ll nuovo Rapporto del Centro economia digitale mostra come la transizione verso un’economia ad alta tecnologia sia una strada obbligata per rilanciare crescita e produttività in Italia e in Europa. L’ analisi evidenzia che ogni dollaro generato dai settori high-tech produce 3,18 dollari di Pil in tre anni, contro 1,23 dei comparti a bassa tecnologia e, “sfatando vecchi pregiudizi”, creano più occupazione qualificata. La capacità di creare valore, si sottolinea, dipende però dalla rapidità con cui Paesi integrano queste tecnologie. 3/11/25
L’e-book realizzato dalla Ciip, nell’ambito della campagna europea “Salute e sicurezza sul lavoro nell’era digitale 2023–2025”, raccoglie i contributi di professionisti che osservano la prevenzione nei luoghi di lavoro da prospettive diverse, offrendo un quadro aggiornato e multidisciplinare sulle sfide e le opportunità dell’AI: dall’evoluzione del lavoro alla valutazione dei rischi, dalla formazione al benessere psico-fisico, fino agli aspetti giuridici, etici e di sostenibilità. 28/10/25
Due persone su cinque giudicano il proprio salario inadeguato rispetto a competenze e ore lavorate, e solo una su cinque riesce a risparmiare ogni mese: è quanto ha rilevato un recente sondaggio di Swg. Le donne risultano più penalizzate: il 55% ritiene lo stipendio non proporzionato al lavoro svolto e il 46% non riesce a mettere da parte nulla. Appena la metà degli intervistati riesce a coprire le spese quotidiane, mentre uno su dieci non può far fronte a spese impreviste, come una visita medica. 15/10/25
Il position paper “La transizione digitale a supporto della sostenibilità del business: rischi e opportunità”, realizzato dall’Un Global compact network Italia con oltre 40 imprese aderenti, invita a guardare alla trasformazione digitale non come a un fine, ma come a uno strumento per rendere il business più sostenibile. L’obiettivo è chiaro: usare il digitale per potenziare le diverse dimensioni della sostenibilità generando efficienza, risparmio, innovazione e processi produttivi più circolari. 10/10/25
Il 20 settembre è entrata in vigore la legge quadro n. 131/2025 che riconosce le zone montane come aree di interesse nazionale, sottolinea il loro ruolo strategico nella tutela di ambiente, biodiversità e paesaggio, ma anche come custodi di storia, cultura e identità delle comunità locali. L’obiettivo è fermare lo spopolamento e ridurre gli squilibri economici e sociali, favorendo al tempo stesso il ripopolamento e garantendo a chi vive in montagna pari diritti e servizi essenziali. 1/10/25
Il Senato ha approvato il ddl n. 957, che attribuisce al governo deleghe su retribuzioni, contrattazione collettiva e procedure di controllo e informazione. La legge mira a garantire trasparenza salariale, contrastare il lavoro sottopagato e le pratiche di concorrenza sleale (dumping contrattuale), nonché a favorire il rinnovo dei contratti nazionali nei tempi concordati dalle parti sociali. Entro sei mesi dall’entrata in vigore dovranno essere adottati i decreti legislativi attuativi. 1/10/25
Un rapporto di due organizzazioni legate a World economic forum e McKinsey esplora oltre 30 soluzioni finanziarie per sbloccare investimenti nella natura. L’obiettivo è far crescere mercati maturi e globali, capaci di unire la solidità della finanza tradizionale con modelli innovativi dedicati alla tutela degli ecosistemi. 19/9/25
Il Comitato di esperti di Katowice dell’Onu per il clima ha pubblicato un rapporto per guidare governi, imprese e sindacati nella transizione dei lavoratori verso economie a basse emissioni, senza lasciare indietro nessuno. Il documento raccoglie strumenti pratici, casi di studio nonché quadri di riferimento per sviluppare politiche inclusive e basate sull’evidenza. 19/9/25
Dal 1995 al 2024 la produttività italiana è cresciuta in media solo dello 0,2% l’anno, contro l’1,2% dell’Ue27, secondo il Rapporto annuale 2025 del Cnel presentato il 10 settembre. Una stagnazione legata a ritardi strutturali su competenze, investimenti nel capitale intangibile, dimensione d’impresa, qualità dei servizi e infrastrutture, aggravata da divari territoriali. Il documento delinea un’azione sistemica e coordinata per fare della produttività il motore di una crescita inclusiva e sostenibile. 12/9/25
Nel 2025 il 77% degli italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale, in aumento rispetto al 69% del 2024, ma solo il 7% ne possiede una conoscenza approfondita, un dato stabile rispetto all’anno precedente. È quanto rileva una recente indagine dell’Istituto Piepoli, che segnala anche come quasi uno su quattro esprima forte preoccupazione per la propria sicurezza legata all’uso dell’AI. 12/9/25
