noopener">orientamenti e raccomandazioni per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in vista dell&#8217;anniversario del piano RePowerEu</a>, </strong>specificamente con la <strong><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/recommendation-and-guidance-speeding-permit-granting-renewable-energy-and-related-infrastructure_en" target="_blank" rel="noopener">raccomandazione aggiornata sull&#8217;accelerazione delle procedure autorizzative e nei relativi orientamenti</a></strong> in cui evidenzia come migliorare le procedure di pianificazione e autorizzazione per le energie rinnovabili e i relativi progetti infrastrutturali nell&#8217;Ue. Gli orientamenti aggiornati in materia di autorizzazioni forniscono esempi di buone pratiche su procedure di rilascio delle autorizzazioni pi&ugrave; rapide e semplici; sottolinea l&#8217;importanza della digitalizzazione e della partecipazione della comunit&agrave;, delle risorse umane e delle competenze; e illustra come gestire al meglio le procedure di selezione dei siti e le connessioni di rete.</p>&#13;
<p>In parallelo &egrave; stato adottato un ulteriore <strong><a href="https://energy.ec.europa.eu/publications/guidance-designating-renewables-acceleration-areas_en" target="_blank" rel="noopener">documento di orientamento sulla designazione delle zone di accelerazione per le energie rinnovabili</a></strong>, ai sensi della <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_23_4754" target="_blank" rel="noopener"><u>direttiva riveduta sulle energie rinnovabili.</u></a></strong></p>&#13;
<p>Attuando verifiche del rispetto della<strong> <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/safer-online" target="_blank" rel="noopener">legge sui servizi digitali</a></strong>, la Commissione ha avviato due procedimenti nei confronti di <strong>Meta</strong> quale fornitore di <strong>Facebook e Instagram</strong>. Il primo in data <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_2373" target="_blank" rel="noopener">30 aprile</a></strong> in relazione a presunte violazioni relative alle pratiche di Meta su <strong>pubblicit</strong><strong>&agrave; ingannevole, disinformazione</strong> e ai <strong>contenuti politici</strong> sui suoi servizi. Il secondo del <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_2664">16 maggio</a></strong> in relazione alla <strong>protezione dei minori</strong>, a presunzione di inadeguata e carente applicazione della norma in materia di valutazione e attenuazione dei rischi causati dalla progettazione delle interfacce online, che possono sfruttare le debolezze e l&#8217;inesperienza dei minori e causare comportamenti di dipendenza, incidendo sul loro benessere fisico e mentale, sul rispetto dei loro diritti.&nbsp;&nbsp;</p>&#13;
<p>La Commissione europea con <strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_24_2674" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa del 23 maggio</a></strong>, informa di aver <strong>deferito l&rsquo;Italia alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea</strong> <strong>per la mancata elaborazione e comunicazione dei suoi piani di gestione dello spazio marittimo.</strong><strong><u> </u></strong></p>&#13;
<p>Nel rispetto della <strong><a href="https://data.europa.eu/eli/dir/2014/89/oj" target="_blank" rel="noopener">direttiva 2014/89/UE</a></strong>,<strong> </strong>gli stati costieri dell&rsquo;Ue dovevano elaborare piani di gestione dello spazio marittimo entro e non oltre il 31 marzo 2021. L&rsquo;Italia risulta inadempiente nonostante anche l&#8217;invio di una lettera di costituzione in mora nel dicembre 2021 e di un parere motivato nell&#8217;aprile 2023.</p>&#13;
<p>Di particolare interesse &egrave; la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52024DC0206&amp;qid=1716621230985" target="_blank" rel="noopener">relazione sull&rsquo;Unione della salute</a></strong> presentata il 22 maggio, con cui la Commissione riassume i risultati del suo mandato a partire dalla risposta alla crisi del Covid-19.&nbsp;</p>&#13;
<h2><strong>Novit&agrave; dal Consiglio dell&rsquo;Unione</strong></h2>&#13;
<p>Il 21 maggio il Consiglio dell&rsquo;Ue ha adottato <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/democratic-resilience-council-approves-conclusions-on-safeguarding-electoral-processes-from-foreign-interference/" target="_blank" rel="noopener">conclusioni sulla protezione dei processi elettorali dalle ingerenze straniere</a></strong>. Partendo dall&rsquo;assunto di principio che <em>le nostre democrazie, fondate su scelte politiche libere e ben informate, devono essere protette da qualsiasi forma di ingerenza straniera. Con miliardi di cittadini chiamati a votare in tutto il mondo nel 2024, comprese le elezioni del Parlamento europeo, <strong>la resilienza democratica rimarrà al centro dell&#8217;agenda del Consiglio</strong></em>.</p>&#13;
<p>Il Consiglio evidenzia l&rsquo;importanza cruciale di rispondere al fenomeno delle ingerenze, che si manifesta con la manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri, statali e non statali, attraverso <strong>campagne ibride</strong> che possono includere anche attivit&agrave; informatiche dolose e altri elementi, come il ricorso all&#8217;intelligenza artificiale e ai deep fake. Nelle conclusioni il Consiglio elenca la panoramica dei vari meccanismi a disposizione dell&#8217;Ue per contrastare il fenomeno, il <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-10016-2022-INIT/it/pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>pacchetto di strumenti contro le minacce ibride</strong></a>, il pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e i gruppi di risposta rapida alle minacce ibride, come anche il regolamento sui servizi digitali, il codice rafforzato di buone pratiche sulla disinformazione, il regolamento europeo sulla libert&agrave; dei media.</p>&#13;
<p>Il Consiglio ha in particolare portato in chiusura diversi dei <strong>processi avviati nella legislatura del Parlamento europeo 2019-2024</strong>. Alcuni tra questi d&rsquo;importanza strategica, quali <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/04/29/economic-governance-review-council-adopts-reform-of-fiscal-rules" target="_blank" rel="noopener">la riforma delle regole di bilancio</a></strong>, le norme relative al <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/14/the-council-adopts-the-eu-s-pact-on-migration-and-asylum" target="_blank" rel="noopener">patto sulla migrazione e l&#8217;asilo</a></strong>, la direttiva <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/24/corporate-sustainability-due-diligence-council-gives-its-final-approval" target="_blank" rel="noopener">sul dovere di diligenza delle imprese</a></strong>, il regolamento sull&rsquo;<strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/artificial-intelligence-ai-act-council-gives-final-green-light-to-the-first-worldwide-rules-on-ai/" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza artificiale</a></strong>. Ancora le direttive su <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/04/29/council-adopts-revised-breakfast-directives-to-strengthen-marketing-standards-and-improve-consumer-information/" target="_blank" rel="noopener">informazioni relative all&rsquo;etichettatura e denominazione</a></strong> di miele, succhi di frutta, confetture e latte disidratato (cosiddette &ldquo;direttive colazione&rdquo;), le <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/13/council-gives-final-green-light-to-a-targeted-review-of-the-common-agricultural-policy/" target="_blank" rel="noopener">norme rivedute della Pac</a></strong>, le direttive sul <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/07/council-adopts-first-ever-eu-law-combating-violence-against-women/" target="_blank" rel="noopener">contrasto alla violenza contro le donne</a></strong> e sul <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/07/strengthening-the-role-of-equality-bodies-across-the-eu-council-adopts-two-directives/" target="_blank" rel="noopener">rafforzamento degli organismi di parit&agrave;</a></strong>, le norme di <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/electricity-market-reform-council-signs-off-on-updated-rules/" target="_blank" rel="noopener">riforma del mercato elettrico</a></strong> e del <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/fit-for-55-council-signs-off-on-gas-and-hydrogen-market-package/" target="_blank" rel="noopener">gas e idrogeno</a></strong>, sulle <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/fit-for-55-council-signs-off-on-gas-and-hydrogen-market-package/" target="_blank" rel="noopener">emissioni di Co2 dei veicoli pesanti</a></strong>, il regolamento per velocizzare lo <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/04/29/gigabit-infrastructure-act-council-gives-final-green-light-to-faster-deployment-of-high-speed-networks-in-the-eu/" target="_blank" rel="noopener">sviluppo delle reti gigabit</a></strong>, la direttiva per <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/04/29/council-adopts-directive-to-delay-reporting-obligations-for-certain-sectors-and-third-country-companies/" target="_blank" rel="noopener">posticipare gli obblighi di rendicontazione per alcuni settori e imprese di Paesi terzi</a></strong> al 30 giugno 2026.</p>&#13;
<p>Alcune conclusioni del Consiglio sono state assunte anche in <strong>prospettiva strategica verso il futuro mandato legislativo</strong>. Tra queste in particolare si segnalano le conclusioni <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/24/council-adopts-conclusions-on-the-future-of-the-single-market/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Un mercato unico a vantaggio di tutti&#8221;</a></strong>, in cui il Consiglio chiede una nuova strategia olistica per il mercato unico incentrata sul miglioramento del relativo quadro normativo al fine di incrementare i potenziali benefici, sulla base della relazione &ldquo;<strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/media/ny3j24sm/much-more-than-a-market-report-by-enrico-letta.pdf" target="_blank" rel="noopener">Much more than a market</a></strong>&rdquo; affidata dal Consiglio a Enrico Letta, gi&agrave; presentata al Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 aprile 2024 (vedi il terzo punto della <strong><a href="https://asvis.it/rubrica-europa-e-agenda-2030/1339-20459/vertice-di-la-hulpe-futuro-delleuropa-sociale-e-delleuropa-competitiva">nostra rubrica del 23 aprile</a></strong>).</p>&#13;
<p>Altre conclusioni di visione strategica hanno riguardato il <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/24/council-adopts-conclusions-on-the-future-of-industrial-policy/" target="_blank" rel="noopener">futuro della politica industriale</a></strong>, le principali <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/eu-digital-policy-council-identifies-main-priorities-for-the-next-legislative-cycle/" target="_blank" rel="noopener">priorit&agrave; per lo sviluppo della trasformazione digitale nel prossimo ciclo legislativo</a></strong>, <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/23/council-adopts-conclusions-on-the-contribution-of-space-to-europe-s-competitiveness/" target="_blank" rel="noopener">il contributo dello spazio alla competitivit&agrave; dell&rsquo;Europa</a></strong>, sul <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/21/cybersecurity-council-approves-conclusions-for-a-more-cyber-secure-and-resilient-union/" target="_blank" rel="noopener">futuro della cibersicurezza</a></strong>, su&nbsp; <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/07/council-commends-2022-external-actions-and-calls-for-further-steps-on-climate-and-biodiversity/" target="_blank" rel="noopener">ulteriori azioni in materia di clima e biodiversit&agrave; nella politica esterna</a></strong>, per il miglioramento della competitivit&agrave; nei <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/24/council-adopts-conclusions-on-the-court-of-auditors-report-on-public-procurement/" target="_blank" rel="noopener">procedimenti relativi agli appalti pubblici</a></strong> con riferimento a una <strong><a href="https://www.eca.europa.eu/en/publications?ref=SR-2023-28" target="_blank" rel="noopener">relazione </a></strong>presentata dalla Corte dei conti europea. Con le conclusioni sulla <strong><a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2024/05/23/council-approves-conclusions-on-the-evaluation-of-horizon-2020/" target="_blank" rel="noopener">valutazione di Orizzonte 2020</a></strong>, il Consiglio esprime indicazioni per il futuro ciclo dei programmi di ricerca europea 2028-2034.</p>&#13;
<p>di Luigi Di Marco</p>&#13;
<p>&nbsp;</p>&#13;
<p><strong><a href="/public/asvis2/files/Rubrica_Europa_e_Agenda_2030/2024/Rassegna_Rubrica_Europa_16.24.pdf" target="_blank" rel="noopener">Consulta la rassegna dal 29 aprile al 26 maggio</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/eurobarometro-verso-le-elezioni-in-aumento-la-fiducia-nellunione-europea/">Eurobarometro: verso le elezioni, in aumento la fiducia nell’Unione europea</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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		<title>Sondaggi europee 2024: italiani alle urne per senso del dovere e poco preparati</title>
		<link>https://staging.arsdue.com/sondaggi-europee-2024-italiani-alle-urne-per-senso-del-dovere-e-poco-preparati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[@goal16]]></category>
		<category><![CDATA[#ASviS_Altre_News]]></category>
		<category><![CDATA[#News_aziende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Swg: la quota di coloro che dichiarano l’intenzione di votare è simile all’edizione 2019, ma in netto calo rispetto al 2004. I giovani i meno motivati. Per aumentare l’affluenza puntare su scuola e voto digitale. 23/5/24</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In vista delle elezioni europee di giugno, che in Italia si svolgeranno nei giorni 8 e 9, la societ&agrave; <strong>Swg </strong>ha condotto due sondaggi tra le cittadine e i cittadini italiani, il <a href="https://www.swg.it/pa/attachment/6639de49db74c/Radar_29%20aprile%20-%205%20maggio%202024.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>primo</strong> </a>&nbsp;tra il 29 aprile e il 5 maggio e il <strong><a href="https://www.swg.it/pa/attachment/664353f097027/Radar_6%20-%2012%20maggio%202024.pdf" target="_blank" rel="noopener">secondo</a></strong> dal 6 al 12 maggio, per rilevarne gli stati d&rsquo;animo, le intenzioni al voto e gli aspetti che incideranno sulla scelta dei partiti italiani candidati al nuovo <strong>Parlamento europeo</strong>, l&rsquo;unica istituzione dell&rsquo;Unione europea direttamente eletta dai cittadini, vale la pena ricordarlo, e che negli ultimi decenni ha visto ampliato il proprio potere legislativo, influenzando numerosi ambiti delle nostre vite.</p>&#13;
<h2><strong>Si va alle urne per senso del dovere e con scarse conoscenze </strong></h2>&#13;
<p>Nell&rsquo;ultimo anno si &egrave; registrato un aumento dell&rsquo;8% della quota di coloro che si dichiarano lontani dalla politica, ritenuta incapace di guidare il Paese a prescindere da chi stia al governo. Ma il senso del dovere c&rsquo;&egrave;, ed &egrave; la principale motivazione che porter&agrave; i cittadini a recarsi alle urne per le europee (46%); poi viene il desiderio di cambiare l&rsquo;Ue (22%) e renderla pi&ugrave; forte (19%). All&rsquo;appuntamento che imprimer&agrave; la nuova direzione della politica internazionale ci si va, per&ograve;, con un livello di conoscenze superficiale: <strong>solo una persona su 10 si &egrave; dichiarata &ldquo;molto informata&rdquo; sui partiti italiani candidati, </strong>e meno di una su 3 conosce &ldquo;almeno vagamente&rdquo; il meccanismo di elezione del la Commissione europea, l&rsquo;organo esecutivo del Parlamento, e del suo presidente. <strong>A dichiarare l&rsquo;intenzione al voto &egrave; il 57%, </strong>una quota stabile rispetto alle elezioni del 2019, ma ben lontana da quella registrata nel 2004 (73%). <strong>Per aumentare l&rsquo;affluenza</strong> alle urne vengono indicate diverse misure, a partire dall&rsquo;insegnamento dell&rsquo;<strong>educazione alla cittadinanza attiva</strong> nelle scuole, che in verit&agrave; &egrave; gi&agrave; previsto nell&rsquo;ambito dell&rsquo;educazione civica, <strong>il voto a distanza </strong>per chi vive in un luogo diverso dalla propria residenza, nel 2024 introdotto in parte in via sperimentale, e il <strong>voto digitale</strong> auspicato dalla met&agrave; degli intervistati.</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2024/Sondaggi1.png" alt="" width="90%" /></p>&#13;
<h2><strong>Le priorit&agrave; per gli elettori</strong></h2>&#13;
<p>La <strong>sanit&agrave; </strong>sar&agrave; il <strong>tema principale</strong> che gli intervistati terranno in considerazione al momento del voto<strong> </strong>(34%). Da annotare che, rispetto alla media Ue, la sanit&agrave; pubblica &egrave; una questione su cui i cittadini italiani vorrebbero che la campagna elettorale prestasse maggiore attenzione, assieme alla creazione di nuovi posti di lavoro, diritti dei consumatori, indipendenza energetica, secondo quanto emerso dall&rsquo;indagine <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20240415IPR20389/situazione-geopolitica-rende-ancora-piu-importante-il-voto-alle-elezioni-europee" target="_blank" rel="noopener"><strong>Eurobarometro</strong></a><strong> </strong>condotta tra febbraio e marzo. Tornando ai sondaggi Swg, <strong>la chiarezza sulle strategie green</strong> <strong>giocher&agrave; un ruolo determinante</strong> nella scelta dei candidati/partiti per 7 intervistati su 10. &Egrave; stata rilevata, infatti, una crescente consapevolezza dello stretto legame tra tutela dell&rsquo;ambiente e qualit&agrave; della vita e della multidimensionalit&agrave; della sostenibilit&agrave;. <strong>L&rsquo;ecoansia attanaglia un intervistato su 3</strong>, e a esserne colpiti sono soprattutto gli adolescenti e i giovani (40%); 6 intervistati su 10 temono che non riusciremo mai a vincere la lotta al cambiamento climatico, e uno su due ritiene inefficaci le proteste in piazza delle associazioni ambientaliste. Ulteriori argomenti che influenzeranno il voto saranno <strong>il potere d&rsquo;acquisto e gli stipendi</strong> (25%), lo scenario internazionale (24%), la crescita economica (22%) e il futuro dell&rsquo;Unione europea (18%). Tra i pi&ugrave; giovani molta considerazione sul tema della sostenibilit&agrave; (31%).</p>&#13;
<p style="text-align: center;"><strong>&nbsp;<img decoding="async" src="/wp-content/uploads/public/asvis2/images/Notizie_2024/Sondaggi2.png" alt="" width="90%" /></strong></p>&#13;
<h2><strong>Un dibattito pubblico poco focalizzato sui giovani</strong></h2>&#13;
<p>Dal sondaggio Swg emerge che<strong> gli under 35 sono i pi&ugrave; restii a votare</strong> (49%).<strong> </strong>Un dato che dovrebbe far riflettere alla luce dei risultati dell&rsquo;indagine <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3181"><strong>&#8220;Giovani e democrazia&#8221;</strong></a>, condotta lo scorso aprile dalla Commissione europea su oltre 26mila giovani dei Paesi Ue. Gli italiani hanno indicato la partecipazione alle elezioni europee come la misura pi&ugrave; efficace per far sentire la propria voce (40%). E secondo la gi&agrave; citata indagine Eurobarometro sono i giovani ad apprezzare maggiormente il Parlamento europeo (62%) rispetto agli over 55 (40%). Ma in Italia la campagna elettorale sulle prossime elezioni sembra non essere sufficientemente focalizzata sul loro futuro, secondo quanto rilevato dalla recente <a href="https://consiglionazionalegiovani.it/comunicati-stampa/europee-2024-al-voto-il-47-dei-giovani-rispetto-al-43-degli-over-54-solo-l8-degli-under-35-si-ritiene-molto-soddisfatto-del-dibattito/"><strong>ricerca</strong></a> &nbsp;realizzata dal <strong>Consiglio nazionale dei giovani (Cng) </strong>in collaborazione con l&rsquo;Istituto Piepoli. &nbsp;Tra gli under 35, 6 giovani su 10 hanno dichiarato che il dibattito pubblico non sta affrontando adeguatamente le loro preoccupazioni e priorit&agrave; e negli under 25 a sostenerlo sono 7 su 10. I temi su cui hanno chiesto maggior attenzione sono <strong>lavoro e occupazione</strong> (39%), seguiti da scuola, universit&agrave; e formazione per lo sviluppo di competenze professionali (18%).</p>&#13;
<p>{##card#47#20152}</p>&#13;
<p>&nbsp;</p>&#13;
<p>di Antonella Zisa</p>
<p>L'articolo <a href="https://staging.arsdue.com/sondaggi-europee-2024-italiani-alle-urne-per-senso-del-dovere-e-poco-preparati/">Sondaggi europee 2024: italiani alle urne per senso del dovere e poco preparati</a> proviene da <a href="https://staging.arsdue.com">ASviS</a>.</p>
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