Dal Rapporto ASviS 2017 analisi e proposte per porre l’Agenda 2030 al centro del prossimo confronto elettorale. Per diffonderne gli ampi contenuti, la campagna di approfondimento sugli SDGs accompagnerà i lettori per 17 giorni.
Non si fa abbastanza per realizzare l’Agenda 2030. Ma l’anniversario di oggi e le numerose iniziative in occasione dell’Assemblea dell’Onu testimoniano un grande impegno collettivo. E giovedì l’ASviS presenterà le sue proposte.
Governare l’Antropocene è una scommessa che impegnerà diverse generazioni e l’Agenda 2030 è solo un primo indispensabile passo. Dobbiamo abituarci a una visione di lungo termine, senza illusioni ma senza passi indietro.
Alimentare una popolazione in crescita senza compromettere le risorse globali è una delle grandi sfide per i prossimi anni. Di questo e altro si riflette in vista del 2° anniversario dell’Agenda 2030.
Una riflessione sul percorso compiuto in Italia e nel mondo, due anni dopo il varo dell’Agenda 2030, e sulle metodologie per valutare meglio il futuro. Gli eventi estremi e le reazioni alle politiche di Trump.
Le peggiori nefandezze, in terra e in mare, avvengono nel nome dell’uso sostenibile delle risorse. Non cessa però il lavoro per costruire scenari futuri credibili e regolamenti in grado di salvaguardare il patrimonio comune.
Stiamo vincendo molte battaglie per un’economia più “verde”, ma rischiamo di perdere la guerra contro il riscaldamento del Pianeta e il cattivo uso delle sue risorse. E l’Italia non discute abbastanza del suo futuro.
Per attuare gli Obiettivi dell’Agenda 2030 dobbiamo fare del Mezzogiorno il laboratorio della sostenibilità. Bisogna anche impegnare le nuove generazioni, come annunciato dalla ministra Fedeli con la collaborazione dell’ASviS.
Fatichiamo a percepire la rapidità dell’innovazione. Si aprono scenari nuovi, affascinanti e pericolosi. Il ruolo dell’Hlpf di New York, i progressi sull’economia circolare nel nostro Paese, il difficile traguardo sui Neet.
A New York in questi giorni si fa il punto sull’attuazione dell’Agenda 2030. I dati globali su povertà, salute e altri SDGs indicano progressi, ma le medie nascondono disuguaglianze crescenti. Anche in Italia.
