Nel Rapporto “Long-Term Megatrends 2018” l'Italian institute for the future ha individuato nell'ultimo anno dieci tendenze che verosimilmente condizioneranno i cambiamenti sostanziali sul lungo periodo.
“Ricompensare il lavoro, non la ricchezza” è l'ultimo rapporto della ong britannica presentato al Wef: il 50% degli italiani più poveri ha visto un incremento del reddito tra il 2006 e il 2016 del 15,3%, a fronte del 40,4% dei due decili più benestanti.
Il documento nato dalla collaborazione di ministeri, enti locali, università, società civile e Aics, con la partecipazione dell'ASviS, pone questioni serie sulle sfide per i nuovi cittadini alle prese con un mondo interconnesso ed interdipendente.
Lo studio di Gallup e Ilo mostra che le lavoratrici dei Paesi più avanzati sono le più prossime al raggiungimento della parità di genere. Sulle loro spalle però pesa ancora troppo l'impegno familiare e di cura; il 62% vorrebbe poter conciliare i due ambiti.
È stata lanciata anche nel nostro Paese l’iniziativa del World Food Programme per combattere la fame del mondo tramite la donazione di 40 centesimi, la “nuova moneta” dal piccolo valore e dal grande impatto.
L’industria finanziaria, tra speculazione e sistemi offshore, mette a repentaglio il benessere umano, “promuovendo egoismi e sopraffazioni”. Una nuova riflessione etica è necessaria, ponendo al centro il principio di gratuità.
La redistribuzione ex post non basta a ridurre le diseguaglianze: il 10% più ricco della popolazione detiene il 50% dei beni, il 40% più povero il 3%. Ventiquattro nuovi indicatori per monitorare la situazione.
Informazione più ampia, con un set aggiornato di 117 indicatori Un-Iaeg-SDGs e 235 misure statistiche nazionali. Giovannini: abbiamo bisogno di modelli prospettici e di informazioni sulla distanza dagli Obiettivi.
Lo Iea avverte: l’aumento del ruolo delle imprese di proprietà statale nel settore energetico non ha favorito l’evoluzione verso la sostenibilità. Calano anche gli incentivi alla efficienza energetica.
Nonostante i passi in avanti, in troppi Stati i prodotti per l'igiene intima hanno prezzi proibitivi per essere a disposizione di tutte, mettendo a rischio la salute femminile. In Italia ogni anno lo Stato guadagna con la "tampon tax" 65 milioni di euro. 16/8/2018
